JAUME CABRE'.
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IO CONFESSO.
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Parte 2.
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2011.
Traduzione di: Stefania Maria Ciminelli.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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TERZO.
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Et in Arcadia ego. Quando ero giovane lottavo per essere me stesso; adesso mi rassegno a essere come sono.
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JOSEP MARIA MORRERES.
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Capitolo sedici.
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Adri Ardvol era molto maturato. Il tempo non passava invano. Sapeva gi cosa voleva dire
finocchio e aveva anche scoperto il significato di teodicea. Aquila Nera, il capotrib arapaho, e il
coraggioso sceriffo Carson prendevano la polvere del deserto sullo scaffale di Salgari, Karl May, Zane
Grey e Jules Verne. Ma non era riuscito a sottrarsi allimplacabile tutela di sua madre. La mia capacit
di obbedienza mi aveva fatto diventare un violinista meccanicamente bravo ma senza anima dentro.
Come un Bernat di secondordine. Persino la mia vergognosa fuga dal primo recital pubblico fin per
essere accettata dal maestro Manlleu come un segno di genialit da parte mia. Il rapporto tra noi due
non era cambiato, a eccezione del fatto che da quella sera si era sentito legittimato a insultarmi ogni
qual volta lo ritenesse opportuno. Io e il maestro Manlleu non abbiamo mai parlato di musica.
Parlavamo solo di repertorio violinistico, e di nomi come Wieniawski, Nardini, Viotti, Ernst, Sarasate,
Paganini e, soprattutto, Manlleu, Manlleu e Manlleu, e a me veniva voglia di chiedergli maestro, ma
quando faremo davvero della musica? Sapevo per che questa domanda avrebbe dato origine a una
tempesta dalla quale sarei potuto uscire malconcio. Parlava solo di repertorio, del suo repertorio. Della
posizione delle mani. Della posizione dei piedi. Di quali indumenti devi indossare quando studi. E della
posizione dei piedi, che poteva essere la posizione Sarasate-Sauret, la posizione Wieniawski-Wilhelmj,
quella Ysae-Joachim o, solo per pochi eletti, la posizione Paganini-Manlleu. Tu devi provare la
posizione Paganini-Manlleu perch voglio che sia un eletto, anche se, purtroppo, non hai potuto essere
un bambino prodigio perch io sono arrivato tardi nella tua vita.
La ripresa delle lezioni dopo la fuga di Adri, con un aumento sostanziale, per la signora
Ardvol, della parcella del maestro Manlleu, era stata durissima, perch allinizio erano lezioni
silenziose, pensate per mostrare il silenzio offeso del genio che vuole trasformare in semigenio un
ragazzo disorientato dalla debolezza del suo carattere. Pian piano le indicazioni, le correzioni, lo fecero
tornare alla sua abituale loquacit, finch un giorno gli disse porta il tuo storioni.
Perch, maestro?
Voglio farlo suonare.
Devo chiedere il permesso a mia madre. Dopo tante disgrazie, Adri aveva imparato alcune
regole di prudenza.
Te lo dar se le dici che  un mio espresso desiderio.
La madre gli disse sei matto, ma cosa ti sei messo in testa; tu, con il tuo parramon, basta e
avanza. Adri insistette un bel po e lei gli disse quando dico no  no. Fu allora che disse  una richiesta
e un espresso desiderio del maestro Manlleu.
Potevi dirlo subito disse seria. Molto seria, perch madre e figlio erano in guerra gi da
qualche anno e qualsiasi occasione era buona, a tal punto che un giorno Adri disse quando sar
maggiorenne me ne andr di casa. E lei: con quali mezzi? E lui: con le mie mani; con leredit di pap;
non lo so. E lei: be, cerca di saperlo prima di andartene.
Cos, il venerd successivo mi presentai con lo storioni. Pi che volerlo far suonare, il maestro
lo voleva comparare. Suon la tarantella di Wieniawski con il mio storioni; il suono usc limpido,
bellissimo. Poi, con gli occhi luccicanti, cercando la mia reazione, mi mostr un segreto: un guarneri
del 1702 che era stato di Felix Mendelssohn in persona. E suon la stessa tarantella, un suono limpido,
bellissimo. Con una smorfia di trionfo sul viso mi disse che suonava dieci volte meglio il suo guarneri
che il mio storioni. E me lo restitu con un atteggiamento di intima soddisfazione.
Maestro, non voglio fare il violinista.
Tu stai zitto e studia.
Maestro: ho detto di no.
Cosa diranno i tuoi avversari?
Io non ho avversari.
Figliolo disse, sedendosi sulla poltrona da ascolto. Tutti quelli che in questo momento
stanno studiando il violino a livello superiore sono i tuoi avversari. E cercheranno il modo di
distruggerti.
E tornammo al vibrato, vibrato plus trino, a caccia degli armonici, al martel e al tremolo... e io
ero ogni giorno pi triste.
Mamma, non voglio fare il violinista.
Figlio: tu sei un violinista.
Voglio smettere.
A mo di risposta, mi organizz un recital a Parigi. Lo fece perch mi rendessi conto della
meravigliosa vita che ti aspetta come violinista, figlio.
Io a otto anni riflett il maestro Manlleu ho fatto il mio primo recital. Tu hai dovuto
aspettare di arrivare a diciassette. Non potrai mai raggiungermi. Per devi cercare di avvicinarti alla
mia grandezza. E io ti aiuter a superare il trac.
Ma io non voglio fare il violinista. Voglio leggere. E non ho il trac.
Bernat, non voglio fare il violinista.
Non dire queste cose che mi arrabbio. Suoni benissimo e sembra che non ti debba neanche
sforzare.  il trac.
Mi sta benissimo suonare il violino; ma non voglio fare il violinista. Non lo voglio fare. E non
ho il trac.
Qualsiasi cosa decida, non smettere le lezioni.
Non  che a Bernat importassero in modo particolare la mia salute mentale o il mio futuro. Era
che seguiva ancora le lezioni di seconda mano del maestro Manlleu. Progrediva nella tecnica e non si
annoiava n aborriva lo strumento n gli veniva lacidit di stomaco, perch io gli risparmiavo
Manlleu. E dire che in quel momento andava con Massi, raccomandato direttissimamente dalla
Trullols.
Molti anni dopo, davanti al plotone di esecuzione, Adri Ardvol cap che la sua avversione alla
carriera da solista era nata come unico modo di lottare contro sua madre e il maestro Manlleu. E
quando la voce gli cominciava gi a cambiare, disse maestro Manlleu, voglio fare della musica.
Che?
Voglio fare Brahms, Bartk, Schumann. Odio Sarasate.
Il maestro Manlleu stette qualche settimana in silenzio, facendo lezione a gesti e basta, finch
un venerd gli mise una pila di partiture alta due palmi sul piano e disse su, riprendiamo un po di
repertorio. Fu lunica volta nella vita che il maestro Manlleu gli diede ragione. Suo padre gli aveva dato
ragione una sola volta, ma laveva riconosciuto. Il maestro Manlleu aveva detto soltanto su,
riprendiamo un po di repertorio. E per vendetta per avermi dovuto dare ragione, si scroll di dosso la
forfora che gli cadeva sui pantaloni scuri e disse il venti del mese prossimo alla sala Debussy di Parigi.
La Kreutzer, la sonata di Csar Franck, la terza di Brahms e solo qualche wieniawski e paganini da
sfoggiare ai bis. Contento?
Il fantasma del trac, perch io avevo un trac immenso, abilmente mascherato con la bella teoria
secondo cui lamore per la musica mi impediva eccetera. Il fantasma del trac riapparve e Adri
cominci a sudare.
Chi suoner il pianoforte?
Un accompagnatore qualsiasi. Te lo cercher io.
No. Qualcuno che... Il piano non mi accompagna: fa come me.
Scemenze: sei tu che dai gli ordini. S o no? Ti cercher il pianista adatto. Tre sessioni di
prova. E adesso leggiamo. Iniziamo con Brahms.
E Adri cominci a sentire che forse era vero che saper suonare il violino era un modo di andare
daccordo con la vita, con i misteri della solitudine, con levidenza che il desiderio non corrisponde mai
alla realt, con la voglia di scoprire che cosa era successo al padre per colpa sua.
Il pianista adatto fu il maestro Castells, un buon pianista, timido, capace di nascondersi sotto i
tasti davanti al minimo rabbuffo del maestro Manlleu e che, come scopr subito Adri, faceva parte di
una vasta operazione economica della signora Ardvol, che aveva speso una fortuna per far suonare il
figlio a Parigi, in una sala da camera della Pleyel, con una capienza di cento poltrone di cui gi una
quarantina occupate. I musicisti partirono da soli, per concentrarsi sul lavoro. Il signor Castells e Adri,
in terza. Il maestro Manlleu, in prima, per potersi concentrare sulle numerose occupazioni che
svolgeva. I musicisti lottarono contro linsonnia leggendo il concerto; Adri trov divertente vedere il
maestro Castells che cantava e gli indicava lentrata, e a quel punto seguire il gioco facendo finta di
suonare e canticchiando; era un sistema geniale per far quadrare le entrate. Fu a quel punto che entr il
cameriere a fare i letti e usc pensando di essere capitato in uno scompartimento di pazzi. Passato
Lione, quando era gi buio, il maestro Castells gli confess che il maestro Manlleu lo marcava stretto,
quindi gli chiedeva un favore: se poteva chiedere al maestro Manlleu di lasciarli uscire a fare un giro da
soli prima del concerto per... devo incontrare mia sorella e il maestro Manlleu non vuole che
mischiamo le cose, sai?
Parigi fu una messa in scena materna per farmi decidere di continuare a suonare il violino. Non
sapevo, per, che mi avrebbe cambiato la vita. Fu l che ti conobbi. Grazie alla messa in scena. Ma non
nella sala di musica, prima, durante la scappata semiclandestina con il signor Castells. Al caff Cond.
Lui doveva incontrarsi con sua sorella, che venne in compagnia di una nipote, che eri tu.
Sava Voltes-Epstein.
Adri Ardvol-Bosch.
Disegno.
Leggo.
Ma non sei violinista?
No.
Ridesti e il cielo entr al Cond. I tuoi zii parlavano, molto presi dai loro discorsi, e non se ne
poterono accorgere.
Non venire al concerto, per favore implorai. E per la prima volta fui sincero e, a voce pi
bassa, dissi ho una fifa cane. E ci che pi mi piacque di te fu che non venisti al concerto. Questo mi
fece innamorare. Credo di non avertelo mai detto.
Il concerto and bene. Adri suon normale, senza nervi, sapendo che in vita sua non avrebbe
mai pi rivisto le persone che erano andate a sentirlo. Il maestro Castells si rivel un ottimo partner
perch in un paio di occasioni in cui vacillai mi riprese in modo delicatissimo. Tanto che Adri pens
che con lui come maestro forse avrebbe potuto davvero fare della musica.
Ci siamo conosciuti trenta o quarantanni fa, io e Sara. La persona che ha illuminato la mia vita
e per la quale verso lacrime pi amare. Una ragazzina di diciassette anni con i capelli scuri raccolti in
due trecce, che parlava catalano con accento francese, come se fosse del Rossell, un accento che non
ha mai abbandonato. Sara Voltes-Epstein, che  entrata a intermittenza nella mia vita e di cui ho
sempre sentito la mancanza. Venti settembre millenovecentosessantaequalcosa. Dopo il breve incontro
al caff Cond, ci abbiamo messo due anni per rivederci, sempre per caso. A un concerto.
A quel punto Xnia si mise davanti a lui e disse per me va benissimo.
Bernat la guard negli occhi scuri. Si intonavano alla notte. Xnia. In risposta disse allora
daccordo, sali a casa. Potremo parlare con tutta calma. Xnia.
Da qualche mese Bernat e Tecla avevano rotto, con un processo portato avanti minuziosamente
e con grande impegno da entrambe le parti perch fosse una rottura molto rumorosa, traumatica,
inutile, dolorosa, rabbiosa e piena di dettagli meschini, soprattutto da parte di lei, che  una donna
che... non so come ho mai potuto sentire interesse per una tipa cos. E ancor meno viverci insieme,
veramente non me ne capacito. E Tecla raccontava che gli ultimi mesi di vita in comune erano stati un
inferno, perch Bernat passava le sue giornate a guardarsi allo specchio, no, no, voglio dire: pensava
solo a se stesso, come sempre; a casa contavano solo le sue cose; parlava del concerto che gli era
andato bene, dei critici che erano sempre pi mediocri, s, perch insomma, neanche un accenno alla
nostra sublime interpretazione; si preoccupava del fatto che il violino fosse ben chiuso nella
cassaforte, si chiedeva se non fosse il caso di cambiare cassaforte perch il violino  il pezzo pi
importante di questa casa, hai capito, Tecla?, e se non te lo metti bene in testa sar un problema; ma
quello che pi mi ha ferito  stata la sua assoluta mancanza di tatto e di amore per Lloren. Questo
non lho proprio tollerato. A partire da allora ho cominciato a tenerlo a freno. Fino al botto finale e
alla sentenza di qualche mese fa. Un tremendo egoista che pensa di essere un grande artista ma  solo
un povero imbecille che, non contento di suonare il violino, rompe i coglioni perch pensa di essere il
miglior scrittore al mondo e mi diceva tieni, leggilo e dimmi che ne pensi. E povera me se gli facevo
unosservazione, perch allora mi teneva giorni e giorni cercando di convincermi che mi sbagliavo
completamente e che lunico che ci capiva di libri era lui.
Non sapevo che scrivesse.
In realt non lo sa nessuno: nemmeno il suo editore, capisci?  una merda quello che scrive;
noioso, pretenzioso... Insomma. Ancora non capisco come abbia potuto interessarmi un tipo cos. E
come abbia potuto viverci insieme!
E tu perch hai smesso di suonare il pianoforte?
Lho abbandonato a poco a poco, senza accorgermene. In parte...
Bernat per non ha abbandonato il violino.
Ho smesso di suonare perch a casa la carriera prioritaria era quella di Bernat, va bene?
Tanti anni fa. Prima di Lloren.
Tipico.
Ora non fare la femminista: ti parlo da amica; non mi provocare, daccordo?
Ma tu pensi che separarsi, alla vostra et...
E allora? Se sei giovane, sei troppo giovane. Se sei grande, sei troppo grande. E poi non
siamo neanche cos grandi. Ho tutta una vita. Ho mezza vita davanti, va bene?
Sei molto nervosa.
Era comprensibile: tra laltro, in quel processo di rottura cos ben disegnato, Bernat aveva
preteso che fosse lei ad andarsene di casa. A mo di risposta, lei aveva preso il violino e laveva
buttato dalla finestra. Quattro ore dopo aveva ricevuto la notificazione della denuncia presentata da
suo marito per gravi danni al patrimonio ed era dovuta andare di corsa dallavvocato, che laveva
sgridata come se fosse una bambina e laveva avvertita non scherzi su questo, signora Plensa, che 
una faccenda seria: se vuole, io mi posso occupare del caso; ma lei deve fare quello che le dico io.
Se mi ritrovassi di nuovo il violino tra i coglioni, lo butto unaltra volta dalla finestra, anche
se mi mettono in galera.
No, cos non va bene. Vuole che accetti il caso?
 ovvio: per questo sono venuta.
Allora devo dirle che avrebbe fatto benissimo a litigare con suo marito, odiarlo e tirargli i
piatti in testa. I piatti: non il violino. Ha commesso un grave errore.
Lo volevo ferire.
E ci  riuscita; ma ha fatto stupidamente un danno a se stessa, perdoni la franchezza.
E le espose la strategia da seguire.
E adesso ti racconto tutte le mie miserie perch sei la mia migliore amica.
Non ti trattenere; piangi, piangi. Ti far bene. Io piango sempre un sacco.
Il giudice, che era una donna, le ha dato ragione su tutto. Guarda quanto pu essere ingiusta
la giustizia. Le ha imposto solo una multa per aver distrutto il violino. Multa che non mi ha pagato n
mi pagher mai. Quattro mesi di clinica da Bagu e, per me, non suona come prima.
 un buono strumento?
Eccome. Un mirecourt della fine dellOttocento. Un thouvenel.
Perch non reclami il pagamento della multa?
Non voglio sapere nientaltro di Tecla. In questo momento la odio dal profondo del mio cuore.
Mi ha anche messo contro mio figlio. Che  una cosa imperdonabile, quasi quanto il danno che ha
fatto al violino.
Silenzio.
Volevo dire il contrario.
Capisco.
Ogni tanto nelle grandi citt ci sono delle stradine, dei vicoli silenziosi dove i passi
riecheggiano nella quiete notturna, e si ha limpressione che tutto sia come era prima, come quando
eravamo pochi e ci conoscevamo e ci salutavamo per strada. Allepoca in cui anche Barcellona, di
notte, andava a dormire. Bernat e Xnia camminavano lungo il passatge Permanyer, solitario, figlio di
un altro mondo, e per qualche minuto stettero attenti solo ad ascoltare i propri passi. Xnia con i
tacchi. Elegantissima. Era elegantissima, nonostante fosse unintervista quasi improvvisata. E i tacchi
riecheggiavano nella notte dei suoi occhi scuri;  bella cos, semplicemente perch  bella.
Capisco il tuo dolore disse Xnia quando arrivarono a carrer de Llria, dove li ricevette il
rombo di un taxi che circolava a gran velocit. Ma non ci devi pi pensare.  meglio che non ne
parli.
Me lhai chiesto tu.
E io che ne sapevo...
Aprendo la porta di casa, Bernat disse gira che ti rigira, ti ritrovi l da dove sei partito e le
raccont che quello era il quartiere dove aveva vissuto da piccolo e dove adesso, dopo essersi
separato, era tornato per caso. E mi piace esserci potuto tornare perch qui ho tantissimi ricordi. Vuoi
del whisky o qualcosaltro da bere?
Non bevo.
Neanchio. Ma ce lho per gli ospiti.
Casomai un po dacqua.
Guarda che disgraziata, che non mi ha neanche lasciato la possibilit di rimanere a casa mia.
Mi sono dovuto cercare una casa. Allarg le braccia come se avesse voluto mostrare tutto
lappartamento dun colpo. Ma sono contento di essere tornato nel mio quartiere. Di qua.
Le indic dove dirigersi. La precedette per accendere la luce della stanza: Io penso che tutti
percorrono una strada di andata e poi quella di ritorno verso gli inizi. Nella vita delluomo c sempre
un ritorno alle origini. Se la morte non si interpone.
Era una stanza grande, pensata probabilmente come soggiorno. Cerano un divano e una
poltrona davanti a un tavolino rotondo, due leggii con degli spartiti, una vetrina con tre strumenti e
una scrivania con un computer e molti fogli accanto. La parete davanti, era piena di libri e spartiti.
Come se fosse il riassunto della vita di Bernat.
Xnia apr la cartella, estrasse il registratore e lo piazz davanti a Bernat.
Vedi? Non lho ancora sistemato, ma questo dovrebbe essere un soggiorno.
Be,  molto confortevole.
Quella stronza di Tecla non mi ha fatto portar via neanche un mobile.  tutto Ikea. Allet
mia... Ikea. Cazzo, ma stai registrando?
Xnia spense il registratore. In un tono che lui in tutta la serata non le aveva sentito: Vuoi
parlare di quella stronza di tua moglie o dei tuoi libri? Lo dico per mettere via lapparecchio o per
accenderlo.
Il silenzio era quello in cui si possono sentire i propri passi. Ma adesso non camminavano in
nessun vicolo solitario. Bernat avvert i battiti del proprio cuore e si sent estremamente ridicolo. Fece
passare il rumore di una moto, anche questa su carrer de Llria.
Touch.
Non so il francese.
Bernat spar, pieno di vergogna. Torn con una bottiglia dacqua che lei non aveva mai visto.
E due bicchieri Ikea.
Acqua delle nuvole della Tasmania. Ti piacer.
Passarono una mezzoretta a dire banalit sui racconti e sul processo di elaborazione. E che la
terza e la quarta raccolta erano le migliori. Romanzo? No, no: mi piace la distanza corta. Lui, che
piano piano si stava calmando, accenn al fatto che si vergognava per lo spettacolo che le aveva
offerto parlando di quella stronza della sua ex, ma non riusciva a togliersi quella storia dalla testa e
non si poteva rassegnare al fatto che, nonostante avesse pagato una barca di soldi allavvocato,
dessero ragione a Tecla su quasi tutto,  una cosa che mi fa imbestialire e mi dispiace avertelo
trasmesso, ma cos capirai che anche gli scrittori, gli artisti in generale, sono delle persone.
Non ne ho mai dubitato.
Touch pour la seconde fois.
Ti ho gi detto che non so il francese. Mi puoi parlare del processo di gestazione della tua
opera?
Ne parlarono a lungo. Bernat raccont come aveva iniziato, tanti tanti anni fa, a scrivere senza
fretta. Ci metto molto a considerare finito un libro. Per Plasma mi ci sono voluti tre anni buoni.
Addirittura!
S. Si  scritto piano piano da solo. Vediamo, come ti potrei dire...
Silenzio. Erano passate un paio dore e avevano finito lacqua delle nuvole della Tasmania.
Xnia ascoltava rapita. Qualche macchina ogni tanto passava ancora per carrer de Llria. Si stava
bene a casa; per la prima volta dopo tanti mesi Bernat si trovava bene a casa, con qualcuno che lo
ascoltava e non lo criticava come aveva fatto il povero Adri tutta la vita.
Dimprovviso sent su di s la fatica provocata dalla tensione di tante ore di conversazione.
Invecchiare ha sempre un prezzo.
Xnia si sistem sulla poltrona Ikea. Allung la mano come se volesse spegnere il registratore,
ma a met strada ci ripens.
Adesso mi piacerebbe entrare nel... questa storia della doppia personalit, di musicista e
scrittore.
Non sei stanca?
S. Ma era da tanto che non potevo fare unintervista cos... come questa.
Grazie mille. Ma possiamo rimandare a domani. Sono...
Sapeva di rompere la magia del momento ma non poteva farci niente. Rimasero seduti per
qualche minuto in silenzio, lei rimettendo a posto le sue cose ed entrambi pensando se era un buon
momento per andare avanti o se era meglio essere prudenti, finch Bernat disse mi dispiace di averti
offerto solo dellacqua.
Era ottima.
In realt mi piacerebbe portarti a letto.
Vuoi che prendiamo appuntamento per domani?
Domani  complicato. Dopodomani.
A letto, adesso.
Benissimo. Vieni qui, se ti va.
Daccordo.
E parliamo di tutto quello che credi.
Va bene.
Rimasero in silenzio. Lei sorrise, e anche lui.
Aspetta, ti chiamo un taxi.
Ci manc poco. Si guardarono in silenzio, lei con la notte serena nello sguardo. Lui, con un
grigiore indefinito fatto di segreti inconfessabili negli occhi. Ci nonostante, lei se ne and con il
maledetto taxi di merda che deve sempre rovinare tutto. Prima, Xnia gli aveva dato un bacio furtivo
sulla guancia, vicino alle labbra. Si era dovuta mettere sulle punte per arrivarci. Che carina, sulle
punte. Dal portone vide il taxi che portava Xnia lontano dalla sua vita, almeno per un paio di giorni.
Si tocc il punto esatto, vicino alle labbra. Sorrise. Era da pi di due anni che non sorrideva.
Il secondo incontro fu pi facile. Xnia si tolse il cappotto senza chiedere il permesso, appoggi
il necessario per la registrazione sul tavolino e aspett pazientemente che Bernat, che si era ritirato
dallaltra parte di casa con il cellulare, mettesse fine a una discussione interminabile con qualcuno che
era probabilmente lavvocato. Parlava a bassa voce e con una sorta di rabbia contenuta.
Xnia guard alcuni dorsi di libri. In un angolo cerano i cinque libri che Bernat Plensa aveva
pubblicato; i primi due non li aveva letti. Prese il pi vecchio. Sulla prima pagina cera una dedica
alla mia musa, la mia amata Tecla, che mi ha aiutato tanto a creare queste storie, Barcellona, 12
febbraio 1977. Xnia non pot reprimere un sorriso. Rimise il libro a posto, vicino ai compagni di
opera completa di Bernat Plensa. Sul tavolo da lavoro, il computer in standby e lo schermo scuro.
Mosse il mouse e lo schermo si illumin. Cera un testo dattiloscritto. Un documento di settanta
pagine. Bernat Plensa stava scrivendo un romanzo e non le aveva detto niente; anzi, le aveva detto che
non aveva intenzione di scrivere romanzi. Guard verso il corridoio. Dal fondo sentiva arrivare la
voce di Bernat, che parlava ancora a bassa voce. Si sedette davanti allo schermo e lesse Dopo aver
comprato i biglietti, Bernat se li infil in tasca. Si misero ad aspettare, intrattenendosi davanti al
cartello che annunciava il concerto. Un giovane, con in testa un cappello che gli nascondeva il viso,
avvolto in una sciarpa, accanto a loro, batteva i piedi per terra per scaldarsi, molto interessato al
programma di quella sera. Un altro uomo, grasso, infilato in un cappotto spigato, pretendeva che gli
ridessero i soldi dei biglietti per non so che problema. Andarono a fare un giro dalle parti di Sant Pere
ms Alt e se lo persero. Quando tornarono davanti al Palau de la Msica, era gi tutto successo. Sul
cartello che annunciava Concerto per violino e orchestra numero due in sol minore di Prokofiev
interpretato da Jascha Heifetz con lOrquestra Municipal de Barcelona diretta da Eduard Toldr si
poteva leggere un aggressivo EBREI RAUS scritto con il catrame e accompagnato da una croce
uncinata con il nero che colava da tutti i bracci, e latmosfera era diventata pi cupa, la gente evitava di
guardarsi negli occhi e la Terra era diventata ancora pi piatta. Poi mi dissero che era stato un
gruppetto di falangisti e che in quel momento i due poliziotti che mandavano sempre dal commissariato
di carrer de Llria, che era proprio l accanto, si erano allontanati un attimo dallingresso del Palau per
andare a prendere un caff, e a Adri venne una voglia incontenibile di andare a vivere in Europa, al
nord, dove dicono che la gente  schietta e nobile, colta, ricca, libera, sveglia e felice e ha dei genitori
che ti vogliono bene e non muoiono per colpa tua. In che merda di Paese ci  toccato vivere, disse
guardando quello sgorbio che grondava odio. A quel punto arrivarono i due poliziotti, dissero forza,
circolare, non formate gruppi, presto, disperdersi, e Adri e Bernat, come il resto dei curiosi, sparirono
perch non si sa mai.
Lauditorium del Palau de la Msica era pieno, ma il silenzio era palpabile. Facemmo fatica a
raggiungere le nostre due poltrone vuote, in platea, quasi al centro.
Salve.
Salve fece timidamente Adri, mentre si sedeva accanto a quella bellissima ragazza che lo
guardava sorridente.
Adri? Adri Nonsochealtro?
Allora ti riconobbi. Non avevi le trecce e sembravi davvero una donna.
Sara Voltes-Epstein! esclamai meravigliato. Sei qui?
Dove ti sembra che sia?
No, voglio dire...
S disse ridendo e mettendomi la mano sulla mano con una disinvoltura che mi provoc una
scarica mortale. Adesso vivo a Barcellona.
Guarda dissi, girando la testa da una parte e dallaltra: Bernat, un mio amico. Sara.
Bernat e Sara fecero un gesto educato con la testa.
Che cosa pazzesca, eh, il cartello... continu Adri, con quella straordinaria capacit che
aveva di fare gaffe. Sara fece un gesto vago e si mise a guardare il programma. Senza distoglierne lo
sguardo: Come  andato il tuo concerto?.
A Parigi? Un po impacciato: Bene. Normale.
Leggi ancora?
S. E tu disegni ancora?
S. Far una mostra.
Dove?
Alla parrocchia di... Sorrise. No, no. Non voglio che venga.
Non so se lo diceva sul serio o per scherzo. Adri si sentiva talmente impacciato che non os
guardarla in faccia. Si limit a sorridere timidamente. Cominciavano a spegnere le luci, la gente
applaudiva e il maestro Toldr saliva sul palco e si sentivano i passi di Bernat che veniva dallaltra
parte di casa. Allora, Xnia mise il computer in standby e si alz dalla sedia. Fece finta di guardare i
dorsi di alcuni libri e quando Bernat entr nello studio fece la faccia annoiata.
Scusami disse lui agitando il cellulare.
Ancora problemi?
Lui corrug la fronte. Si vedeva che non aveva voglia di parlarne. O che aveva imparato che
con Xnia non ne doveva parlare. Si sedettero e, per qualche secondo, il silenzio fu molto
imbarazzante; forse per questo sorridevano entrambi senza guardarsi.
E come si sente un musicista che fa letteratura? disse Xnia, posizionando il minuscolo
registratore sul tavolino tondo.
Lui la guardava senza vederla, pensando a quel bacio furtivo dellaltra sera, cos vicino alle
labbra.
Non lo so. Viene tutto piano piano, in modo ineluttabile.
Questa era proprio una grande bugia. Viene tutto cos fottutamente piano piano in modo
gratuito e capriccioso, e invece tu hai lansia che arrivi tutto insieme, perch era da tanti anni che
Bernat scriveva ed era da tanti anni che Adri gli diceva che quello che scriveva non aveva alcun
interesse, era grigio, era prevedibile, era prescindibile; s, insomma, che non  un testo necessario. E
se non vuoi capire, arrangiati.
E basta? disse Xnia, un po piccata. Viene tutto piano piano in modo ineluttabile? E
punto? Spengo il registratore?
Come?
Doveri?
Qui, con te.
No.
Be,  il trauma post concerto.
Cos questo?
Ho pi di sessantanni, sono violinista di professione, so che me la cavo ma suonando con
lorchestra non succede mai niente. Io vorrei essere scrittore, capisci?
Lo sei gi.
Non come vorrei.
Stai scrivendo qualcosaltro?
No.
No?
No. Perch?
No, niente. Che vuol dire non come vorrei?
Che vorrei incantare la gente.
Ma con il violino...
Siamo in cinquanta a suonare. Non sono un solista.
Ma a volte fai musica da camera.
A volte.
E perch non sei solista?
Non tutti quelli che vogliono lo possono essere. Io non ho la statura n la tempra per esserlo.
Lo scrittore  un solista.
 un problema di ego?
Bernat Plensa prese il registratore di Xnia, lo esamin, trov il pulsante e lo spense. Lo
appoggi di nuovo sul tavolino mentre diceva sono la mediocrit a due zampe.
Non credere a quellimbecille del
A quellimbecille e a tutti gli altri che hanno avuto lamabilit di dirmelo nei loro articoli.
Lo sai che i critici sono tutti...
Tutti?
Dei coglioni.
Io parlo sul serio.
Adesso capisco il tuo lato isterico.
Accidenti: ci vai gi forte.
Vuoi essere perfetto. E siccome non... ti stranisci; oppure pretendi la perfezione da coloro che
ti stanno intorno.
Lavori per Tecla?
Tecla  argomento proibito.
Che tha preso adesso?
Voglio cercare di farti reagire replic Xnia. Perch devi rispondere alla mia domanda.
Quale domanda?
Bernat guard Xnia che accendeva di nuovo il registratore e lo poggiava delicatamente sul
tavolino.
E come si sente un musicista che fa letteratura? ripet.
Non lo so. Viene tutto piano piano. In modo ineluttabile.
Questo me lhai gi detto.
Perch viene tutto cos fottutamente piano piano, e invece tu hai lansia che arrivi tutto
insieme, perch era da tanti anni che Bernat scriveva ed era da tanti anni che Adri gli diceva che
quello che scriveva non aveva alcun interesse, era grigio, era prevedibile, era prescindibile; s,
insomma, era colpa di Adri.
Sto per rompere qualsiasi tipo di rapporto con te. Non mi piace la gente insopportabile.  il
primo e unico avvertimento.
Per la prima volta da quando la conosceva, guardandola negli occhi, sostenne lo sguardo nero
di notte serena di Xnia.
Non sopporto essere insopportabile. Scusami.
Possiamo lavorare?
Ti prego. E grazie per lavvertimento.
Primo e unico.
Ti amo, pens. Vale a dire, che doveva essere perfetto se voleva avere davanti ai suoi quegli
splendidi occhi per qualche altra ora. Ti amo, ripet.
Come si sente un musicista che fa letteratura.
Mi sto innamorando della tua cocciutaggine.
Si sente... Mi sento... in due mondi... e mi turba non sapere qual  pi importante per me.
Ha importanza saperlo?
Non lo so. Fatto sta che...
Quella sera non chiamarono il taxi. Ma due giorni dopo Bernat Plensa si fece coraggio e and
a far visita al suo amico. Caterina, gi vestita per andarsene, gli apr la porta e, senza neanche
lasciarlo respirare, a bassa voce gli disse non sta per niente bene.
Perch?
Gli devo nascondere il giornale del giorno prima.
Perch?
Perch se non me ne accorgo  capace di leggere tre volte lo stesso giornale.
Accidenti...
Un lavoratore come lui, mi fa male vedere che perde il tempo a rileggere sempre le stesse
cose, mi spiego?
Fa bene.
Cosa state cospirando, voi?
Si girarono. Adri era appena uscito dallo studio e li aveva sorpresi a parlare a bassa voce.
Rsrsrsrsrsrsrsrsrsrsrs.
Caterina ne approfitt per aprire la porta a Plcida e quindi non dover rispondere, mentre
Adri faceva entrare Bernat nello studio. Le due donne si passarono il testimone a bassa voce e
Caterina disse forte a domani, Adri!
Che fai? chiese Adri.
Dattiloscrivo, non appena ho un momento. Vado a poco a poco.
Capisci tutto?
Be... s. Mi piace molto.
Perch dici be... s?
Perch hai la scrittura da medico, e per giunta minuscola. Devo leggere ogni paragrafo un
paio di volte per non sbagliarmi.
Accipicchia. Mi dispiace...
No, no, no... Lo faccio molto volentieri. Per non mi ci posso mettere ogni giorno,
ovviamente.
Ti do molto lavoro, eh?
No. Figurati.
Buonasera Adri disse una giovane donna, sconosciuta e sorridente, affacciandosi allo
studio.
Buonasera.
Chi ? fece stupito Bernat a bassa voce, quando la donna ebbe abbandonato lo studio.
... cosa, come si chiama. Adesso non mi lasciano mai solo, notte e giorno.
Ah.
S. Questa casa sembra la Rambla.
 meglio che non stia solo, no?
S. E per fortuna che c Lola Piccola che organizza tutto.
Caterina.
Cosa?
No, niente.
Rimasero un momento in silenzio. Poi Bernat gli chiese delle sue letture e lui si guard intorno,
tocc il libro che si trovava sul tavolo da lettura e fece un gesto indefinibile che Bernat non seppe
interpretare. Si alz e prese quel libro.
Ehi, poesia!
Eh?
Bernat agit il libro.
Leggi poesia.
Lho sempre letta.
Io no, invece.
E guarda come ti va la vita.
Bernat rise perch era impossibile arrabbiarsi con Adri malato. Allora ripet non ci posso
fare niente, non posso andare pi in fretta con le tue carte.
Va bene...
Vuoi che lo dia a un professionista?
No! Gli era tornata la vita nei gesti, sul viso e nel colore della pelle. Assolutamente no! 
una cosa che si pu fare solo per amicizia. E non voglio... Che ne so...  molto personale e... Forse
una volta passato tutto al computer decido di non pubblicarlo.
Non dicevi di darlo a Bau?
Quando arriver il momento, vedremo.
Cal il silenzio. Da qualche parte della casa comesichiama apriva e chiudeva cassetti e faceva
rumore. Forse era in cucina.
Plcida, ecco! Si chiama Plcida, questa ragazza. Soddisfatto: Vedi? Nonostante quello che
dicono, ho ancora una buona memoria.
Ah! fece Bernat, ricordandosi di una cosa. Quello che c sullaltro lato del manoscritto,
quello scritto con linchiostro nero, sai?, anche quello  molto interessante.
Adri vacill un momento.
Cos? disse un po spaventato.
Una riflessione sul male. Insomma: uno studio della storia del male, direi. Lhai intitolato Il
problema del male.
Ah, no. Non me ne ricordavo pi. No:  una cosa molto... non lo so: senza anima.
No. Penso che tu debba pubblicare anche quello. Se vuoi, lo trascrivo al computer.
Guai a te.  il mio fallimento come pensatore. Tacque per alcuni lunghissimi secondi. Non
sono riuscito a dire neanche la met di quello che avevo in mente.
Prese il libro di poesie. Lo apr e lo richiuse, a disagio. Lo rimise sul tavolo e alla fine disse per
questo ho scritto sullaltro lato, per seppellirlo.
Perch non lhai buttato?
Non butto mai la carta.
E un silenzio lento e lungo come una domenica pomeriggio plan sullo studio e sui due amici.
Un silenzio quasi senza significato.
...
.
...
Capitolo diciassette.
...
.
...
Finire il liceo e lasciare la scuola fu un sollievo. Bernat aveva gi finito lanno prima e si
dedicava anima e corpo al violino, pur essendosi iscritto a Lettere, senza troppa convinzione. Adri
entr alluniversit pensando che a partire da quel momento sarebbe stato tutto pi facile. Ma incontr
molti scogli e cespugli pieni di spine. E una generale scarsa preparazione da parte degli studenti,
spaventati da Virgilio e terrorizzati da Ovidio. La polizia nei chiostri delledificio. E la rivoluzione
nelle aule. Per un periodo fui amico di un certo Gensana, che aveva un grande interesse per la
letteratura e che rimase sconcertato quando, alla sua domanda su cosa volevo fare nella vita, risposi
dedicarmi alla storia delle idee e della cultura.
Ehi, Ardvol, nessuno dice di voler essere uno storico delle idee.
Io s.
Sei il primo che sento. Cazzo. Storia delle idee e della cultura. Mi guard diffidente. Mi stai
prendendo in giro, vero?
No: voglio sapere tutto. Quello che si sa adesso e quello che si sapeva prima. E perch si
sapeva o perch ancora non si sapeva. Capisci?
No.
E tu cosa vuoi fare?
Non lo so rispose Gensana. Fece un gesto vago con la mano vicino alla fronte. Ho la testa
piena di grilli. Ma una cosa o laltra far, vedrai.
Tre belle ragazze passarono l accanto ridendo mentre andavano a lezione di greco. Adri
guard lorologio e salut con un gesto Gensana, che stava ancora cercando di capire cosa voleva dire
storico delle idee e della cultura. Seguii le belle ragazze ridenti. Prima di entrare nellaula mi girai.
Gensana rifletteva ancora sul futuro di Ardvol. E qualche mese dopo, un autunno freddissimo, Bernat,
che era gi allottavo anno di violino, mi chiese di accompagnarlo al Palau de la Msica a sentire
Jascha Heifetz. Era unopportunit unica. Il maestro Massi gli aveva detto che nonostante le reticenze
di Heifetz di suonare in un Paese con un regime fascista, alla fine, per insistenza del maestro Toldr, si
era convinto. Adri, che nella maggior parte delle cose della vita non aveva ancora perso la verginit,
ne parl con il maestro Manlleu al termine di unestenuante sessione dedicata allunisono, e questi,
dopo pochi secondi di riflessione, disse che non aveva mai conosciuto un violinista pi freddo,
arrogante, odioso, stupido, rigido, detestabile, ripugnante e altezzoso di Jascha Heifetz.
Ma suona bene, maestro?
Il maestro Manlleu stava guardando la partitura senza vederla. Con il violino in mano, fece un
pizzicato involontario e guard dritto davanti a s. Dopo una lunghissima pausa rispose:  la
perfezione.
Forse si accorse che le parole gli erano uscite troppo dirette dal cuore e volle rimediare:  il
miglior violinista contemporaneo, dopo di me. Colpetto con larchetto sul leggio. Di, riprendiamo.
Gli applausi riempivano la sala. Ed erano pi calorosi del solito; si notava, perch in una
dittatura la gente deve abituarsi a dire le cose tra le linee e tra gli applausi, con gesti indiretti, tenendo
docchio quel signore con limpermeabile e i baffetti sottili che molto probabilmente era della polizia
segreta, attento, vedi che quasi non applaude. La gente si era abituata a capire questo linguaggio che,
fatto di paura, voleva combattere la paura. Tutto questo io lo intuivo soltanto, perch mio padre non
cera, mia madre pensava al negozio e seguiva attentamente solo i miei progressi con il violino e Lola
Piccola non voleva parlare di queste cose perch durante la guerra le avevano ammazzato un cugino
anarchico e si rifiutava di entrare nel campo minato della protesta politica. Cominciavano a spegnere le
luci, la gente inizi ad applaudire, il maestro Toldr sal sul palco e cammin senza fretta fino al leggio.
Nella penombra, vidi che Sara scriveva qualcosa sul suo programma di sala, me lo pass e si fece dare
il mio per non rimanere senza. Dei numeri. Un telefono! Le allungai il mio programma, come uno
scemo, senza scriverci niente. Cessarono gli applausi. Notai che Bernat, zitto sulla poltrona dallaltra
parte, osservava tutti i miei movimenti. Si fece silenzio.
Toldr offr un Coriolano, che io sentivo per la prima volta e che mi piacque molto. Poi usc di
nuovo sul palco tenendo per mano Jascha Heifetz, sicuramente per dirgli che gli era vicino o chiss che
altro. Fatto sta che Heifetz fece un freddo, arrogante, odioso, stupido, rigido, detestabile, ripugnante e
altezzoso inchino con la testa. Non aveva alcun interesse a nascondere la sua faccia cupa. Si concesse
tre lunghi minuti per scrollarsi di dosso lindignazione mentre il maestro Toldr, in piedi, senza
guardare da nessuna parte, aspettava pazientemente che laltro gli dicesse quando vuole, maestro. E
iniziarono. Ricordo che non chiusi la bocca per tutta la durata del concerto. E che allandante assai
piansi senza vergogna, spinto dal piacere fisico del ritmo binario del violino unito alle terzine del fondo
orchestrale. E del tema che si abbandona nelle mani dellorchestra o, alla fine, della tromba e di un
umile pizzicato. Bellezza. E Heifetz era un uomo appassionato, umile, vicino, gentile e al servizio della
bellezza che mi aveva catturato. A Adri sembr che gli occhi di Heifetz brillassero in modo sospetto.
Bernat, lo so, represse un singhiozzo profondo. Allintervallo si alz e disse devo andare a salutarlo.
Non ti faranno passare.
Ci provo.
Aspetta disse lei.
Sara si alz e ci fece cenno di seguirla. Io e Bernat ci guardammo stupiti. Salimmo le scalette
laterali dietro a lei e varcammo la soglia. Il custode ci fece un gesto di vade retro, ma Sara, con un
sorriso, indic il maestro Toldr, che stava parlando con dei musicisti e che, come se avesse colto il
gesto di Sara, si gir, ci vide e disse, ciao tesoro, come stai? Come sta tua madre?
E fece un passo in avanti per darle un bacio. A noi, non ci vide proprio. Il maestro Toldr le
comunic che Heifetz era profondamente offeso per le scritte che sembra infestassero i muri
tuttintorno al Palau, che aveva cancellato il concerto del giorno dopo e che lasciava il Paese. Non  il
miglior momento per importunarlo, lo capisci, vero?
Quando uscimmo, alla fine del concerto, constatammo che effettivamente le scritte con il
catrame, sul cartello e sui muri, dappertutto, invitavano in spagnolo gli ebrei ad andarsene.
Io, al posto suo, avrei fatto il concerto di domani disse Adri, il futuro storico delle idee,
senza sapere nulla della storia dellumanit. Sara gli disse allorecchio che aveva molta fretta e gli disse
anche telefonami, e Adri quasi non reag perch aveva ancora Heifetz in testa, disse solo s, s, e
grazie.
Abbandono il violino dissi davanti al cartello profanato, davanti a un Bernat incredulo e
davanti a me stesso, che per tutta la vita mi sono rivisto dicendo abbandono il violino, alluscita,
davanti al cartello profanato, davanti a un Bernat incredulo e davanti a me, che per tutta la vita mi sono
rivisto dicendo abbandono il violino.
Ma... Ma... Bernat indicava il Palau come se volesse dire che argomento migliore di
Abbandono il violino. Non potr mai suonare cos.
Studia.
Ma che dici. Abbandono.  impossibile. Finisco il settimo anno, faccio lesame e smetto.
Deciso. Assez. Schluss. Basta.*
Chi era questa tizia?
Quale?
Questa! Indicava laura di Sara, ancora l presente. Quella che ci ha fatto da Arianna fino al
maestro Toldr, cazzo. Quella che ti ha detto Adri Nonsochealtro, ciao. Quella che ti ha detto
telefonami...
Adri guard il suo amico attonito.
Ma che tho fatto io adesso?
Che cosa mi hai fatto? Mi stai minacciando di lasciare il violino.
S. Ho deciso. Ma non lo lascio contro di te: lo lascio e basta.
Perch dopo il concerto di Prokofiev, Heifetz, che si era trasformato, che sembrava addirittura
pi alto e potente, aveva eseguito, direi quasi con la sua arroganza, tre danze ebraiche, e io lo avevo
percepito ancora pi alto e con unaura pi potente. Poi si era raccolto in se stesso e ci aveva regalato la
Ciaccona della partita in re minore che, a parte i nostri tentativi, io avevo sentito solo in un 78 giri
interpretata da Ysae. Furono dei minuti di perfezione. Sono andato a molti concerti. Ma per me questo
 stato il concerto fondamentale, quello che mi ha aperto la strada per la bellezza, quello che mi ha
chiuso la porta del violino, quello che ha messo fine alla mia breve carriera di interprete.
Sei uno stupido pidocchioso era lopinione di Bernat, che si vedeva gi ad affrontare lottavo
anno da solo, senza la mia presenza un anno dietro a lui. Da solo davanti al maestro Massi. Uno
stupido pidocchioso.
No, se imparo a essere felice. Ho visto la luce: non voglio pi soffrire, voglio solo godere della
musica che mi offrono quelli che veramente sanno suonare.
Stupido pidocchioso e anche vigliacco.
S. Probabilmente. Adesso mi potr dedicare a studiare senza ulteriori angosce.
I passanti che camminavano nellaria fredda lungo carrer de les Jonqueres mentre ci dirigevamo
verso casa furono testimoni di una delle tre esplosioni che ho conosciuto nel mio amico Bernat. Fu
terribile. Si mise a gridare e a dire tedesco, inglese, catalano, spagnolo, francese, italiano, greco, latino,
contando con le dita. A diciannove anni puoi leggere in una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto
lingue, e ti spaventa iniziare lottavo anno di strumento, imbecille? Ma magari avessi io la tua testa,
cazzo!
A quel punto cominciarono a cadere dei silenziosi fiocchi di neve. Non avevo mai visto
nevicare a Barcellona; non avevo mai visto Bernat cos indignato. Non avevo mai visto Bernat cos
affranto. Non so se nevicava per lui o per me.
Guarda dissi.
Non me ne frega niente di questa stupida neve. Ti stai sbagliando.
Ti preoccupa affrontare Massi senza di me.
S, e allora?
Tu hai la stoffa del violinista. Io no.
Bernat abbass il tono di voce e disse non credere, sono sempre al limite. Sorrido quando
suono, non perch sia felice, ma per scongiurare il panico. Il violino  uno strumento traditore, come la
tromba: in qualsiasi momento ti pu venire una nota falsa. Ma non abbandono come fanno i vigliacchi
come te. Voglio arrivare al decimo anno e poi vedr se continuo o no. Abbandona dopo il decimo anno.
Arriver un giorno in cui suonando il violino sorriderai di piacere, Bernat.
Mi sentii come Ges con quella profezia che, se guardiamo come sono andate le cose... be,
non saprei proprio che dire.
Abbandona dopo il decimo anno.
No. Agli esami di giugno. Per estetica. Perch se mi fai arrabbiare molto, abbandono in questo
istante e affanculo lestetica.
La neve continuava a cadere. Percorremmo in silenzio la strada fino a casa mia. Mi lasci
davanti al portone di legno scuro senza dirmi buonanotte n accennare un gesto daffetto.
Ho litigato varie volte nella vita con Bernat. E questa  stata la prima lite forte, la prima che
lasci cicatrici. Le vacanze di Natale trascorsero con un insolito paesaggio innevato. A casa, mia madre
silenziosa, Lola Piccola attenta a tutto e io che passavo ogni giorno pi ore nello studio di mio padre,
conquistato a forza di premi straordinari di fine anno scolastico che mi davano questo diritto di
possesso, un ambiente che mi attirava in modo sempre pi irresistibile. Il giorno dopo Santo Stefano
uscii a fare un giro per le strade imbiancate e vidi Bernat, che abitava un po pi su, alla fine di carrer
del Bruc, scendere con gli sci portando il violino sulle spalle. Mi vide ma non disse niente. Confesso
che ebbi un attacco di gelosia perch pensai subito a casa di chi va a suonare, quel bastardo, senza
dirmi niente. A diciannove o ventanni, let che doveva avere Adri, vittima di un attacco di gelosia
infantile, si mise a inseguirlo, ma correndo non poteva seguire il ritmo degli sci e presto Bernat si
trasform in una figura di presepe, forse gi allaltezza di Gran Via. Che ridicolo, sbuffando, con il
vapore che gli usciva attraverso la sciarpa, guardando lamico che lo abbandonava. Non ho mai saputo
dove sia andato quel giorno e darei... stavo per dire darei mezza vita, ma oggi questa espressione non
ha alcun senso. Ma chi se ne frega, ancora oggi darei mezza vita per sapere da chi sia andato a suonare
quel giorno delle vacanze di inverno in cui Barcellona si copriva di qualche palmo di neve inattesa.
La sera, disperato, rivoltai le tasche del cappotto, della giacca e dei pantaloni, lanciando
maledizioni a destra e a manca perch non trovavo il programma da sala del concerto.
Sara Voltes-Epstein? No. Non la conosco. Chiedi alla parrocchia di Betlem, anche l fanno
delle attivit come queste.
Andai a una ventina di parrocchie, calpestando neve sempre pi sporca, finch non la trovai, nel
quartiere di Poble Sec, in una parrocchia molto modesta, in una sala ancora pi modesta e quasi
solitaria, con tre pareti piene di disegni straordinari, al carboncino. Sei o sette ritratti e qualche
paesaggio. Mi colp la tristezza dello sguardo del disegno intitolato Lo zio Haim. E un cane che era una
meraviglia. E una casa sul mare, con la scritta Spiaggetta di Portlligat. Quante volte ho contemplato
questi disegni, Sara. Quella ragazza era una vera artista, Sara. Per mezzora non aprii bocca, finch
sentii vicino alla nuca, come un rimprovero, la sua voce che mi diceva ti avevo detto di non venire.
Mi girai con la scusa sulle labbra, ma mi usc solo un timido passavo da queste parti e. Con un
sorriso mi concesse il perdono. E a bassa voce, timidamente, dicesti: Che te ne pare?.
...
.
...
Capitolo diciotto.
...
.
...
Mamma.
Che c. Senza alzare la testa dalle carte che stava guardando sul tavolo di lettura dei
documenti e dei manoscritti.
Mi ascolti?
Ma lei leggeva avidamente i resoconti economici di Caturla, luomo che aveva scelto per fare
pulizia nel negozio. Io sapevo che non mi ascoltava, ma era adesso o mai pi.
Lascio il violino.
Benissimo.
E continu a leggere i resoconti di Caturla, che dovevano essere appassionanti. Mentre Adri
usciva dallo studio, con un sudore freddo nellanima, sent piegarsi gli occhiali che sua madre si era
tolta, clac-clac. Probabilmente lo stava guardando. Adri si volt. S, lo stava guardando con gli
occhiali in una mano, tenendo nellaltra un fascio di resoconti.
Cosa hai detto?
Che lascio il violino. Finir il settimo anno, ma poi smetto di studiarlo.
Non ci pensare neanche.
Ho deciso.
Non hai let per decidere queste cose.
Certo che ce lho.
Mia madre abbandon il rapporto Caturla e si alz. Sono sicuro che stava pensando in che
modo mio padre avrebbe risolto questo capriccio. Intanto, us il tono basso, intimo, minaccioso.
Tu farai gli esami del settimo anno, poi quelli dellottavo, poi farai i due anni di virtuosismo e,
quando arriver il momento, andrai alla Julliard School o dove decideremo insieme al maestro
Manlleu.
Mamma: non mi voglio dedicare alla vita da interprete.
Per quale motivo?
Non mi rende felice.
Non siamo venuti al mondo per essere felici.
Io s.
Il maestro Manlleu dice che vali molto.
Il maestro Manlleu mi disprezza.
Il maestro Manlleu lo fa per provocarti, perch a volte ti scorre lacqua nelle vene.
Ho deciso. Dovrai accettarlo, ti piaccia o no osai dire.
Questa era una dichiarazione di guerra. Ma non potevo fare altrimenti. Uscii dallo studio di mio
padre senza guardarmi indietro.
Augh.
S?
Adesso ti puoi dipingere la faccia con i colori del guerriero che va in battaglia. Nero e bianco
dalla bocca alle orecchie e due linee gialle dallalto in basso.
Non scherzare, sto tremando.
Adri si chiuse nella sua stanza disposto a non cedere neanche di un millimetro. Se doveva
essere guerra, guerra sarebbe stata.
Per un paio di settimane a casa si sent solo la voce di Lola Piccola, lunica che cercava di dare
unapparenza di normalit. Mia madre era sempre in negozio, io alluniversit; consumavamo le cene
in silenzio, guardando tutti e due il piatto, mentre Lola Piccola guardava ora luna ora laltro. Fu molto
duro e talmente assurdo che, per qualche giorno, la gioia di averti ritrovata rimase attutita dalla crisi del
violino.
La tempesta venne il giorno di lezione con il maestro Manlleu. Quella mattina, prima di sparire
per recarsi al negozio, mia madre mi rivolse la parola per la prima volta in tutti quei giorni. Senza
guardarmi, come se fosse appena morto mio padre: Porta lo storioni a lezione.
Arrivai a casa del maestro Manlleu con il Vial e, mentre camminavamo lungo il corridoio verso
lo studio, sentii la sua voce, adesso melliflua, che mi diceva possiamo studiare un altro tipo di
repertorio che ti piaccia di pi. Che mi dici, eh?
Dopo il settimo anno, smetto di studiare violino. Mi avete capito bene tutti? Ho altre priorit
nella vita.
Tutta la vita, ogni giorno, ti pentirai di aver preso una decisione sbagliata. (Mia madre)
Vigliacco. (Manlleu)
Non mi lasciare solo, di. (Bernat)
Negroide. (Manlleu)
Ma perch, suoni meglio di me! (Bernat)
Finocchio. (Manlleu)
E le ore che gli hai dedicato, eh? Buttate dalla finestra? (Mia madre)
Zingaro capriccioso. (Manlleu)
E cosa vuoi fare? (Mia madre)
Studiare. (Io)
Lo puoi conciliare con il violino, no? (Bernat)
Studiare cosa? (Mia madre)
Bastardo. (Manlleu)
Finocchio. (Io)
Guarda che ti pianto in asso. (Manlleu)
Ma tu sai davvero che cosa vuoi studiare? (Mia madre)
Augh. (Aquila Nera, il coraggioso capotrib arapaho)
Ehi, ti ho chiesto che cosa vuoi studiare. Medicina? (Mia madre)
Ingrato. (Manlleu)
Cavolo, Adri, di! (Bernat)
Storia. (Io)
Ah! (Mia madre)
Che c? (Io)
Morirai di fame. E di noia. (Mia madre)
Storia!? (Manlleu)
S. (Mia madre)
Ma la storia... (Manlleu)
S, s... Non lo venga a dire a me. (Mia madre)
Traditore!! (Manlleu)
E anche filosofia. (Io)
Filosofia? (Mia madre)
Filosofia? (Manlleu)
Filosofia? (Bernat)
Ancora peggio. (Mia madre)
Perch ancora peggio? (Io)
Se devi proprio studiare, diventa avvocato. (Mia madre)
No. Odio la normativizzazione regolatrice della vita. (Io)
Davvero odioso. (Bernat)
In realt vuoi solo contraddire per contraddire. Sei di questa categoria di persone, eh?
(Manlleu)
Voglio capire lumanit studiandone levoluzione culturale. (Io)
Odioso, ribadisco. Andiamo al cinema? (Bernat)
S, di. Dove? (Io)
Al Publi. (Bernat)
Non ti capisco, figlio mio. (Mia madre)
Scapestrato. (Manlleu)
La storia, la filosofia... Ma non vedi che non servono a niente? (Mia madre)
Mamma, non dire cos!... Mi scandalizzi. (Io)
La storia, la filosofia... Ma non vedi che non servono a niente? (Manlleu)
Lei che ne sa! (Io)
Arrogante! (Manlleu)
E la musica? A cosa serve? (Io)
Puoi guadagnare molti soldi; vedila cos. (Manlleu)
La storia, la filosofia... Ma non vedi che non servono a niente? (Bernat)
Tu quoque? (Io)
Che? (Bernat)
Niente. (Io)
Ti  piaciuto il film? (Bernat)
Ss... (Io)
Ss o ss? (Bernat)
Ss. (Io)
Non serve a niente! (Mia madre)
A me piace. (Io)
E il negozio? Te ne vuoi occupare? (Mia madre)
Ne parleremo pi avanti. (Io)
Augh. (Aquila Nera, il coraggioso capotrib arapaho)
No, adesso no, noioso. (Io)
E poi voglio studiare le lingue. (Io)
Ti basta sapere linglese. (Manlleu)
Quali lingue? (Mia madre)
Perfezionare il latino e il greco. E cominciare lebraico, laramaico e il sanscrito. (Io)
Esagerato! Che dispiacere... (Mia madre)
Latino, greco e che altro? (Manlleu)
Ebraico, aramaico e sanscrito. (Io)
Ti manca qualche rotella, ragazzino. (Manlleu)
Dipende. (Io)
Le ragazze degli aerei parlano inglese. (Manlleu)
Che? (Io)
Ti assicuro che per andare a New York in aereo a fare un concerto non hai bisogno
dellaramaico. (Manlleu)
Parliamo linguaggi diversi, maestro Manlleu. (Io)
Detestabile! (Manlleu)
Sarebbe il caso che smettesse di insultarmi. (Io)
Ora ho capito! Sono un modello troppo difficile per te. (Manlleu)
No, macch! (Io)
Che vuol dire no, macch? Eh? Che vuoi dire con no, macch? (Manlleu)
Quello che ho detto. (Io)
Freddo, arrogante, odioso, stupido, rigido, detestabile, ripugnante e altezzoso! (Manlleu)
Benissimo, come vuole lei. (Io)
 quello che penso. (Manlleu)
Bernat. (Io)
Che c? (Bernat)
Andiamo a fare un giro al molo? (Io)
Di. (Bernat)
Se tuo padre rialzasse la testa dalla tomba! (Mia madre)
Mi dispiace, ma quando mia madre, in piena guerra, se ne usc con questa frase, non potei
evitare di prorompere in una risata stentorea ed esagerata. So che anche Lola Piccola, che ascoltava in
cucina, represse un sorriso. Mia madre, pallida, si accorse troppo tardi di quello che aveva detto.
Eravamo tutti talmente sfiniti che lasciammo perdere. Era il settimo giorno di conflitto bellico.
Augh. (Aquila Nera, il coraggioso capotrib arapaho)
Adesso sono stanco. (Io)
Va bene. Ma devi sapere che hai iniziato una guerra di logoramento, di trincea, come la Prima
guerra mondiale; voglio solo che tu tenga presente, che sia cosciente che combatti su tre fronti.
(Aquila Nera, il coraggioso capotrib arapaho)
Hai ragione. Ma so che non voglio aspirare a essere un interprete dlite. (Io)
E mi raccomando, non confondere la tattica con la strategia. (Aquila Nera, il coraggioso
capotrib arapaho)
Lo sceriffo Carson sput tabacco per terra e disse tu resisti, che cazzo. Se quello che vuoi 
passare la vita a leggere, fai tu, tu e i tuoi libri. E gli altri li mandi al diavolo, dammi retta.
Grazie, Carson. (Io)
Di niente. (Sceriffo Carson)
Era il settimo giorno e andammo tutti a dormire, stanchi per la tensione e desiderosi di arrivare
a un armistizio. Quella fu la prima delle moltissime notti in cui sognai Sara.
Dal punto di vista strategico fu molto positivo che gli eserciti della Triplice alleanza si
scontrassero tra loro: la Turchia affront la Germania a casa del maestro Manlleu. E questo and a
favore dellEntente, che ebbe il tempo di leccarsi le ferite e di cominciare a pensare a Sara in modo
costruttivo. Dicono le cronache che la battaglia tra gli ex alleati fu cruenta e crudele e che le grida si
sentirono fin nel cortiletto del palazzo del maestro Manlleu. Lei gli disse tutto quello che si era tenuta
dentro per anni e lo accus di non aver saputo trattenere un ragazzo con molti grilli per la testa ma con
una straordinaria capacit intellettuale.
Adesso non esageri.
Mio figlio  superdotato. Non lo sapeva? Non ne avevamo parlato a sufficienza?
In questa casa c e c stato un solo superdotato, signora Ardvol.
Mio figlio aveva bisogno di una mano che lo coccolasse. Il suo ego, signor Manlleu...
Maestro Manlleu.
Lo vede? Il suo ego non le lascia vedere la realt. Dovremo rivedere gli accordi economici.
Non  giusto. La colpa  di quel superdotato di suo figlio.
Non faccia lo spiritoso, ch fa pena.
Qui passarono direttamente agli insulti (da una parte, negroide, zingara, vigliacca, fredda,
arrogante, odiosa, stupida, rigida, detestabile, ripugnante e altezzosa. Dallaltra, solo patetico.)
Cosa mi ha appena detto?
Patetico. E, avvicinando la faccia alla sua faccia: Pa-te-ti-co!.
Adesso ci manca solo che mi insulti. La porter in tribunale.
Sar un piacere poterle lanciare contro un po di avvocati. Intanto non le pago il mese
prossimo. Per me pu gi... Per me... Parler con Yehudi Menuhin.
E sembra che siano passati alle mani, lui dicendo che Menuhin era il grigiore a due zampe e che
sarebbe stato dieci volte pi caro, mentre lei se ne andava verso la porta, seguita dallindignato
Manlleu, che ripeteva sa come fa le lezioni Menuhin? Lo sa come le fa?
Quando sent il botto della porta di casa Manlleu, che lei stessa aveva chiuso con rabbia, Carme
Bosch sapeva gi che era finito per sempre il sogno di fare di Adri il miglior violinista del mondo. Che
peccato, Lola Piccola. E io dissi a Bernat che si sarebbe abituato e che mi impegnavo a suonare con lui
quando avesse voluto; a casa mia o a casa sua, dove voleva. Solo allora cominciai a respirare e a poter
pensare a te senza ostacoli.
...
.
...
Capitolo diciannove.
...
.
...
Et in Arcadia ego. Anche se Poussin ha dipinto il quadro pensando che a parlare fosse la morte,
che  presente ovunque, persino negli angoli reconditi della felicit, io ho sempre interpretato la frase
con lego riferito a me: io sono stato in Arcadia, Adri ha la sua Arcadia. LAdri triste, calvo,
miserabile, pancione e vigliacco ha vissuto in unArcadia, perch ne ho varie, e la prima, lArcadia che
 qualcuno,  la tua presenza. Questa Arcadia lho persa per sempre. Ne sono stato cacciato da un
angelo con la spada di fuoco, e Adri si copr le vergogne e pens: a partire da adesso dovr lavorare
per guadagnarmi da vivere, solo, senza di te, mia amata Sara. Ma lArcadia luogo  Tona, il paese pi
brutto e pi bello del mondo, dove ho passato quindici estati arrampicandomi sui margini dei fossi nei
campi di casa Casic, riempiendomi il corpo del prurito delle spighe che cadevano dai covoni tra cui mi
infilavo per nascondermi da Xevi, Quico o Rosa, i miei inseparabili compagni nelle otto settimane di
villeggiatura che passavo lontano da Barcellona, lontano dai rintocchi delle campane della Concezione,
dai taxi gialli e neri e da qualsiasi cosa che mi ricordasse la scuola, lontano prima dai miei genitori e
poi da mia madre, lontano dai libri che Adri non aveva potuto portare. Salendo di corsa fino al castello
a guardare casa Ges, il casale, le aie e, in fondo, le stalle; si vedeva tutto come fosse un presepe. E l
accanto i campi pieni di covoni e casa Casic, la casa piccola, con il pagliaio vecchio e morsicato, anche
quello come un presepe. Sullo sfondo, le montagne fatte di sughero, il Collsacabra a nord-est e il
Montseny a est. E noi che ci mettevamo a gridare, eravamo i padroni del mondo, soprattutto Xevi, che
aveva sei anni pi di me e mi batteva sempre in tutto, finch non cominci ad aiutare suo padre con le
mucche e non giocava pi con noi. Anche Quico mi batteva, ma un giorno lo battei io a correre fino al
muro bianco. Va bene: lui era inciampato; ma lo vinsi senza imbrogli. E Rosa era bellissima, e s, anche
lei mi batteva in tutto. A casa di zia Leo si viveva in modo diverso. Si viveva senza borbottare, senza
silenzi. Le persone si parlavano e si guardavano in faccia. Era una casa immensa in cui zia Leo regnava
senza mai togliersi un eterno grembiule beige sempre pulito e in ordine. Casa Ges, la casa avita degli
Ardvol,  un immenso casale con pi di tredici stanze, aperto a tutte le correnti daria destate e a tutti
i comfort urbani dinverno, opportunamente lontano dalle stalle delle mucche e dei cavalli, e con la
facciata esposta a mezzogiorno ornata da un portico che era il miglior posto al mondo dove leggere o
studiare il violino; allora i miei tre cugini, con fare indifferente, venivano ad ascoltarmi, e io, pi che
studiare gli esercizi, facevo il repertorio, che  sempre pi piacevole; e un giorno un merlo si poggi sul
parapetto del portico, accanto al vaso di gerani, e mi osserv mentre eseguivo la sonata numero due del
Second livre de sonates di Leclair, che  piena di abbellimenti che dovevano piacere tanto al merlo e
che la Trullols mi aveva voluto far suonare un anno allinaugurazione dellanno accademico del
conservatorio di carrer de Bruc. Tonton Leclair, quando ebbe scritto lultima nota, soffi sul
manoscritto perch aveva finito la polvere assorbente. Quindi si alz soddisfatto, prese il violino e la
interpret senza guardare i fogli, pensando a impossibili continuazioni. Schiocc la lingua, orgoglioso
di se stesso. Si sedette di nuovo. Nella met inferiore dellultimo foglio, rimasta in bianco, scrisse con
la sua pi cerimoniosa calligrafia: Dedico questa sonata al mio caro nipote Guillaume-Franois, figlio
della mia cara sorella Annette, nel giorno della sua nascita. Che il passaggio per questa valle di lacrime
gli sia propizio. Rilesse e dovette soffiare di nuovo, maledicendo tutti i domestici di casa che erano
incapaci di tenergli in ordine e pronti gli strumenti di scrittura. Sapevano tutti cosa dovevano fare, a
casa Ges. Tutti, come io in quel momento, erano benvenuti a condizione che facessero quello che
dovevano fare. E destate io non dovevo fare altro che alimentarmi come si deve, perch questi bambini
di citt sembrano emaciati, guarda con che colore ci arriva, poveretto. I miei cugini erano pi grandi;
Rosa, la piccola, aveva tre anni pi di me. Quindi io ero un po il bambino viziato da nutrire con vero
latte di mucca e insaccati fatti come Dio comanda. E pane e olio. E pane, vino e zucchero. E pancetta.
Quello che pi preoccupava zio Cinto era che Adri aveva labitudine un po insana di chiudersi ore e
ore a leggere libri senza figure, pieni solo di lettere: e questo, a sette, dieci o dodici anni, era
francamente preoccupante. Ma zia Leo poggiava leggermente la mano sul braccio dello zio e questi
cambiava discorso e diceva a Xevi che quel pomeriggio lo doveva accompagnare perch Prudenci
veniva a visitare le mucche.
Voglio venire anchio. Rosa.
No.
E io?
S.
Rosa se ne and offesa perch Adri, che era il pi piccolo, s che ci poteva andare, e io invece
no.
Non  affatto un bello spettacolo, Rosa fece zia Leo.
Cos io andavo a vedere Prudenci che infilava il pugno e tutto il braccio nel buco del culo di
Blanca e poi diceva qualcosa a mio zio e Xevi lo scriveva su un foglio e Blanca ruminava indifferente
alle preoccupazioni del
Attenti, attenti che piscia! gridava eccitato Adri.
Gli uomini si allontanavano continuando a parlare delle loro cose, mentre io rimanevo in prima
fila perch vedere cacare e pisciare una mucca dalla platea era uno dei grandi spettacoli che mi offriva
la vita a Tona. Come veder pisciare Parrot, il mulo di casa Casic. Questa era davvero una cosa degna di
essere vissuta in diretta, e perci penso che gli zii commettessero uningiustizia verso la povera Rosa. E
ancora, andare a caccia di girini al torrente, accanto al Clot de Matamonges. E tornare con otto o dieci
vittime che lasciavamo in una bottiglia di vetro.
Povere bestiole.
No, zia, gli daremo da mangiare ogni giorno.
Povere bestiole.
Gli dar del pane, davvero.
Povere bestie.
Li volevo vedere quando si trasformavano in rane o, pi spesso, in girini morti perch non
pensavamo mai a cambiare lacqua n a cosa potevano mangiare nella bottiglia. E i nidi di rondini sulla
tettoia di casa. I temporali improvvisi. E lapoteosi dei giorni in cui si batteva nellaia di casa Casic,
che non si faceva con la battitura, ma gi con delle macchine che separavano il grano e facevano la
balla, e riempivano il paese e il mio ricordo di polvere di paglia. Et in Arcadia ego, Adri Ardvol.
Nessuno mi pu portar via questo ricordo. Adesso penso che zia Leo e zio Cinto dovevano avere un
gran bel carattere per far finta che non fosse successo niente dopo la lite tra i due fratelli. Era passato
molto tempo dalla lite. Adri non era ancora nato. Ne venni a conoscenza perch, per non dover stare
solo con mia madre a Barcellona, nellestate dei miei ventanni decisi di passare tre o quattro settimane
a Tona, se mi volete. Ero anche un po triste perch Sara, che vedevo gi di nascosto dalle due
famiglie, si era vista obbligata ad andare a Cadaqus con i suoi genitori, e io mi sentivo molto, molto
solo.
Che vuol dire se mi volete? Non lo dire mai pi disse la voce indignata di zia Leo. Quando
vieni?
Domani.
I tuoi cugini non ci sono. Cio, Xevi s, ma sta tutto il giorno alla masseria.
S, me lo immagino.
Josep e Maria di casa Casic sono morti questinverno.
Oh, no.
E Viola  morta di tristezza. Silenzio dallaltra parte del filo. A mo di consolazione: Erano
vecchietti, ormai, tutti e due. Josep camminava ad angolo retto, poveretto. E anche la cagna era
vecchia.
Che dispiacere.
Porta il violino.
Quindi dissi a mia madre che zia Leo mi aveva invitato e che non potevo rifiutare linvito. Mia
madre non disse n s n no. Ceravamo allontanati molto e parlavamo poco tra noi. Io passavo le mie
giornate studiando e leggendo, e lei al negozio. Quando era a casa, il suo sguardo mi accusava ancora
di aver buttato capricciosamente al vento una brillante carriera da violinista.
Mi hai sentito, mamma?
Nel negozio, come al solito, cerano problemi di cui non mi voleva parlare. Quindi, senza
neanche guardarmi, disse soltanto portale qualcosa.
Per esempio?
Non lo so. Qualcosa, decidi tu.
Cos, il primo giorno a Tona me ne andai in paese, mani in tasca, a cercare qualcosa da
Berdagu. Giunto sulla plaa Major, la vidi seduta ai tavolini del Rac che si beveva una orxata e mi
guardava sorridente, come se mi stesse aspettando. S, insomma, in realt mi stava aspettando. Non la
riconobbi subito, ma poi, ehi! io la conosco, chi , chi , chi . Conoscevo quel sorriso.
Ciao* mi disse.
A quel punto la riconobbi. Non era pi un angelo, ma aveva lo stesso sorriso angelico. Adesso
era una donna matura, semplicemente bella. Mi fece cenno di sedermi accanto a lei e io obbedii.
Il mio catalano  ancora molto povero.
Le dissi che potevamo parlare in italiano. Allora mi chiese caro Adri, sai chi sono, vero?*
Non andai a comprare niente per zia Leo da Berdagu. Tutta la prima ora lei la pass a bere
lorxata e Adri a deglutire in continuazione. Lei parl senza riprendere mai fiato, raccontandomi tutto
ci che Adri non sapeva o che faceva finta di non sapere perch, nonostante avessi ormai ventanni, a
casa non si racconta niente. Fu lei, sulla plaa Major di Tona, a dirmi che io e il mio angelo eravamo
fratelli.
La guardai un po allibito. Era la prima volta che qualcuno lo esprimeva a parole. Lei intu il
mio sconcerto.
 vero* insistette.
Sembra un fotoromanzo volli dissimulare.
Non fece una piega. Precis che per et poteva essere mia madre ma che era la mia sorellastra, e
mi mostr un certificato di nascita o qualcosaltro in cui mio padre riconosceva la paternit di una certa
Daniela Amato, che era lei, come figurava sul passaporto, che pure mi mostr. Quindi era vero che mi
aspettava, con il discorsetto e la documentazione pronti. Dunque, ci che avevo intuito ma che nessuno
mi aveva mai detto era vero; io, il figlio unico per eccellenza, avevo una sorella maggiore, e di molto.
Mi sentii ingannato da mio padre, da mia madre, da Lola Piccola e da tanti segreti. Direi persino che mi
fece male pensare che lo sceriffo Carson non lo avesse neanche mai insinuato. Una sorella. La guardai
di nuovo: era bella come quando si era presentata a casa in modo angelico, ma era una signora di
quarantasei anni, ed era mia sorella. Non avremmo giocato a niente nei noiosi pomeriggi di domenica.
Sarebbe uscita di sicuro con Lola Piccola, a ridere e a coprirsi la bocca con la mano ogni volta che
avessero visto un uomo che le guardava.
Ma hai let di mia madre dissi tanto per dire.
Un po pi giovane. Notai una punta dirritazione nella risposta.
Si chiamava Daniela. Mi disse che sua madre... Mi raccont una storia damore molto bella, e
io non riuscivo a immaginarmi mio padre innamorato; stavo zitto e ascoltavo, ascoltavo quello che mi
diceva e cercavo di immaginarmelo, e non so come cominci a parlarmi dei rapporti tra i due fratelli,
perch mio padre, prima di entrare al seminario di Vic, aveva imparato, volente o nolente, a ventilare il
grano, a fare la battitura come si deve e a toccare la pancia della mucca Estrella per sapere se
finalmente era gravida. Il nonno Ardvol aveva insegnato ai due figli a legare per bene le ceste del
mulo e a sapere che se le nuvole erano scure ma venivano da Collsuspina, si allontanavano sempre
senza scaricare. Zio Cinto, il maggiore, quello che avrebbe ereditato il podere, metteva pi impegno
nelle faccende della masseria. E nellamministrazione delle terre, dei raccolti e delle paghe. Nostro
padre, invece, non appena poteva se ne disinteressava e se ne andava in un angolo a pensare e a
leggere, come fai tu. Quando, un po disperati, lo mandarono in seminario a Vic, cominciava ad avere,
malgrado il suo disinteresse, qualche conoscenza dei campi e degli animali. A quel punto dimostr
unansia di imparare prima sconosciuta e cominci a studiare latino, greco e tutte quelle storie che gli
spiegavano i grandi maestri. Nel seminario era ancora fresca lombra di Verdaguer e quasi tutti i
seminaristi si cimentavano nellarte di comporre versi; nostro padre no: lui volle approfondire lo studio
della filosofia e della teologia che gli offrivano a rate.
E tu come sai tutto questo?
Me lo ha raccontato mia madre. Nostro padre da giovane era un gran chiacchierone. Solo dopo
 diventato un orso, una mummia.
Che altro sai?
Lhanno mandato a Roma perch sembra fosse molto capace. E ha messo incinta mia madre.
Poi  fuggito da Roma perch era un gran vigliacco. E sono nata io.
Accidenti... Come un fotoromanzo insistetti.
Daniela, invece di arrabbiarsi, gli rivolse un sorriso incantevole e continu la sua storia, gli
disse poi tuo padre litig con suo fratello.
Con zio Cinto?
Ti puoi mettere nel culo lidea di farmi sposare con questa pappamolle disse Flix,
restituendogli con rabbia la foto.
Non dovrai muovere un dito! Sono case che vanno avanti da sole. Mi sono informato bene. E
potrai dedicarti ai tuoi libri, cazzo, che altro vuoi?
E perch mi vuoi vedere sposato?
Me lhanno chiesto i nostri genitori; mi hanno detto che se mai avessi abbandonato labito...
volevano che ti sposassi; mi hanno chiesto di farti sposare.
Ma neanche tu sei sposato! Che vuoi da...
Ma lo far. Ho messo gli occhi su una di...
Come se fossero mucche.
Non riuscirai a offendermi. Mamma sapeva che avrei fatto fatica a convincerti.
Mi sposer quando dico io. Se mai mi sposer.
Te ne posso cercare una pi bella fece Cinto mettendo via la foto grigia della maggiore di
casa Puig.
Allora nostro padre gli disse con parole troppo aspre di pagargli la legittima perch voleva
prendere un appartamento a Barcellona. In quel momento cominciarono le grida e le parole scagliate
come pietre, per offendere. I due fratelli si guardarono con odio. Non passarono alle mani. Flix
Ardvol ricevette la legittima e per qualche anno vissero distanziati. Grazie allinsistenza di Leo, nostro
padre acconsent a farsi vedere al loro matrimonio. Ma da allora si sono distanziati di nuovo. Uno ha
continuato a comprare terre nei dintorni, ad allevare bestiame, a fabbricare mangime, e laltro a
spendere la sua parte di eredit in viaggi misteriosi per lEuropa.
Perch dici viaggi misteriosi?
Daniela fin di sorseggiare quel che restava di orxata e non rispose nulla. Adri and a pagare e,
tornato al tavolino, disse perch non andiamo a fare un giro?, e Tori del Rac, mentre sporcava il
tavolo passandoci sopra lo straccio, fece unespressione che sembrava dicesse questa francese, un gran
bel bocconcino, la miseria.
In piedi, ancora sulla piazza, Daniela si ferm davanti a lui e si mise gli occhiali scuri, che le
davano unaria moderna e irreparabilmente straniera. Come se fossero in grande confidenza, gli si
avvicin e gli sbotton il primo bottone della camicia.
Scusa gli disse.
E Tori del Rac pens come cacchio fa, accidenti, un ragazzino come questo ad avere una
francese cos. E scosse la testa, meravigliato che il mondo girasse cos in fretta, mentre Daniela metteva
in vista la catenina con la medaglietta.
Non sapevo che foste credenti.
Non  per religione.
Raffigura una Vergine, la Madonna* di Pardc.
 un ricordo.
Di chi?
Non lo so esattamente.
Daniela trattenne un sorriso, sfreg la medaglietta con le dita e la lasci cadere sul petto di
Adri, che la nascose, arrabbiato per quella violazione della sua intimit. Per questo aggiunse e non ti
riguarda.
Dipende.
Lui non cap. Camminarono in silenzio.
 una medaglietta molto bella.
Jachiam se la sfil dal collo, la mostr allorafo e disse  doro. Anche la catenina.
Non lavrai mica rubata?
No! Me lha regalata la piccola Bettina, la mia povera sorellina cieca, per non farmi sentire
mai solo.
E perch la vuoi vendere?
Vi stupisce?
Be... Un ricordo di famiglia...
La famiglia... Quanto mi mancano i vivi e i morti di casa. Mia madre, mio padre e tutti i
Mureda: Agno, Jenn, Max, Hermes, Josef, Theodor, Micur, Ilse, Erica, Katharina, Matilde, Gretchen e
la piccola Bettina cieca. Mi manca anche il paesaggio di Pardc.
Perch non ci torni?
Perch l c ancora gente che mi vuole male e la mia famiglia mi ha fatto sapere che non 
prudente che...
Certo... disse lorafo abbassando gli occhi per osservare meglio la medaglietta e molto poco
desideroso di sapere quali erano i problemi dei Mureda di Pardc.
Ho mandato molti soldi ai miei fratelli per aiutarli.
Ah.
La esamin ancora un po. La restitu al suo proprietario.
Pardc  Predazzo? chiese guardandolo negli occhi, come se allimprovviso gli fosse venuta
unidea.
La gente della pianura la chiama Predazzo, s. Ma  Pardc... Non la volete comprare?
Lorafo fece segno di no con la testa.
Ho bisogno di soldi.
Se passi linverno qui con me ti insegno il mestiere; quando si scioglier la neve vai dove ti
pare. Ma non ti vendere la medaglietta.
Cos Jachiam impar il mestiere della fusione dei metalli per trasformarli in anelli, ciondoli e
orecchini, e per qualche mese sfog la nostalgia a casa di quel bravuomo, finch un giorno questi,
scuotendo la testa, gli disse, come se riprendesse una conversazione lasciata a met: A chi hai affidato
quei soldi?.
Quali soldi?
Quelli che hai mandato alla tua famiglia.
A un uomo di fiducia.
Era un occitano?
S, perch?
No, niente, niente...
Perch?
Perch ho sentito dire che... Niente.
Cosa avete sentito?
Come si chiamava quelluomo?
Io lo chiamavo Blond. Si chiamava Blond de Cazilhac. Era biondissimo.
Mi sembra che non lo abbiano fatto andare oltre...
Come?
Lhanno ucciso. Lhanno rapinato.
Chi?
Gente della montagna.
Di Moena?
Credo di s.
Quel mattino, con la paga dellinverno in tasca, Jachiam chiese la benedizione dellorafo e si
avvi verso nord per sapere cosera successo ai soldi dei Mureda e al povero Blond. Camminava spinto
dalla rabbia, trascurando ogni minima misura di prudenza. Il quinto giorno arriv a Moena e si mise a
gridare sulla piazza. Venite fuori, Brocia, disse, e un Brocia che lo aveva sentito avvert suo cugino, e
suo cugino un altro cugino, e quando ebbero riunito dieci uomini scesero in piazza, presero Jachiam e
lo portarono al fiume. Le grida di terrore non arrivarono a Pardc. La medaglietta della Madonna dai
Cif la tenne, come ricompensa, il Brocia che laveva visto per primo.
Pardc  in Trentino disse Adri.
A casa, invece rispose Daniela, pensierosa, mi hanno sempre detto che laveva portata
dallAfrica uno zio marinaio che io non ho conosciuto.
Fecero la strada fino al cimitero e alla cappella di Lourdes senza dirsi niente, era un pomeriggio
piacevole per passeggiare. Dopo mezzora di silenzio, seduti sulle panchine di pietra del giardino della
chiesetta, Adri, che adesso si sentiva pi in confidenza, si indic il petto e disse la vuoi?
No.  tua. Non la perdere mai.
Il sole, calando, aveva fatto variare le ombre del giardino, e Adri chiese di nuovo perch dici
viaggi misteriosi a proposito di nostro padre.
Si era sistemato in un alberghetto di Borgo a cinque minuti da San Pietro, accanto al Passetto.
Era un hotel discreto, modesto ed economico che si chiamava Bramante, tenuto da una matrona romana
con laria di avere allevato oche con il pugno di ferro per molto tempo e che sembrava venuta dagli
anni della transizione tra Giulio Cesare e Augusto. La prima visita, dopo essersi sistemato in una stanza
che si affacciava sullo stretto e umido vicolo delle Palline, la fece a padre Morlin, che, quando lo vide,
rimase qualche secondo a osservarlo, in piedi, sulla porta del chiostro del convento di Santa Sabina,
sforzandosi di ricordare chi fosse quelluomo che... no!
Flix Ardevole! grid. Il mio omonimo! Vero?*
Flix Ardvol annu e con sottomissione baci la mano del frate, che sudava nel suo abito
pesante. Morlin, dopo averlo guardato negli occhi, esit un istante e, invece di farlo accomodare in una
delle sale da visita o di farlo passeggiare nel chiostro, lo port in un corridoio solitario, dalle pareti
bianche, con qualche dipinto senza valore appeso al muro. Un corridoio lunghissimo e con poche porte.
Abbassando istintivamente la voce, come ai vecchi tempi, gli chiese che vuoi, e Flix Ardvol rispose
voglio dei contatti, solo contatti. Voglio aprire un negozio e credo che tu mi possa aiutare a trovare
materiale di prima qualit.
Fecero qualche passo in silenzio. Era strano, perch malgrado lambiente fosse cos spoglio, n
i passi n le parole vi risuonavano. Padre Morlin doveva sapere che si trattava di un luogo discreto. Due
quadri pi in l, si ferm davanti a una discretissima Annunciazione, si asciug la fronte e lo guard
negli occhi: Adesso che siete in guerra? E come hai fatto a uscire?.
Posso entrare e uscire senza problemi. Ho il mio sistema. E ho dei contatti.
Padre Morlin fece un gesto come a indicare che per lui era meglio non sapere i particolari.
Parlarono a lungo. Lidea di Flix Ardvol era chiara: da qualche anno, molti cittadini tedeschi,
austriaci e polacchi cominciavano a sentirsi in difficolt davanti ai piani di Hitler e cercavano il modo
di cambiare aria.
Cerchi ebrei ricchi.
Una fuga  sempre un affarone per un antiquario. Portami dove ci siano persone che hanno
intenzione di andarsene in America. Al resto penso io.
Arrivarono in fondo al corridoio. Una finestra dava su un piccolo chiostro austero, ornato solo
di gerani color sangue in vasi di terracotta adagiati a terra. Flix fece fatica a immaginare un frate
domenicano innaffiare quella sfilza di gerani. Dallaltra parte del chiostro, una finestra simile alla loro
inquadrava perfettamente, laggi, come fosse fatto apposta, la cupola di San Pietro. Per qualche
secondo Flix Ardvol pens che gli sarebbe piaciuto portarsi via la finestra e la vista che da l si
aveva. Torn alla realt, convinto che Morlin lavesse condotto l per fargli vedere la finestra.
Ho bisogno di tre o quattro indirizzi, con la specificazione delle circostanze.
E come sai, caro Ardevole, che io posso avere le informazioni che ti interessano?
Ho le mie fonti: dedico molte ore al mio lavoro e so che la tua lista di contatti non ha mai
smesso di allungarsi.
Padre Morlin colse lallusione ma apparentemente non reag.
Da dove viene questo improvviso interesse per le cose degli altri?
Fu sul punto di dire perch il mio lavoro mi appassiona; perch se trovo un oggetto che mi
interessa il mondo si riduce a quelloggetto, che sia una statuina, un dipinto, un foglio o una tela. E il
mondo  pieno di oggetti che, di per s, non hanno bisogno di alcuna giustificazione. Ci sono oggetti
che...
Sono diventato un collezionista. Precis: Sono un collezionista.
Collezionista di cosa?
Collezionista. Allarg le braccia, come san Domenico quando predicava dal pulpito. Cerco
cose belle.
Padre Morlin aveva informazioni, eccome. Se cera una persona al mondo capace di sapere tutto
senza praticamente muoversi da Santa Sabina, questa era padre Flix Morlin, amico degli amici e, a
quanto dicevano, pericoloso per gli avversari. Ardevole era un amico, quindi non ci misero molto a
mettersi daccordo. Prima, Flix Ardvol dovette sopportare una predica sui tempi convulsi che ci tocca
vivere e che nessuno vuole, durante la quale, per mostrarsi compiacente, pronunciava un  vero, 
proprio vero. Da lontano, sembrava che stessero recitando le litanie del rosario. I tempi convulsi che
lEuropa viveva cominciavano a costringere molti a guardare verso lAmerica, cos, grazie a padre
Morlin, Flix Ardvol pass vari mesi a viaggiare per lEuropa prima che scoppiasse lincendio,
cercando di salvare i mobili da ogni probabile terremoto. Il primo contatto fu al Tiefer Graben,
nellInnere Stadt di Vienna. Era una casa molto bella, non ampia ma sicuramente molto profonda.
Suon il campanello e sorrise con simpatia alla signora che gli aveva aperto la porta con un pizzico di
diffidenza. A quel primo contatto pot comprare tutta la mobilia della casa, che, dopo aver messo da
parte i cinque oggetti pi preziosi, rivendette al doppio di quanto aveva pagato senza uscire da Vienna,
quasi senza attraversare il Ring. Un tale successo gli avrebbe potuto far montare la testa, ma Flix
Ardvol era un uomo astuto, oltre che intelligente. Quindi ag con prudenza. A Norimberga compr una
collezione di dipinti del Seicento e del Settecento: due fragonard, un etereo watteau e tre rigaud. E
immagino anche il mignon con le gardenie gialle, che separ dal resto. Fu a Pontegradella, vicino a
Ferrara, che ebbe per la prima volta tra le mani uno strumento musicale di valore. Era una viola fatta da
Nicola Galliano di Napoli. Mentre ne valutava lacquisto, gli dispiacque addirittura di non avere mai
imparato a suonare quel tipo di strumenti. Seppe aspettare in silenzio finch il venditore, un violista di
nome Davide Fiordaliso che, secondo le sue fonti, aveva dovuto abbandonare la Filarmonica di Vienna
a causa delle nuove leggi razziali e ultimamente si guadagnava da vivere suonando in un caff di
Ferrara, disse, nervoso, due milioni,* a voce molto bassa. Guard il signor* Arrau, che era stato unora
a esaminare la viola attentamente, e questi fece con gli occhi il segnale che voleva dire s. Flix
Ardvol sapeva che a quel punto doveva restituire loggetto al suo proprietario con la faccia disgustata
e dire una cifra assurdamente bassa. Lo fece, ma si sent cos male correndo il rischio di perdere quella
viola, che in seguito dovette rivedere con calma il suo modo di agire. Una cosa era comprare e vendere
a mente fredda e laltra mettere su il negozio, se mai lo avesse fatto. Compr la viola per duecentomila
lire.* E si rifiut di bere un caff con il venditore dalle mani troppo tremanti perch in guerra ti
insegnano a non guardare la tua vittima negli occhi. Un galliano. Nonostante gli strumenti non fossero
il suo forte, il signor* Arrau gli disse che avrebbe potuto guadagnarci tre volte tanto se faceva correre
discretamente la voce e se non aveva fretta di vendere. E che se voleva, gli avrebbe presentato un suo
connazionale, il signor* Berenguer, un giovane talento che aveva imparato a fare stime con
straordinaria precisione e che, quando fosse finita la guerra in Spagna  un giorno o laltro doveva pur
finire , aveva intenzione di tornare a casa.
Consigliato dal lungimirante padre Morlin, affitt un magazzino in un paese vicino a Zurigo,
dove cominci a custodire i divani, i canap, le consolle, i fragonard, le sedie chippendale e i watteau.
E la viola galliano. Non poteva immaginare che un giorno uno strumento a corda, apparentemente
simile, avrebbe rappresentato la sua sciagura. Ma aveva gi deciso che una cosa sarebbe stato il
negozio e unaltra ben diversa la sua collezione privata, fatta degli oggetti pi preziosi del catalogo.
Ogni tanto tornava a Roma, allhotel Bramante, si incontrava con Morlin, parlavano di possibili
clienti, parlavano del futuro, e Morlin gli faceva capire che la guerra in Spagna non sarebbe mai finita
perch adesso in Europa era il momento di dare uno scossone e uno scossone voleva dire molti disagi.
La carta del mondo doveva essere ritoccata e il modo pi veloce per farlo era con bombe e trincee,
disse con una punta di indifferente rassegnazione.
E tu come sai tutto questo?
Fui incapace di fare altre domande. Io e Daniela eravamo saliti fino al castello per il cam del
Barri, come quando ci si andava con qualche anziano che non voleva arrampicarsi sul sentiero pi
ripido davanti.
Che vista immensa fece lei.
Davanti alla chiesetta del castello osservavamo la piana e Adri pens alla sua Arcadia, ma fu
un pensiero fugace: Come sai tutte queste cose di mio padre?.
Perch  mio padre. Come si chiama quella montagna laggi?
Montseny.
 vero che sembra un presepe?
Che ne sai tu dei miei presepi, che a casa non abbiamo mai fatto, pensai. Ma Daniela aveva
ragione, Tona sembrava pi che mai un presepe e Adri non pot evitare di indicare in basso: Casa
Ges.
S. E casa Casic.
Camminarono fino alla Torre dei Mori. Dentro, rifiuti ed escrementi. Fuori, il vento e il
paesaggio. Adri si sedette sullorlo del burrone per non perdersi il suo paesaggio. Solo allora mi venne
in mente la domanda giusta: Perch mi racconti tutto questo?.
Lei gli si sedette accanto e, senza guardarlo, gli disse che erano fratelli, che dovevano andare
daccordo, che lei era la proprietaria di casa Casic.
Lo so. Me lha detto mia madre.
Ho intenzione di abbattere la casa, di eliminare la sporcizia, la vasca, il letame e la puzza di
paglia marcia. E di costruirci delle case nuove.
Non ci pensare nemmeno.
Ti ci abituerai.
Viola  morta di dolore.
Chi  Viola?
La cagna di casa Casic. Beige scura, con il muso nero e le orecchie pendenti.
Daniela non lo cap di sicuro, ma non disse niente. Adri la guard qualche secondo in silenzio.
Perch mi racconti tutto questo?
Devi sapere chi era nostro padre.
Tu lo odi.
Nostro padre  morto, Adri.
Ma lo odi. Perch sei venuta a Tona?
Per parlare con te lontano da tua madre. Per parlarti del negozio. Quando sar tuo mi
piacerebbe averne una parte come socia.
E io che centro? Negozia con mia madre...
Con tua madre non si pu parlare. Lo sai benissimo.
Il sole si era nascosto da tempo dietro Collsuspina; sentii un vuoto immenso dentro di me. Il
cielo si stava scurendo e mi sembr di cominciare a sentire i grilli. La luna pallida si destava, mattutina,
uscendo da Collsacabra. Quando il negozio sar mio, hai detto?
Prima o poi, inevitabilmente, sar tuo.
Vai al diavolo.
Questultima frase Adri laveva detta in catalano. Dal leggero sorriso sul suo volto, intu che
Daniela laveva capita perfettamente, nonostante non avesse mostrato alcuna reazione.
Ho delle altre cose da raccontarti. A proposito, quale violino hai portato?
Non ho intenzione di suonare molto. Praticamente non lo studio pi. Lho portato per zia
Leo.
Presto sarebbe diventato buio e cominciarono a scendere lungo il viottolo: lui, quasi per
vendetta, a passi lunghi, sfidando il burrone; e lei, nonostante la gonna stretta, seguendolo senza
apparenti problemi. La luna era gi alta quando arrivarono alla linea degli alberi, vicino al cimitero.
Ma quale violino hai portato?
Quello da studio. Perch?
Che io sappia continu il signor* Nonsoch, fermo in mezzo alla strada, questo violino non
 mai stato suonato in modo sistematico: come il Messia di Stradivari, mi spiego?
No fece Ardvol impaziente.
Voglio dire che questo particolare gli d pi valore. Se nerano perse le tracce lo stesso anno
della sua costruzione, in mano a Guillaume-Franois Vial. Forse lha posseduto anche qualcuno che
lha suonato, ma non ne sono a conoscenza. E adesso ce lo ritroviamo qui.  uno strumento di valore
inestimabile.
Era quello che volevo sentire, caro dottore.*
 davvero il primo? chiese con una punta di curiosit il signor Berenguer.
S.
Io lascerei perdere, signor Ardvol. Stiamo parlando di molti soldi.
Li vale? domand Flix Ardvol guardando Nonsoch.
Io li pagherei senza esitare. Se li avessi. Ha un suono bellissimo.
Non me ne frega niente del suono che ha.
E un valore simbolico eccezionale.
Questo s che mi importa.
Si salutarono perch iniziava a piovere. Si salutarono dopo che il signor* Nonsoch ebbe
incassato il suo onorario l per strada. La guerra, che aveva assuefatto la gente a milioni di morti e a
intere citt devastate, laveva anche abituata a non fare complimenti e a stringere in piedi, a un
qualsiasi angolo di strada, accordi che potevano segnare pi di una vita. Si salutarono dopo che Flix
Ardvol ebbe detto che avrebbe seguito il consiglio del signor Berenguer, perch s, in effetti,
cinquantamila dollari erano davvero troppi. Grazie mille a tutti e due. Arrivederci, se mai si fossero di
nuovo incontrati. Il signor Berenguer, prima di svoltare langolo, si gir a guardare Ardvol. Fece finta
di accendersi una sigaretta che non aveva in mano per poterlo osservare meglio. Flix Ardvol sent
sulla nuca lo sguardo dellaltro, ma non si volt.
Chi  il signor Falegnami?
Era di nuovo al convento di Santa Sabina. Erano di nuovo nel corridoio senza eco delle
confidenze. Padre Morlin guard lorologio e spinse Ardvol, con energia, sulla strada.
Morlin, cazzo, sta piovendo!
Padre Morlin apr un ombrello immenso, prese Ardvol sottobraccio e si misero a camminare
davanti alla facciata del convento: sembravano un frate domenicano che dava consolazione e consiglio
a un povero mortale con un peso sulla coscienza, su e gi davanti alla facciata di Santa Sabina, come se
parlassero di infedelt, di impeti di lussuria, di sentimenti peccaminosi di invidia o ira, non mi confesso
da tanti anni, padre, e la gente che passava per strada lo trovava un quadretto edificante.
 il portinaio dellUfficio della Giustizia e della Pace.
Questo lo so gi. Due passi zuppi. Di, chi ? Perch ha un violino di cos grande valore?
Ah, allora ha veramente un grande valore...
Avrai la tua commissione.
So quanto chiede.
Me lo immagino. Ma non sai quanto pagher.
Non si chiama Falegnami: si chiama Zimmermann.
Lo guard con la coda dellocchio. Dopo qualche passo in silenzio, padre Morlin sond il
terreno: Non sai di chi si tratta, vero?.
Sono sicuro che non si chiama neanche Zimmermann.
 meglio che lo continui a chiamare Falegnami. Gli puoi offrire un quarto di quanto ti ha
chiesto. Ma non lo far sentire messo alle strette perch...
Perch  pericoloso.
S.
Una jeep dellesercito americano pass veloce per il Corso e gli schizz lorlo dellabito e dei
pantaloni.
Porca puttana imprec Ardvol, senza alzare il tono di voce. Morlin scosse la testa,
disgustato.
Amico mio disse con un sorriso distante, come se potesse scorgere il futuro, il tuo carattere
ti porter alla rovina.
Che vuoi dire?
Che dovresti sapere che non sei forte come credi. Men che mai con i tempi che corrono.
Chi  questo Zimmermann?
Flix Morlin prese lamico sottobraccio. Il rumore della pioggia sullombrello non gli imped di
farsi sentire.
Fuori, con quel freddo estremo, lacquazzone si era trasformato in una nevicata abbondante e
silenziosa. Dentro, mentre guardava il colore iridescente del vino nel calice alzato, disse s, sono nato
nel seno di una famiglia benestante e molto religiosa, e la rettitudine morale della mia educazione mi ha
aiutato ad assumere nella mia limitata persona il pesante carico, per ordine diretto del Fhrer espresso
mediante istruzioni concrete del Reichsfhrer Himmler, di erigermi a difesa incolume contro il nemico
interno della patria. Questo vino  eccellente, dottore.
Grazie disse il dottor Voigt, un po stufo di tante chiacchiere.  un onore per me che lo
possa assaggiare in questa mia dimora improvvisata gli venne da dire in risposta. Lo ripugnavano
sempre di pi i personaggi grotteschi e senza un minimo di educazione.
Improvvisata ma confortevole fece lOberlagerfhrer.
Un altro sorso. Fuori la neve copriva gi le vergogne della terra con uno spesso e pudico
lenzuolo di freddo. Rudolf Hss prosegu: Per me gli ordini sono sacri, per quanto possano sembrarmi
pesanti, poich come SS devo essere disposto al sacrificio totale della mia persona nel compimento del
dovere verso la patria.
Bla, bla, bla, bla, bla.
Certo, Obersturmbannfhrer Hss.
A quel punto, Hss gli raccont quellepisodio patetico del soldato Bruno Qualcosa, quando si
mise a gridare finch, come fosse Dietmar Kehlmann al Berlinertheater, fin con quel famoso portate
via questa carogna. Che il dottor Voigt sapesse, laveva raccontato a una ventina di persone, e sempre
con lurlo finale.
I miei genitori, che erano ferventi cattolici in una Germania per lo pi luterana, se non
calvinista, avrebbero desiderato che diventassi sacerdote. E io ci pensai a lungo.
Miserabile invidioso.
Sarebbe stato un bravo sacerdote, Obersturmbannfhrer Hss.
S, credo di s.
E presuntuoso.
Ne sono sicuro: qualsiasi cosa faccia, la fa sempre bene.
Questa che ha appena indicato come una mia virt pu anche essere la mia perdizione. Ancor
pi adesso che il Reichsfhrer Himmler deve venire a visitarci.
Perch?
Perch in veste di Oberlagerfhrer considero mie tutte le lacune del sistema. Per esempio,
dellultimo carico di taniche di gas Zyklon, ne rimangono in quantit sufficiente solo per due o al
massimo tre prestazioni e lintendente non ha pensato n di avvisarmi n di ordinarne delle altre.
Quindi, chiedi favori, fai arrivare camion che probabilmente dovrebbero stare da unaltra parte, e
trattieniti dal riprendere lintendente, perch tutti viviamo al limite delle nostre forze a Auschwitz.
Immagino che lesperienza di Dachau...
Dal punto di vista psicologico, la differenza  abissale. A Dachau avevamo dei prigionieri.
A me risulta che ne morivano, e ne muoiono, moltissimi.
Questo dottore  imbecille, pens Hss. Bisogna spiegargli tutto.
S, Sturmbannfhrer Voigt, ma Dachau  un campo di prigionia. Auschwitz-Birkenau  un
campo ideato, pensato e calcolato per lo sterminio dei ratti. Se non fosse perch gli ebrei non sono
umani, penserei che stiamo vivendo in un inferno, con una porta, che  la camera a gas, e una
destinazione, che sono i forni crematori con le loro fiamme, o le fosse aperte nel bosco in cui vengono
cremate le unit rimanenti, perch la quantit di materiale che mi mandano non  sufficiente. Non
avevo ancora parlato di tutto questo con nessuno al di fuori del campo, dottore.
E che aveva in mente, razza di imbecille?
Fa bene a sfogarsi, Obersturmbannfhrer Hss.
D sollievo vuotare il sacco, anche se davanti a questo stupido dottore borioso, pens Hss.
Conto sul suo rispetto del segreto professionale, perch il Reichsfhrer...
Naturalmente. Lei che  cristiano... Uno psichiatra  come un confessore. Come il confessore
che avrebbe potuto essere.
I miei sottoposti devono essere molto forti per svolgere i compiti a cui sono destinati. Laltro
giorno, un soldato di trentanni suonati, non un adolescente, eh?, si  messo a piangere in una baracca,
in mezzo ai suoi compagni.
E che  successo?
Bruno, Bruno, svegliati!
Non ci si creder, ma lOberlagerfhrer, lObersturmbannfhrer Rudolf Hss, al secondo
bicchiere di vino cominci a raccontare unaltra volta tutta la scena. Al quarto o quinto bicchiere, i suoi
occhi avevano gi un aspetto vitreo. Allora inizi a delirare e gli sfugg che si era incapricciato di una
ragazza ebrea. Il dottore dissimul la sua sorpresa scandalizzata e pens che quellinformazione era
molto interessante, gli poteva servire come arma nei giorni di penuria. Quindi il giorno dopo parl con
il Gefreiter Hnsch e riusc a farsi dire molto celatamente di chi gli avesse parlato
lObersturmbannfhrer. Semplice: si riferiva alla sua domestica. E lannot sul quaderno destinato a
ogni evenienza.
Qualche giorno dopo cera di nuovo quella merda della selezione della merce. Il dottor Voigt, in
disparte, osservava i soldati che, con metodi spicci, cercavano di far capire alle donne che si dovevano
separare dai bambini. Vide il dottor Budden che selezionava i dieci bambini, tra maschi e femmine, che
lui gli aveva ordinato, poi not quella vecchia che tossiva e piangeva. Le si avvicin.
Cos questo?
Mise una mano sulla custodia, ma quella maledetta vecchia indietreggi di un passo, allora
pens che crede di fare questa disgraziata. Poich quella si afferrava alla custodia in modo che non
gliela potessero portar via, lo Sturmbannfhrer Voigt estrasse la pistola, punt alla nuca stanca e grigia
della donna, spar e, in mezzo ai pianti generali, quasi non si sent un debolissimo pum! E quella porca
schizz la custodia del violino. Il dottore ordin a Emmanuel di pulirla e di riportargli il tutto
immediatamente nello studio. E spar, mettendo la pistola nel fodero, seguito da un mucchio docchi
spaventati da tanta crudelt.
Ecco disse Emmanuel, qualche minuto dopo, lasciandogli la custodia sul tavolo. Era una
buona custodia. Per questo laveva notata il dottor Voigt. Una buona custodia non nasconde in genere
un cattivo strumento. Chi spende per la custodia ha speso prima per lo strumento. E se lo strumento 
buono, te lo porti sempre appresso, anche a Auschwitz.
Fai saltare la serratura.
In che modo, comandante?
Come vuoi, arrangiati. Improvvisamente allarmato: Ma non sparare!.
Lassistente del comandante lo fece con un coltello antiregolamentare, particolare che Voigt
annot nel suo quaderno destinato a ogni evenienza. Gli fece cenno di lasciare lo studio e, con una certa
emozione, apr la custodia del violino. Cera uno strumento, s; ma al primo colpo docchio vide che
era una cosa senza alcun tipo di... no, aspetta. Lo prese e lesse letichetta allinterno: Laurentius
Storioni Cremonensis me fecit 1764. Chiss.
Quellimbecille culo rozzo di Hss lo fece chiamare alle tre, corrug la fronte e os dirgli che
non poteva permettersi, in quanto ospite temporaneo del Lager, di dare spettacolo giustiziando ununit
nella zona di accoglienza e selezione, dottor Voigt.
Non mi voleva obbedire.
Cosa aveva in mano?
Un violino.
Lo posso vedere?
Non ha alcun valore, Obersturmbannfhrer.
Lo voglio vedere lo stesso.
Non ha alcun interesse, mi creda.
 un ordine.
Il dottor Voigt apr lo sportello dellarmadio della farmacia e, con un sorriso adulatore, disse a
bassa voce: A sua disposizione, Obersturmbannfhrer.
Mentre lo esaminava e ne osservava le cicatrici, Rudolf Hss disse non conosco nessun
musicista che mi possa dire quanto vale.
Le devo ricordare che lho trovato io, Obersturmbannfhrer?
Rudolf Hss alz la testa, stupito dal tono eccessivamente secco del dottor Voigt. Lasci
passare qualche secondo perch laltro si rendesse conto che lui si era reso conto di ci di cui doveva
rendersi conto, che non sapeva esattamente che cosa fosse.
Non ha detto che non ha alcun valore?
Non ce lha, infatti. Ma mi piace.
Be, ho tutta lintenzione di tenermelo, dottor Voigt. Per ricompensare...
Per ricompensare non sapeva bene cosa. Per questo fin con dei puntini di sospensione, mentre
rimetteva lo strumento nella custodia e la chiudeva.
Che schifo. La guard stendendo le braccia.  sangue, vero?
Lappoggi alla parete.
Per la sua bella mossa, dovr fargli cambiare la custodia.
Lo far io, perch lo terr io.
Si sbaglia, amico mio: me lo tengo io.
No, Obersturmbannfhrer.
Rudolf Hss afferr la custodia per il manico, come se fosse disposto ad arrivare alle mani.
Adesso era chiaro che quello strumento era di valore. Per laudacia del comandante dottore, doveva
essere di grande valore. Sorrise, ma il sorriso gli si spense sulle labbra non appena sent le parole del
dottor Voigt, che aveva avvicinato il suo fiato e il suo grosso naso alla faccia di Hss: Non se lo pu
tenere perch la denuncer.
Con quale argomento? Hss, perplesso.
Quello della seicentoquindicimilaquattrocentoventotto.
Cosa?
Elisaveta Meireva.
Come?
Unit numero seicentoquindicimilaquattrocentoventotto. Sei, uno, cinque, quattro, due, otto,
Elisaveta Meireva. La sua domestica. Il Reichsfhrer Himmler la condanner a morte quando sapr che
ha avuto rapporti sessuali con unebrea.
Hss, rosso come un peperone, con un colpo secco, lasci cadere il violino sul tavolo.
Vada pure a spifferare i segreti di confessione, bastardo.
Non sono mica un prete.
Il violino rimase con il dottor Voigt, che era solo di passaggio a Auschwitz per supervisionare
con mano di ferro gli esperimenti del dottor Budden, quellObersturmfhrer altezzoso che un giorno
doveva aver ingerito un palo di scopa e non laveva ancora cacato. E anche gli esperimenti di altri tre
tenenti medici; quello che lui aveva concepito come la ricerca pi profonda che mai sia stata fatta o si
far sui limiti del dolore. Hss, da parte sua, pass qualche giorno stringendo il culo temendo che quel
ladruncolo raffinato e frocetto di Aribert Voigt fosse, oltre che un bandito raffinato e frocetto, anche un
pettegolo.
Cinquemila dollari, signor Falegnami.
Luomo dagli occhi spaventati fiss lo sguardo, sempre pi vitreo, in quello di Flix Ardvol.
Mi prende in giro?
No. Anzi, sa che le dico? Me lo porto via per tremila, signor Zimmermann.
Lei  impazzito.
No. O me lo d per questa somma o... Be, le autorit saranno molto interessate a sapere che il
dottor Aribert Voigt, lo Sturmbannfhrer Voigt,  vivo e si nasconde a un chilometro da Citt del
Vaticano, probabilmente con la complicit di qualcuno che muove i fili in Vaticano. E per giunta, vuole
fare affari con un violino rubato a Auschwitz.
Il signor Falegnami aveva estratto una pistola da salotto, femminile, e la puntava nervosamente
contro laltro. Flix Ardvol non si mosse. Represse un sorriso e scosse la testa come a indicare che era
molto deluso:  solo. Come si liberer del mio corpo?.
Sar un piacere affrontare questo problema.
Gliene rimarr uno pi grosso: se non mi vedono arrivare, le persone che mi aspettano per
strada sanno gi cosa devono fare. Indic severamente la pistola: E adesso, me lo porto via per
duemila. Non sa che  una delle dieci persone pi ricercate dagli alleati?. Improvvis, usando il tono
in cui si rimprovera un bambino ribelle.
Il dottor Voigt vide Ardvol tirare fuori un fascio di banconote e lasciarle sul tavolo. Abbass la
pistola, con gli occhi spalancati, increduli: Qui ce ne sono millecinquecento!.
Non mi faccia perdere la pazienza, Sturmbannfhrer Voigt.
Questo fu il dottorato in compravendita di Flix Ardvol. Mezzora dopo era gi in strada con il
violino, il cuore un po accelerato, il passo svelto e la soddisfazione di aver svolto un buon lavoro.
Hai appena infranto la pi sacra delle relazioni diplomatiche.
Scusa?
Ti sei mosso come fossi un elefante in un negozio di cristalleria di Boemia.
Non so di che parli.
Frate Flix Morlin, lindignazione sul viso e nella voce, sput: Non sono nessuno per giudicare
la gente. Il signor Falegnami era sotto la mia protezione.
 un selvaggio figlio di puttana.
Era sotto la mia protezione!
Perch proteggi degli assassini?
Flix Morlin sbatt la porta in faccia a Flix Ardvol, che non riusciva a capire il motivo di
quella reazione.
Uscendo da Santa Sabina, si mise il cappello e si alz il bavero del cappotto. Non sapeva che
non avrebbe mai pi visto quel sorprendente domenicano.
Non so che dirti.
Ti posso raccontare ancora dellaltro su nostro padre.
Era gi buio. Dovevano camminare per le strade senza luce ed evitare di inciampare nei solchi
lasciati dai carri sul fango indurito del cammino. Daniela gli diede un bacio in fronte davanti a casa Ges
e per qualche secondo Adri ricord langelo che era stato, adesso senza ali e senza unaura speciale. Si
rese conto allora che sarebbe stato tutto chiuso e che zia Leo non avrebbe avuto il suo regalo.
...
.
...
Capitolo venti.
...
.
...
Era un volto segnato da rughe tragiche. Ma a colpirmi fu lo sguardo, chiaro, diretto, sembrava
mi stesse accusando. O, a seconda di come lo guardassi, che mi implorasse perdono. Intuii molte
disgrazie su quel volto prima che Sara mi raccontasse qualcosa. E tutte le disgrazie contenute in pochi
tratti fatti a carboncino sullo spesso foglio bianco.
 il disegno che mi ha pi colpito le dissi. Mi sarebbe piaciuto conoscerlo.
Mi resi conto che Sara non aveva detto niente; si era limitata a metterci sopra il paesaggio a
carboncino di Cadaqus. Lo guardammo in silenzio. Tutta la casa era in silenzio. Limmenso
appartamento di Sara dove eravamo entrati quasi clandestinamente, oggi che i miei genitori non ci sono
e non c nessuno. Casa ricca. Come la mia. Come un ladro, come il giorno del Signore, come un ladro
entrer nella tua casa.
Non avevo osato chiederle perch ci dovessimo andare un giorno in cui non cera nessuno. A
Adri faceva molto piacere conoscere lambiente di quella ragazza che penetrava sempre pi in fondo
alla sua anima, con quel sorriso malinconico e una delicatezza di gesti che non aveva visto in nessun
altro. La stanza di Sara era pi grande della mia, il doppio. Ed era molto bella, con una carta da parati
che raffigurava delle oche e una casa di campagna, ma non come casa Ges di Tona: pi bella, pi
ordinata, senza mosche n puzza, pi da racconto illustrato; una carta da parati da bambina, conservata
fino ad allora che lei aveva... non so quanti anni hai, Sara.
Diciannove. E tu ventitr.
Come sai che ho ventitr anni?
Dalla faccia.
E mise un altro disegno sopra a quello di Cadaqus.
Disegni benissimo. Fammi rivedere quel signore.
Lei mise di nuovo in cima il ritratto dello zio Haim. Lo sguardo, le rughe, laspetto triste.
Hai detto che  un tuo zio?
S.  morto.
Quando  morto?
In realt,  uno zio di mia madre. Io non lho conosciuto. Insomma, ero molto piccola
quando...
E come...
Una fotografia.
Perch hai fatto il suo ritratto?
Per conservare la sua storia.
Facevano la fila per entrare nelle docce. Gavriloff, lo stesso che per tutto il viaggio nel carro
bestiame aveva scaldato due bambine che non avevano nessuno a tenerle per mano, si gir verso il
dottor Epstein e gli disse ci portano alla morte, e il dottor Epstein gli rispose in un sussurro, per non
farsi sentire dagli altri, che era impossibile, che era pazzo.
No, i pazzi sono loro, dottore. Se ne renda conto!
Tutti dentro. Cos, gli uomini da questa parte. I bambini possono andare con le donne, certo!
No, no; lasciate i vestiti bene in ordine e ricordatevi il numero di appendiabiti, per quando
tornate dalla doccia, daccordo?
Di dove sei? chiese lo zio Haim guardando negli occhi luomo che dava istruzioni.
Non potete parlare con noi.
Chi siete? Anche voi siete ebrei, non  vero?
Non potete parlare con noi, Cristo. Non mi creare problemi. E gridando: Ricordatevi il
numero dellappendiabiti.
Mentre tutti gli uomini nudi camminavano lentamente verso le docce, dove gi si trovava un
gruppo di donne nude, un ufficiale SS con i baffetti sottili e la tosse secca entr nello spogliatoio e
chiese c un medico qui? Il dottor Haim Epstein fece un passo verso la doccia, ma Gavriloff, accanto a
lui, gli disse non faccia lidiota, dottore; questa  la sua opportunit.
Tu stai zitto.
Allora Gavriloff si volt e indic la schiena pallida di Haim Epstein e disse er ist ein Arzt, mein
Oberleutnant; e Herr Epstein maledisse il suo compagno di sventura, che prosegu verso la doccia con
gli occhi un po allegri e fischiettando, in sordina, una czarda di Rzsavlgyi.
Sei medico? chiese lufficiale, impalato davanti a Epstein.
S disse rassegnato e soprattutto stanco. E pensare che aveva solo cinquantanni.
Vestiti.
Epstein si vest lentamente mentre tutti gli altri uomini entravano nelle docce, guidati dagli
interni dallo sguardo grigio e spento che facevano da pastori.
Mentre quellebreo si vestiva, lufficiale camminava impaziente da una parte allaltra. E si mise
a tossire, forse per nascondere le grida attutite di orrore che venivano dalla zona delle docce.
Che cos? Che succede?
Su, andiamo fece lufficiale inquieto, quando vide che laltro si tirava su i pantaloni con la
camicia ancora aperta.
Lo port fuori, al freddo inclemente di O?wi?cim, e lo fece entrare in una garitta di guardia, da
cui mand via due sentinelle che stavano l a perdere il tempo.
Auscultami intim, mettendogli un fonendo in mano.
Epstein ci mise un po a capire che cosa voleva laltro, che si stava gi sbottonando la camicia.
Si mise lentamente il fonendo alle orecchie e, per la prima volta da Drancy, si sent investito di un
qualche tipo di autorit.
Si sieda ordin, trasformato in medico.
Lufficiale si sedette sulla panca della garitta. Haim lo auscult con attenzione e, da quello che
sentiva, si immagin i polmoni che perdevano colpi. Gli fece cambiare posizione; lo auscult sul petto
e sulla schiena. Lo fece alzare di nuovo solo per il desiderio di impartire ordini a un ufficiale delle SS.
Pens che finch lo stesse auscultando non lavrebbero mandato alla doccia delle grida di terrore.
Gavriloff aveva ragione.
Non pot celare del tutto la soddisfazione quando, guardandolo negli occhi, disse al suo
paziente che lo avrebbe dovuto esaminare in modo pi completo.
Che vuol dire?
Esplorazione dei genitali, palpazione dei reni.
Va bene, va bene...
Sente dolori inspiegabili da questa parte? disse premendo forte sul rene con le sue dita di
ferro.
Attento, cazzo!
Il dottor Epstein scosse la testa con fare preoccupato.
Che c?
Lei ha la tubercolosi.
 sicuro?
Senza alcun dubbio. La malattia  a uno stadio molto avanzato.
E qui nessuno mi d retta.  grave?
Altroch.
Che devo fare? chiese, strappandogli il fonendo dalle mani.
Io la ricovererei in un sanatorio.  lunica cosa che si pu fare. E indicando le dita gialle: E
niente fumo, per lamor di Dio.
Lufficiale chiam le sentinelle e disse loro di portare quelluomo alle docce, ma una delle
sentinelle gli fece segno che era gi finito, che quello era stato lultimo turno. Allora si copr con il
cappotto e, mentre scendeva verso gli edifici, accompagnato dalla sua tosse persistente, grid:
Portatelo nella baracca ventisei.
E cos si salv. Ma spesso diceva che salvarsi era stato un castigo peggiore della morte.
Non avevo mai immaginato tutto questo orrore.
E non sai ancora tutto.
Raccontamelo.
No. Non posso.
Di.
Vieni, ti faccio vedere i quadri del salone.
Sara gli fece vedere i quadri del salone, gli mostr alcune foto di famiglia, rispose
pazientemente a ogni domanda su chi era ognuno dei fotografati, ma non appena pens che fosse
arrivato il momento di andar via perch forse sarebbe potuto tornare qualcuno a casa, gli disse te ne
dovresti andare. Sai che ti dico? Ti accompagno un pezzo.
E fu cos che non conobbi la tua famiglia.
...
.
...
Capitolo ventuno.
...
.
...
Nessunarte fu coltivata e sviluppata dalla sofistica in modo cos sistematico come loratoria.
Sara. Nelloratoria la sofistica vedeva uno strumento ideale per il dominio degli uomini. Sara, perch
non hai voluto avere figli? Grazie alla sofistica e alla sua retorica, i discorsi pubblici sono diventati
letterari, perch si  cominciato a vederli come opere darte degne di conservazione scritta. Sara. A
partire da allora, leducazione oratoria fu imprescindibile per seguire la carriera di statista, ma la
retorica incluse nel suo ambito dinfluenza tutta la prosa, e in particolare la prosa storiografica. Sara,
per me sei un mistero. Cos si pu capire che nel Quarto secolo, in letteratura, la posizione di guida
spettasse alla prosa e non alla poesia. Curioso. Ma logico.
Ehi, cazzo, ma dove ti sei cacciato, non ti trovo mai.
Adri alz la testa dal Nestle aperto al capitolo quindici, Isocrate e la nuova paideia, in cui era
immerso e, come se facesse fatica a mettere a fuoco, impieg qualche secondo a riconoscere la faccia
che entrava nel cono di luce della lampada verde della biblioteca delluniversit. Qualcuno chiese di
fare silenzio e Bernat dovette abbassare la voce mentre si sedeva sulla sedia di fronte e diceva  da un
mese che Adri non c; no,  uscito; non ho idea di dove sia andato; Adri?  fuori da stamattina.
Accidenti... Neanche a casa tua sanno dove ti sei cacciato!...
Adesso lo sai. Sto studiando.
Col cavolo; io ci passo le ore, qui dentro.
Tu?
S. Faccio amicizia con le belle ragazze.
Fu duro dover uscire dal quarto secolo prima di Cristo, ancor pi dal momento che Bernat lo
richiamava al presente per muovergli dei rimproveri.
Come va la vita?
Chi  questa tizia che dicono che ti sta attaccata come una zecca?
Chi lo dice?
Tutti. Gensana me lha anche descritta: capelli scuri e lisci, magra, occhi scuri, studentessa di
Belle Arti.
Allora sai gi tutto...
 quella del Palau de la Msica? Quella che ha detto Adri nonsochealtro?
Dovresti essere contento, no?
Cazzo, adesso te ne sei innamorato.
Volete stare zitti, per favore?
Scusa. A Bernat: Usciamo?.
Passeggiarono nel chiostro e Adri disse per la prima volta a qualcuno che era decisamente,
assolutamente, arrendevolmente, incondizionatamente innamorato di te, Sara. E non dire niente a casa
mia.
Ah, quindi  un segreto che non sa neanche Lola Piccola.
Spero di no.
Ma un giorno o laltro...
Vedremo, se un giorno o laltro arriver.
Stando cos le cose, mi riesce difficile pensare che tu possa porgere sostegno a colui che finora
era il tuo miglior amico e che sta diventando un semplice conoscente perch il mondo intero  fatto
solo di questa ragazza cos deliziosa che si chiama... come si chiama?
Mireia.
Bugiardo. Si chiama Sava Voltes-Epstein.
E allora perch me lo chiedi? Si chiama Sara.
E tu perch mi dovevi mentire? Cosa mi nascondi? Eh? Cazzo, sono Bernat!
Accidenti, non fare cos.
Faccio cos perch sembra che la vita prima di Sara non conti pi niente.
Bernat allung la mano verso Adri e questi, un po sorpreso, gliela strinse: Piacere, signor
Ardvol. Mi chiamo Bernat Plensa i Punsoda e fino a qualche mese fa ero il tuo miglior amico. Mi
concedi udienza?.
Cavolo.
Che c?
Devi avere una rotella fuori posto.
No. Sono indignato: gli amici vengono prima di tutto. E basta.
Una cosa non esclude laltra.
 qui che ti sbagli.
In Isocrate non possiamo cercare un sistema filosofico. Isocrate prende quello che considera
buono un po qua e un po l. Sincretismo puro, non c traccia di filosofia sistematica. Sara. Bernat gli
si mise davanti impedendogli di camminare e lo guard: A cosa pensi?.
Non lo so. Ho la testa molto...
 una merda vedere un amico innamorato.
Io non so se sono innamorato.
Cazzo, non hai detto che eri decisamente, assolutamente, arrendevolmente,
incondizionatamente innamorato? Lhai dichiarato un minuto fa.
Ma in fondo non lo so. Non avevo mai sentito un... un... eh? Non so come chiamarlo.
Ti dico io di s.
S, cosa?
Che sei innamorato.
Ma se tu non lo sei mai stato.
E tu che ne sai?
Si sedettero sulla panchina in un angolo del chiostro e Adri pens che a Isocrate interessavano
i sofisti, ma solo per determinate questioni: Senofane e la sua idea di progresso culturale, per esempio
(dovr leggere Senofane). E linteresse per Filippo di Macedonia gli era venuto dopo aver scoperto
limportanza della personalit nella storia. Curioso.
Bernat.
Bernat guard da unaltra parte facendo finta di non sentirlo. Adri insistette: Bernat.
Che c.
Che hai?
Sono nero.
Perch?
A giugno ho lesame del nono anno e sono cos indietro, indietro, indietro.
Verr a sentirti.
Se non sarai troppo occupato con quella ragazza accaparratrice.
Se vuoi, vieni a casa, o vengo io da te, e suoniamo.
Non ti voglio distrarre dai tuoi sogni con Mireia.
In sostanza, la scuola ateniese di Isocrate, pi che una filosofia, offriva ci che a Roma si
sarebbe chiamato humanitas e che oggi chiameremmo cultura generale, tutto quello che Platone,
nella sua Accademia, lasciava da parte. Ah, cazzo. Mi piacerebbe vederli dal buco della serratura. E
vedere Sara e la sua famiglia.
Ti giuro che verr a sentirti. E se vuoi, verr anche lei.
No. Solo gli amici.
Sei un bastardo.
Augh.
Che c?
Ci puoi mettere la mano sul fuoco.
Su cosa?
Sul fatto che sei innamorato.
E tu come lo sai?
Il capotrib arapaho tacque con dignit. Quel ragazzino credeva forse che lui avrebbe parlato
pubblicamente delle sue esperienze e dei suoi sentimenti? Carson sput per terra e raccolse il
testimone: Si vede lontano un miglio. Persino tua madre se ne devessere accorta.
Mia madre ha occhi solo per il negozio.
Questo lo dici tu.
Isocrate. Senofane. Sara. Bernat. Sincretismo. Esame di violino. Sara. Filippo di Macedonia.
Sara. Sara. Sara.
Sara. Giorni, settimane, mesi accanto a te, rispettando quel silenzio ancestrale in cui spesso ti
rifugiavi. Eri una ragazza con uno sguardo triste ma meravigliosamente sereno. E io avevo sempre pi
forza di studiare sapendo che poi ti avrei visto e mi sarei consumato guardandoti negli occhi, sempre
per strada, mangiando un hot-dog a plaa de Sant Jaume o passeggiando nei giardini del parco della
Ciutadella, nella nostra clandestinit felice; mai a casa tua o a casa mia, a meno che non fossimo sicuri
che non ci sarebbe stato nessuno, perch il nostro segreto doveva essere segreto per tutte e due le
famiglie. Io non sapevo esattamente perch; ma tu s. E io mi abbandonavo a tutti quei giorni di felicit
ininterrotta senza fare domande.
...
.
...
Capitolo ventidue.
...
.
...
Adri stava pensando che gli sarebbe piaciuto scrivere qualcosa di simile alla Griechische
Geistesgeschichte. Quello era un possibile modello di futuro: pensare e scrivere come Nestle. E tante
altre cose, perch quelli furono mesi intensi, iniziatici, vivi, eroici, irripetibili, epici, magnifici, superbi:
pensava a Sara e viveva con Sara, che gli moltiplicava la voglia e lenergia di studiare e solo studiare,
lontano con la mente dalle quotidiane cariche della polizia contro tutto ci che sapesse di studente, che
era sinonimo di comunista, massone, catalanista ed ebreo, le quattro grandi piaghe che il franchismo
cercava di estirpare a colpi di manganello e pistola. Tutto questo grigiore non esisteva per te e per me,
che passavamo le giornate a studiare, a guardare al futuro, a guardarti nel fondo degli occhi e a dire ti
amo, Sara, ti amo, Sara, ti amo, Sara.
Augh.
Che c?
Ti ripeti.
Ti amo, Sara.
Anchio, Adri.
Nunc et semper. Adri sospir soddisfatto. Ero soddisfatto? Mi chiedevo spesso se la vita mi
dava soddisfazione. In quei mesi, aspettando Sara, dovetti confessare di s, che ero soddisfatto, che mi
piaceva vivere perch nel giro di un paio di minuti, dallangolo della pasticceria, sarebbe apparsa una
donna magra, dai capelli lisci e scuri, occhi scuri, studentessa di Belle Arti, con una gonna scozzese che
le stava molto bene e un sorriso balsamico, mi avrebbe detto ciao Adri e avremmo esitato a darci un
bacio perch io sapevo che per strada mi avrebbero guardato tutti, ci avrebbero guardato, ci avrebbero
indicato e avrebbero detto come luccello che lascia il nido, cos voi, innamorati clandestini... Il giorno
si presentava nuvoloso e grigio, ma io lo vedevo radioso. Le otto e dieci,  molto strano.  sempre cos
puntuale, come me. E sono gi dieci minuti che laspetto.  malata. Ha mal di gola. Lha investita un
taxi che poi  fuggito. Le  caduto un vaso in testa da un sesto piano, Dio mio, dovr cercarla in tutti gli
ospedali di Barcellona. Ah,  arrivata! No: era una donna magra, con i capelli lisci e scuri, ma con gli
occhi chiari e il rossetto sulle labbra, e pi grande di ventanni, che ha superato la fermata del tram e
sicuramente non si chiamava Sara. Si sforz di pensare ad altro. Alz la testa. Sui platani della Gran
Via germogliavano le foglie nuove, ma alle automobili che passavano non gliene importava un bel
niente. A me, s! Il ciclo della vita! La primavera... Follas novas. Guard di nuovo lorologio.
Impensabile, venti minuti di ritardo. Passarono altri tre o quattro tram e non pot evitare di lasciarsi
permeare da una sorta di strana premonizione. Sara. Qu pasa  redor de min? Qu me pasa que eu
non sei? Malgrado la premonizione, Adri Ardvol aspett due ore seduto sulla panchina di pietra della
Gran Via, accanto alla fermata del tram, gli occhi fissi sullangolo della pasticceria, senza pensare alla
Griechische Geistesgeschichte perch aveva la testa piena delle mille disgrazie di cui era stata vittima
Sara. Non sapeva che fare. La Sara est malalta, la filla del bon rei; metges la van a veure, metges i
altra gent. Non aveva pi senso aspettare. Ma non sapeva che fare. Non sapeva che fare della sua vita,
adesso che Sara non si era presentata. Le gambe lo portarono fin sotto casa di Sara, nonostante il rigido
divieto della sua amata: ma lui doveva essere presente nel momento in cui lambulanza lavesse portata
via. Il portone era chiuso e il portinaio era dentro, a mettere la posta nelle cassette. Una donna bassetta
passava laspirapolvere sul tappeto centrale. Il portinaio fin il suo lavoro e apr il portone. Il rumore
dellaspirapolvere gli arriv come un insulto. Vestito con quella specie di ridicolo grembiule, il
portinaio guard il cielo per vedere se si decideva a piovere o se avrebbe retto. O forse stava aspettando
lambulanza... Filla, la meva filla, i quin mal s el teu? Mare, la meva mare, penso prou que ho sabeu.
Non sapeva bene quale fosse il balcone della... Il portinaio si accorse di quel giovane perditempo che
da qualche minuto guardava il palazzo; lo guard con diffidenza. Adri fece finta di stare aspettando un
taxi; forse proprio quello che laveva investita. Cominci a muovere qualche passo lungo la strada.
Teo medo dunha cousa que vive e que non se ve. Teo medo  desgracia traidora que ven, e que
nunca se sabe nde ven. Sara, nde ests.
Sara Voltes?
Chi la desidera? voce elegante, sicura, raffinata, signora.
Be, guardi...  la parrocchia di... Dei disegni, della mostra di disegni di.
Quando ci si inventa una storia, prima di dirla bisogna pensarla, accidenti. Non puoi fare il
primo passo e rimanere a bocca aperta e senza storia, imbecille. Della parrocchia di. Dei disegni.
Ridicolo. Spaventosamente ridicolo. Logico, quindi, che la voce elegante, sicura, signora, dicesse mi sa
che ha sbagliato e riattaccasse delicatamente, educatamente, smorzatamente, e io mi maledissi perch
non ero stato allaltezza della situazione. Era sicuramente sua madre. Metzines me nheu dades, mare,
que matar-me voleu. Filla, la meva filla, daix us confessareu. Adri riattacc con una sensazione di
ridicolo totale. In fondo alla casa, Lola Piccola apriva e chiudeva armadi perch stava cambiando le
lenzuola ai letti. Sul tavolo grande dello studio Adri aveva una distesa di libri, ma la sua attenzione era
rivolta solo a quellinutile telefono, incapace di dirgli dovera Sara.
Belle Arti! Non cero mai stato. Non sapevo dovera, non sapevo se esisteva. Ci eravamo
sempre visti in campo neutro, per tua volont, in attesa del giorno che il sole splendesse allorizzonte.
Quando uscii dalla metro alla fermata Jaume I, aveva iniziato a piovere e io non avevo lombrello, non
avevo mai portato lombrello a Barcellona; potei quindi fare soltanto il gesto ridicolo di alzarmi il
bavero della giacca. Arrivai a plaa de la Vernica, davanti a quello strano edificio neoclassico che
prima di quel giorno non sapevo neanche che esistesse. Non cera traccia di Sara, n dentro n fuori; in
nessun corridoio, nessuna aula, nessun laboratorio. Andai alledificio dellantica Loggia, ma l non
sapevano pi niente n della Loggia n della scuola di Belle Arti. A quel punto ero completamente
bagnato; mi venne allora in mente di recarmi alla scuola Massana, e l, allingresso, protetta da un
ombrello scuro, la vidi di schiena che chiacchierava con un ragazzo e rideva. Aveva quel fazzoletto
color pesca che le sta cos bene. Improvvisamente diede un bacio sulla guancia a quel ragazzo, e per
farlo dovette mettersi sulle punte. Adri sent per la prima volta la fitta brutale della gelosia e una
sensazione insopportabile di soffocamento. Poi il ragazzo entr nella scuola, lei si volt e cominci a
camminare verso di me. Il cuore voleva saltar fuori e cercarsi un altro proprietario, perch la mia
felicit di qualche ora prima si scioglieva in lacrime di disinganno. Non mi salut; non mi vide; non era
Sara. Era una ragazza magra, con i capelli lisci e scuri ma gli occhi chiari e, soprattutto, non era Sara. E
io, sotto la pioggia, mi sentii di nuovo luomo pi felice delluniverso.
Be, io... sono un compagno di Belle Arti che...
 fuori.
Come?
 fuori.
Era il padre? Non sapevo se aveva un fratello pi grande o se a casa con loro viveva uno zio,
oltre al ricordo dello zio Haim.
Ma... che vuol dire fuori?
Sara  andata a vivere a Parigi.
Quando riattacc, luomo pi felice delluniverso vide che i suoi occhi, da soli, senza la sua
volont, cominciavano a piangere sconsolatamente. Non capiva niente; com possibile che Sara, se
non mi aveva detto niente. Da un giorno allaltro, Sara. Venerd, quando ci siamo visti, ci siamo dati
appuntamento alla fermata del tram! Del quarantasette, s, come facevamo da quando... E che ci fa a
Parigi? Eh? Perch  fuggita? Che le ho fatto?
Per dieci giorni Adri, con il sole o con la pioggia, si present puntualmente allappuntamento
delle otto davanti alla fermata del tram, sperando che si verificasse il miracolo e che Sara non fosse
andata a vivere a Parigi, ma che ecco, sono di nuovo qui; oppure era solo una prova per vedere se mi
ami per davvero; o non lo so, qualsiasi cosa, vediamo se arriva prima che passino cinque tram. Finch
lundicesimo giorno, appena arrivato alla fermata, si disse che era stufo di vedere passare tram che non
avrebbero preso insieme. E non sono mai pi tornato a quella fermata del tram, Sara. Mai pi.
Al conservatorio, mentendo a pi non posso, riuscii a farmi dare lindirizzo del maestro
Castells, che parecchio tempo prima aveva insegnato l. Pensai che, essendo parenti, avrebbe saputo
lindirizzo di Sara a Parigi. Ammesso che fosse a Parigi. Ammesso che fosse viva. Il campanello di
casa del maestro Castells faceva do-fa. Limpazienza mi fece fare do-fa, do-fa, do-fa e allontanai il
dito, spaventato dallo scarso controllo che avevo sui miei sentimenti. O no: forse perch non volevo
che il maestro Castells si arrabbiasse con me e mi dicesse adesso non te lo dico, maleducato. Nessuno
apriva la porta per darmi lindirizzo di Sara e augurarmi buona fortuna.
Do-fa, do-fa, do-fa.
Niente. Dopo qualche minuto di insistenza, Adri si guard intorno senza sapere che fare.
Allora suonai alla porta dei vicini di pianerottolo, il cui campanello faceva un suono brutto e
impersonale, come quello di casa mia. Immediatamente, come se lo stessero aspettando da tempo, apr
la porta una signora grossa, con una vestaglia celeste sulla quale aveva messo un grembiule da cucina a
fiori. Un pugno negli occhi. Mani sui fianchi, aria di sfida.
S? disse.
Lei sa se... indicando dietro a me, verso la porta del maestro Castells.
Il pianista?
Esatto.
Grazie a Dio  morto, da... Guard dentro casa e grid: Da quanto  morto, Taio?.
Sei mesi, dodici giorni e tre ore! disse da lontano una voce roca.
Sei mesi, dodici giorni e... Gridando verso linterno: Quante ore?.
Tre! la voce roca.
E tre ore ripet la donna a Adri. E grazie a Dio adesso stiamo tranquilli e possiamo sentire
la radio in pace. Non sa quanto faceva suonare quella pianola, tutti i giorni, tutti i giorni, a qualsiasi
ora. Come se ricordasse qualcosa: Che voleva?.
Non ha...
Parenti?
M-mmm.
No. Viveva solo. Verso linterno della casa: Non aveva parenti, vero?.
No: solo quello stramaledetto piano del cazzo! la voce roca di Taio.
E a Parigi?
A Parigi?
S. I parenti di Parigi...
Non ne ho idea. Incredula: Questuomo, parenti a Parigi?.
S.
Non ne so niente. A mo di conclusione generale: Per noi  morto e stramorto.
Rimasto solo sul pianerottolo, con quella lampadina fioca, Adri si rese conto che gli si stavano
chiudendo molte porte. Torn a casa e cominciarono per lui allora i trenta giorni di deserto e penitenza.
Di notte sognava che andava a Parigi e che si metteva a chiamarla in mezzo alla strada, ma il rumore
del traffico spegneva il suo grido disperato e lui si svegliava sudato, piangendo e senza capire il mondo,
che fino a poco fa gli era apparso cos placido. Per qualche settimana non usc di casa. Suon lo
storioni e seppe tirargli fuori un suono triste; ma notava le dita pigre. Provava a rileggere Nestle ma
non ci riusciva. Il viaggio di Euripide dalla retorica alla verit, che lo aveva emozionato tanto alla
prima lettura, adesso non gli diceva niente. Euripide era Sara. In una cosa aveva ragione, Euripide: la
ragione umana non pu vincere le potenze irrazionali dellemotivit animica. Non riesco a studiare, non
riesco a riflettere. Ho bisogno di piangere. Bernat, vieni.
Bernat non aveva mai visto il suo amico cos distrutto. Gli fece impressione scoprire che il mal
di cuore pu essere cos profondo. Lo voleva aiutare e, senza avere molta esperienza in guarigioni del
cuore, disse prendila cos, Adri.
Come?
Be, se se n andata cos, senza dare spiegazioni...
E allora?
Be,  una str
Non ci provare neanche a insultarla. Va bene?
Benissimo, come vuoi. Si guard tuttintorno nello studio, allargando le braccia. Ma non
vedi come ti sei ridotto? E senza neanche uno straccio di biglietto in cui ti dice Adri, tesoro, ne ho
trovato un altro pi bello, cazzo? Non capisci che non si fa questo?
Pi bello e pi intelligente, s, ci ho gi pensato.
Pi belli di te ce ne sono a migliaia. Ma pi intelligenti...
Silenzio. Ogni tanto Adri scuoteva la testa, negando, volendo dire che non ci capiva niente.
Andiamo a casa dei suoi genitori e diciamo: signori Voltes-Epstein, che sta succedendo? Cosa
mi nascondete? Dov Sava eccetera. Che ne pensi?
Tutti e due nello studio di mio padre che ormai era mio. Adri si alz e and vicino alla parete
dove anni dopo ci sarebbe stato il tuo autoritratto. Vi si appoggi, come se gli piacesse solleticare il
futuro. Neg con la testa: lidea di Bernat non lo convinceva.
Vuoi che ti regali la Ciaccona? prov Bernat.
S. Suonala con il Vial.
Bernat la suon benissimo. Malgrado il dolore e langoscia, Adri ascolt attentamente la
versione del suo amico e arriv alla conclusione che laveva suonata in modo corretto ma che, a volte,
Bernat aveva un problema: non arrivava in fondo allanima delle cose. Cera qualcosa che non lo
faceva essere autentico. Io, con il mio dolore, e tuttavia incapace di evitare di analizzare loggetto
estetico.
Stai meglio? disse quando ebbe finito.
S.
Ti  piaciuta?
No.
Avrei dovuto stare zitto, lo so. Ma non mi so trattenere. In questo sono come mia madre.
Che vuol dire no? Gli era cambiato addirittura il tono di voce, pi acuto, pi in guardia, pi a
occhi aperti...
Non ha importanza, lascia stare.
No, mi interessa molto, invece.
Benissimo, daccordo.
Lola Piccola era dallaltra parte della casa. Mia madre nel negozio. Adri si lasci cadere sul
divano. In piedi davanti a lui, con lo storioni in mano, Bernat aspettava il verdetto e Adri disse
beee... tecnicamente  una versione perfetta, o quasi; ma non arrivi al fondo delle cose; ho la
sensazione che abbia paura della verit.
Sei matto. Cos la verit?
E Ges, invece di rispondere, tacque mentre Pilato, impaziente, abbandonava la stanza. Ma
siccome non so bene cosa sia la verit, mi sentii in dovere di rispondere.
Non lo so. La riconosco quando la sento. E in te non la riconosco. La riconosco nella musica e
nella poesia. E nel racconto. E nella pittura. Ma solo ogni tanto.
Invidioso del ccazzo.
S. Riconosco che ti invidio perch sei capace di suonare questo pezzo.
Vabbe, adesso cerca di rimediare.
Ma non ti invidio per come lo suoni.
Cazzo, ci vai gi pesante, eh?
Il tuo obiettivo  riuscire ad afferrare e sapere esprimere questa verit.
Esagerato.
Tu, almeno, hai un obiettivo. Io no.
La sintesi della serata tra amici in cui uno dei due doveva consolare lafflitto fin in una lite
sorda sulla verit estetica, e vattene a quel paese, mi senti?, a quel paese. Adesso ho capito perch tha
mollato, Sava Voltes-Epstein. E Bernat se ne and sbattendo la porta. Qualche secondo dopo Lola
Piccola si affacci nello studio e chiese cos successo?
Niente, Bernat aveva molta fretta, lo sai com fatto.
Lola Piccola guard Adri, che stava esaminando attentamente il violino per non dover fissare
lo sguardo perso sul suo dolore. Lola Piccola stava per parlare, ma si trattenne. Allora Adri si accorse
che era ancora ferma l, come se avesse voglia di chiacchierare.
Be? le disse, con lespressione di chi non ha alcuna voglia di conversare.
Niente. Sai che ti dico? Preparo la cena, tua madre sar qui tra poco.
Usc, e io mi misi a pulire la resina dal violino sentendomi triste nel pi profondo dellanima.
...
.
...
Capitolo ventitr.
...
.
...
Sei matto da legare, figlio mio.
Mia madre si sedette sulla poltrona su cui era solita prendere il caff. Adri aveva affrontato
largomento nel modo peggiore. A volte mi chiedo com possibile che non mi abbiano mandato pi
spesso al diavolo. Perch invece di cominciare a dirle mamma, ho deciso di continuare luniversit a
Tubinga, a cui sarebbe seguito, da parte sua, in Germania? E perch? Non stai bene qui? Invece di dire
questo, iniziai a dirle, mamma, ti devo dire una cosa.
Cosa. Lei, spaventata, si sedette sulla poltrona su cui era solita prendere il caff; spaventata
perch erano anni che vivevamo insieme senza il bisogno di dirci un granch, ma soprattutto senza il
bisogno di dirci mamma, ti devo dire una cosa.
Sai, un po di tempo fa ho parlato con una certa Daniela Amato.
Con chi hai parlato?
Con la mia sorellastra.
Mia madre si alz di scatto, come se lavessero punta. Me lero gi inimicata per il resto della
conversazione: asino che sei, non capisci proprio niente.
Tu non hai nessuna sorellastra.
Che voi me labbiate nascosto non vuol dire che non ce labbia. Daniela Amato, di Roma. Ho
lindirizzo e il numero di telefono.
Cosa stai tramando?
Ma che dici. Perch?
Non ti fidare di quella ladruncola.
Mi ha detto che le piacerebbe diventare socia del negozio.
Lo sai che ti ha rubato casa Casic?
Se ho capito bene, glielha data pap; lei non mi ha rubato un bel niente.
 come un vampiro. Vorrebbe prendersi tutto il negozio.
No. Vuole averne una parte come socia.
Perch credi che lo voglia?
Non lo so. Perch era di pap?
Adesso per  mio, e la mia risposta  no a qualsiasi proposta del cazzo che venga da quella
troia pittata.
Bene, avevamo cominciato proprio bene. Non aveva detto ccazzo perch aveva usato il termine
come complemento indiretto e non diretto, come aveva fatto laltra volta in cui le avevo sentito dire una
parolaccia. Apprezzai la raffinatezza linguistica di mia madre. Lei, ancora in piedi, percorreva il
soggiorno a grandi passi, in silenzio, pensando se fosse il caso di continuare con gli improperi o che
altro. Decise di continuare con lo che altro:  tutto quello che mi volevi dire?.
No. Ti volevo anche dire che me ne vado di casa.
Mia madre si sedette di nuovo sulla sua poltrona del caff.
Sei matto da legare, figlio mio. Silenzio. Nervi alle mani. Qui non ti manca nulla. Cosa ti ho
fatto?
Niente. Perch mi chiedi cosa mi hai fatto?
I nervi le facevano attorcigliare le mani. Poi trasse un respiro profondo per calmarsi e mise le
mani aperte sul grembo.
E il negozio? Non pensi di occupartene mai?
Non mi attira.
Non  vero.  il tuo posto preferito.
No. Mi piacciono gli oggetti del negozio. Ma il lavoro...
Mi guard con un po di rancore, credo.
Vuoi solo contraddirmi. Come sempre.
Perch non ci siamo mai voluti bene io e mia madre? Per me  un mistero. Ho invidiato tutta la
vita i bambini normali, che potevano dire mamma, mi fa molto male il ginocchio, e la madre mandava
via il dolore con un semplice bacio. Mia madre non aveva questo potere. Quando osavo dirle che mi
ero fatto male al ginocchio, invece di provare a compiere il miracolo mi mandava da Lola Piccola,
aspettando impaziente che la mia superdotazione intellettuale cominciasse a fare un altro tipo di
miracoli.
Non stai bene qui?
Ho deciso di continuare luniversit a Tubinga.
In Germania? E perch? Non stai bene qui?
Voglio andare a lezione da Wilhelm Nestle.
Per essere precisi, io non ero affatto sicuro che Nestle insegnasse ancora a Tubinga. In realt,
non sapevo neanche se era ancora vivo. In effetti, nel momento in cui parlavamo era morto da poco pi
di otto anni. S: aveva insegnato a Tubinga, e per questo avevo deciso di voler studiare l.
Chi ?
Uno storico della filosofia. E voglio anche conoscere Co?eriu.
Questa volta non mentivo. Dicevano che era insopportabile ma geniale.
Chi ?
Un linguista. Uno dei grandi filologi di questo secolo.
Questi studi non ti renderanno felice, figlio mio.
Dunque: se guardo in prospettiva, devo darle ragione. Niente mi ha reso felice, eccetto te, che
sei la persona che mi ha fatto soffrire di pi. Sono stato vicino a molte felicit; ho avuto varie
soddisfazioni. Ho goduto di momenti di pace e di immensa gratitudine verso il mondo o verso
qualcuno. Sono stato vicino a cose belle e a bei concetti. E a volte sento il prurito del possedere oggetti
preziosi, cosa che mi fa capire lansia di mio padre. Insomma, avendo let che avevo, sorrisi con aria
di sufficienza e dissi non  scritto da nessuna parte che abbiamo lobbligo di essere felici. E tacqui,
soddisfatto.
Sei proprio stupido.
La guardai, disarmato. Perch con tre parole mi aveva fatto sentire un vero imbecille. Allora
attaccai con astio: Voi mi avete fatto come sono. Voglio studiare, non mi importa se sar felice o no.
Adri Ardvol era proprio odioso. Se adesso potessi ricominciare la mia vita, la prima cosa che
cercherei sarebbe il territorio della felicit; e, se possibile, cercherei di blindarlo, perch mi
accompagnasse senza pretese tutta la vita. Se un figlio mi avesse risposto come io rispondevo a mia
madre, gli avrei mollato un ceffone. Ma non ho figli. Sono stato tutta la vita solo un figlio. Perch,
Sara, non hai mai voluto avere figli?
Tu vuoi solo allontanarti da me.
No mentii. Perch dovrei volerlo?
Tu vuoi solo fuggire.
Ma che dici?! mentii di nuovo. Perch dovrei voler fuggire?
Perch non me lo dici tu?
Neanche morto le avrei parlato di Sara, del mio desiderio di sparire, di ricominciare da zero, di
setacciare Parigi in lungo e in largo, delle due visite fatte a casa dei Voltes-Epstein, finch alla terza
suo padre e sua madre mi avevano ricevuto e, molto educatamente, mi avevano detto che la loro figlia
era andata a Parigi di sua volont perch, sono parole sue, voleva allontanarsi da lei che le stava
facendo molto male. Pu quindi immaginare di non essere benvenuto in questa casa.
Ma io...
Non insista, giovanotto. Non abbiamo niente contro di lei ment, ma cerchi di capire che il
nostro dovere  quello di difendere nostra figlia.
Io, disperato, non capivo niente. Il signor Voltes si alz e mi fece un gesto perch mi alzassi
anchio. Lentamente obbedii. Non potevo evitare le lacrime perch sono tremendamente facile al
pianto; ma mi bruciavano come fossero gocce di acido solforico che mi solcavano le guance umiliate.
C un equivoco.
Non ci  sembrato proprio disse, in un catalano gutturale, la madre di Sara (alta, con i capelli
un tempo scuri e che adesso erano leggermente imbiancati, gli occhi scuri, come una foto di Sara
trentanni dopo), Sara non vuole sapere niente, niente, niente di lei.
Cominciavo a uscire dalla sala, obbligato dal gesto del signor Voltes. Mi fermai: Non ha
lasciato un biglietto, due righe per me?.
No.
Uscii da quella casa, che avevo visitato di nascosto quando Sara mi amava, senza salutare quei
signori cos bene educati ma cos inflessibili. Uscii reprimendo il pianto. La porta si richiuse
silenziosamente dietro di me e per qualche secondo rimasi sul pianerottolo, come se fosse un modo di
stare pi vicino a Sara. Poi scoppiai a piangere senza freni.
Io non voglio fuggire n ho motivi per farlo. Feci una pausa per dare pi enfasi a quanto
dicevo. Capito, mamma?
Avevo mentito per la terza volta a mia madre, e giuro che sentii cantare un gallo.
Ho capito perfettamente. Mi guard negli occhi: Senti, Adri.
Era la prima volta che non mi chiamava figlio ma Adri. La prima volta nella vita. Dodici
aprile millenovecentosessantaepassa.
Dimmi.
Se tu non vuoi, non sei costretto a lavorare. Dedicati al violino e a leggere i tuoi libri. E
quando sar morta, affida il negozio a qualcuno.
Non parlare della tua morte. E con il violino ho chiuso.
Dove hai detto che vuoi andare?
A Tubinga.
E dov?
In Germania.
E che ci vai a fare?
Co?eriu.
Chi ?
Non passavi le tue giornate in facolt a inseguire le ragazze? Sistema, norma, parole.
Di, chi ?
Un linguista rumeno che voglio avere come professore.
Adesso che lo dici, mi sembra di averlo sentito.
Tacque imbronciato. Ma non riusc a trattenersi: Ma scusa, cazzo, non stai studiando qui? Non
sei a met strada per la laurea, con la lode a tutti gli esami?.
Non gli dissi del mio desiderio di andare a lezione con Nestle perch quando io e Bernat ci
eravamo incontrati al bar della facolt, in mezzo a grida, spinte, studenti affrettati e tazzine di caff, io
sapevo gi che Wilhelm Nestle era morto da tempo. Sarebbe stato come falsare una citazione a pie di
pagina.
Dopo due giorni senza sue notizie, venne a casa a fare le prove per lesame, come se io fossi il
suo insegnante. Adri apr la porta e Bernat allung il dito accusatorio a mo di saluto: Non hai
pensato che a Tubinga fanno le lezioni in tedesco?.
Wenn du willst, kannst du mit dem Storioni spielen rispose Adri con un sorriso gelido,
mentre lo invitava a entrare.
Non so cosa hai detto, ma la risposta  s.
E mentre metteva resina sullarchetto, poca, concentrata, per non saturare lo strumento, borbott
che sarebbe stato un bel gesto se prima ne avessi parlato con lui.
E perch?
Be, sai, dicono che sia tuo amico.
E infatti adesso te ne parlo.
Amico intimo, disgraziato! Mi avresti potuto dire ho una mezza folle idea di andare qualche
settimana a Tubinga; tu che ne pensi, amico intimo mio? Non sai che vuol dire parlare cos?
Mi avresti detto di togliermela dalla testa. Abbiamo gi parlato dellargomento.
Non proprio in questi termini.
Tu vorresti sempre avermi a portata di mano.
In risposta, Bernat lasci gli spartiti sul tavolo e si mise a suonare il primo movimento del
concerto di Beethoven. Io, saltando lintroduzione, gli stonai lorchestra, seguendo la partitura della
riduzione per piano, imitando persino il timbro di alcuni strumenti. Terminai esausto, ma felice ed
emozionato perch Bernat aveva suonato in modo impeccabile e con qualcosa in pi della perfezione.
Come se avesse voluto dirmi chiaramente che non gli era piaciuta la mia ultima osservazione. Quando
fin, rispettai il silenzio che era calato.
Allora?
Bello.
Solo?
Bellissimo. Diverso.
Diverso?
Diverso. Se ho ascoltato bene, eri dentro la musica.
Rimanemmo in silenzio. Lui si sedette e si asciug il sudore. Mi guard negli occhi: Tu vuoi
solo fuggire. Non so da chi, ma vuoi fuggire. Spero non da me.
Io guardai gli altri spartiti che aveva portato.
Mi sembra una buona idea che suoni i quattro pezzi di Massi. Chi ti accompagna al piano?
Non hai pensato che potresti annoiarti molto a studiare queste cose che dici di voler studiare
sulle idee eccetera?
Se lo merita, Massi. Sono molto belli. Quello che mi piace di pi  lAllegro spiritoso.
E poi, perch vuoi andare a lezione da un linguista, se tu vuoi fare storia della cultura?
Stai attento con la Ciaccona, che ti pu prendere a tradimento.
Bastardo, non te ne andare.
S disse. Di Belle Arti.
E che ?
La figura gelida e diffidente della signora Voltes-Epstein lo intimor. Deglut e disse manca una
pratica per poter completare il trasferimento delliscrizione: abbiamo bisogno del suo indirizzo.
Non manca niente.
Certo che manca. La polizza di recidivit.
E che ? Sembrava davvero incuriosita.
Niente. Un piccolo particolare. Ma lo deve firmare linteressato. Guard i fogli e disse in
modo impersonale: Linteressata.
Mi lasci le carte e...
No, no. Non sono autorizzato. Magari se mi d il nome della scuola di Parigi dove ha trasferito
liscrizione...
No.
A Belle Arti non ce lhanno. Si corresse: Non ce labbiamo.
Lei chi ?
Mi scusi?
Mia figlia non ha trasferito liscrizione. Lei chi ?
E mi ha chiuso la porta in faccia. Slam!
Ti ha scoperto.
S.
Merda.
S.
Grazie, Bernat.
Mi sento... Avrei sicuramente potuto fare di meglio.
No, no. Hai fatto il possibile.
Mi fa rabbia, per.
Dopo un lungo momento di silenzio Adri disse, mi dispiace ma credo che mi metter a
piangere.
Lesame di Bernat si concluse con la nostra Ciaccona della seconda suite. Glielavevo sentita
tante volte... E avevo sempre qualcosa da dirgli, come se io fossi il virtuoso e lui lapprendista.
Laveva iniziata a studiare quando lavevamo sentita al Palau de la Msica, suonata da Heifetz. Bene.
Perfetta. Ma di nuovo senza anima, forse furono i nervi dellesame. Senza anima, come se lultima
prova a casa, appena ventiquattro ore prima, fosse stata un miraggio. Davanti al pubblico Bernat
perdeva lo spirito creativo, rimaneva privo di quella sorta di ispirazione superiore che voleva supplire
con volont e studio, e il risultato era buono, ma eccessivamente prevedibile. Ecco: il mio migliore
amico era stramaledettamente prevedibile, persino nei suoi slanci.
Fin lesame grondante di sudore, pensando forse di essersela cavata. I tre membri della
commissione, che per due ore lavevano ascoltato con la faccia scura, si scambiarono pareri per
qualche secondo prima di decidere di dargli un ottimo allunanimit, con le congratulazioni personali di
ognuno. La Trullols, che era tra il pubblico, aspett che la madre lo avesse abbracciato e avesse fatto
tutte quelle cose che fanno le madri che non sono come la mia, poi gli diede un bacio sulla guancia,
commossa come si commuovono alcune insegnanti, e la sentii dire, con quella sua capacit di profezia,
Bernat, sei proprio bravino, il pi bravo che  passato per le mie mani. Hai un futuro luminoso davanti
a te.
Straordinario gli disse Adri.
Bernat smise di allentare larchetto e guard il suo amico. Ripose in silenzio larchetto nella
custodia e la chiuse. Adri insistette: formidabile, Bernat, congratulazioni.
Ieri ti ho detto che sono tuo amico. Che tu sei amico mio.
S. Poco fa hai detto amico intimo.
Esatto. Non si inganna un amico intimo.
Scusa?
Ho suonato bene e basta. Mi manca lan.
Oggi hai suonato bene.
Tu avresti suonato meglio di me.
Ma che dici! Sono due anni che non prendo in mano un violino!
Se quel disgraziato del mio amico intimo non  capace di dirmi la verit e preferisce fare come
tutti gli altri...
Che stai dicendo?
Non mentire, Adri. Si asciug il sudore dalla fronte. Le tue osservazioni mi feriscono e mi
fanno arrabbiare.
Be, io...
Ma so che sei lunico a dirmi la verit. Gli fece locchiolino. Auf Wiedersehen.
Quando ebbi il biglietto del treno in mano, capii che andare a studiare a Tubinga significava
molto pi che pensare al futuro. Significava chiudere la mia infanzia; allontanarmi dalla mia Arcadia.
S, s: io ero un bambino solitario e infelice con dei genitori insensibili a tutto ci che non fosse la mia
intelligenza e che non erano in grado di chiedersi se io volevo andare al Tibidabo a vedere gli automi
che, quando gli tiravi una moneta, si muovevano come persone. Ma essere bambino vuol dire avere la
capacit di annusare il fiore che brilla tra il fango tossico. Vuol dire sapere essere felice con quel
camion a cinque assi che era una scatola di cartone per cappelli da donna. Comprando il biglietto per
Stoccarda capii che per me era finita let dellinnocenza.
...
.
...
IV.
...
.
...
Palimpsestus .Nessuna organizzazione  al sicuro dal granello di sabbia.
.
MICHEL TOURNIER.
...
.
...
Capitolo ventiquattro.
...
.
...
Tanto tempo fa, quando la Terra era piatta e i viaggiatori temerari, arrivati alla fine del mondo,
andavano a sbattere contro la nebbia fredda o precipitavano gi per il buio dirupo, cera un santuomo
che aveva deciso di consacrare la sua vita a Dio Nostro Signore. Si chiamava Nicolau Eimeric, era
catalano e arriv a essere uno stimato professore di Sacra Teologia dellordine dei predicatori nel
convento di Girona. Il suo zelo religioso lo port a guidare con mano salda lInquisizione contro la
malvagit eretica per le terre di Catalogna e dei regni di Valencia. Nicolau Eimeric era nato a
Baden-Baden il 25 novembre del 1900; era stato promosso SS Obersturmbannfhrer con una certa
celerit e, dopo una prima gloriosa tappa come Oberlagerfhrer di Auschwitz, nel 1944 aveva preso di
nuovo in mano le redini del campo per dare soluzione al problema ungherese. In un rapporto legale
dichiarava reo di eretica pravit il libro Philosophica amoris del contumace Ramon Llull, catalano
originario del regno di Maiorca, item dichiarava rei di eretica pravit tutti coloro che a Valencia, Alcoi,
Barcellona o Saragozza, Alcanys, Montpellier, o in qualsiasi altro luogo, leggono, divulgano,
insegnano, copiano e pensano leretica pestifera dottrina di Ramon Llull, che non proviene da Cristo
ma dal diavolo. Parafo in data odierna nella citt di Girona, li 13 luglio 1367.
Procedete. Comincio ad avere la febbre e non voglio mettermi a letto finch...
Potete andar via tranquillo, eccellenza.
Frate Nicolau si asciug il sudore dalla fronte, in parte di calore, in parte di febbre, guard frate
Miquel de Susqueda, il suo giovane segretario, che stilava con quella scrittura cos ordinata il
documento di condanna, usc sulla strada infuocata da un calore infernale e, quasi senza avere avuto il
tempo di riprendere fiato, si immerse nelloscurit un po meno calda della cappella di SantAgata. Si
prostr in ginocchio in mezzo alla sala, chin il capo umilmente davanti alla presenza divina del
Tabernacolo e disse oh, Signore, datemi la forza, non permettete che mi perda danimo per la mia
umana debolezza; non permettete che le calunnie, i mormorii, le invidie e le menzogne trovino spazio
nel mio animo. Adesso  il re in persona che osa criticare il mio operato a favore dellunica e vera fede,
Signore. Datemi la forza perch non cessi mai di servirvi nella missione di stretta sorveglianza della
verit. Dopo aver proferito un amen quasi come un sospiro di pensiero, frate Nicolau rimase in
ginocchio ancora a lungo, aspettando che il sole cos incredibilmente infuocato calasse fino a sfiorare la
catena di ponente; rest l senza pensieri, in posizione di preghiera, in comunicazione diretta con il
Signore della Verit.
Quando la luce che entrava dalla vetrata cominci a diminuire, frate Nicolau abbandon la
cappella con la stessa energia con cui era entrato. Fuori respir avidamente lodore di timo e di erba
secca che emanava dalla terra ancora infuocata dal giorno pi caloroso di tutti quelli che gli anziani
ricordassero. Si asciug di nuovo il sudore dalla fronte, che ormai gli bruciava, e si diresse verso
ledificio di pietra grigia alla fine della stradina. Allingresso dovette frenare la sua impazienza perch
proprio quella donna, sempre quella donna, accompagnata dal Guercio di Salt, che le faceva da marito,
portava in spalla, lentamente, allinterno del palazzo, un sacco di rape pi grosso di lei.
Devono usare questa porta? domand irritato a frate Miquel, che era uscito ad accoglierlo.
Lingresso dellorto  inondato, eccellenza.
Con voce secca, frate Nicolau Eimeric chiese se era tutto pronto e, dirigendosi a grandi passi
verso la sala, pens oh, Signore, investo tutte le mie energie nel difendere giorno e notte la vostra
Verit. Datemi forza, poich alla fine della luce sarete voi a giudicarmi e non gli uomini.
Sono un uomo morto, pens Josep Xarom. Non aveva potuto sostenere lo sguardo nero del
diavolo inquisitore che era entrato come una furia nella sala, aveva formulato gridando la sua domanda
e aspettava impaziente una risposta.
Quali ostie? chiese il dottor Xarom dopo parecchio tempo, con la voce soffocata dal panico.
Linquisitore si alz, si asciug il sudore dalla fronte per la terza volta da quando era entrato
nella sala degli interrogatori e ripet la domanda: quanto hai pagato a Jaume Malla per le ostie
consacrate che ti ha dato.
Io non so niente. Non conosco nessun Jaume Malla. Non so cosa siano le ostie.
Questo vuol dire che ti consideri ebreo.
Be... sono ebreo, s, eccellenza. Lo sapete gi. La mia famiglia e tutte le famiglie del ghetto
sono sotto la protezione del re.
Dentro a queste mura, lunica protezione  quella di Dio, ricordatelo sempre.
Adonai Altissimo, dove sei ora che ti cerco, pens il venerabile dottor Josep Xarom, sapendo di
peccare perch non aveva fiducia nellAltissimo.
Per una lunghissima ora, frate Nicolau, con santa pazienza, dimenticandosi del mal di testa e del
riscaldamento dei suoi umori interni, prov a svelare il segreto del peccato nefando commesso da
quellabominevole creatura con le ostie consacrate che figuravano nella minuziosa e provvidenziale
denuncia, ma Josep Xarom ripet solo cose che aveva gi detto, che si chiamava Josep Xarom, che era
nato nel ghetto dove era sempre vissuto, che aveva appreso le arti della medicina, che aveva aiutato a
nascere molte creature sia dentro che fuori dal ghetto e che la sua vita era lesercizio di quella
professione e nientaltro.
E assistere alla sinagoga nel giorno del vostro shabbat.
Non ce lha mica vietato, il re.
Il re non  nessuno per parlare dei fondamenti dellanima. Sei accusato di compiere crimini
nefandi con le ostie consacrate. Come ti difendi?
Chi mi accusa?
Non c bisogno che tu lo sappia.
S che ce n bisogno.  una calunnia e, a seconda di chi lha detta, posso dimostrare i motivi
che lo muovono a
Insinui che un buon cristiano possa mentire? scandalizzato, attonito, frate Nicolau.
S, eccellenza, certo.
Questo aggrava la tua situazione perch se insulti un cristiano insulti Ges Cristo Signore Dio
che hai fatto uccidere con le tue mani.
Signore mio Altissimo e misericordioso, tu sei il solo e unico Dio, Adonai.
Senza neanche guardarlo, tanto era il disprezzo che gli provocava, linquisitore generale
Nicolau Eimeric, passandosi preoccupato la mano aperta sulla fronte, disse ai carnefici che lo
sorvegliavano di applicare tormento al contumace e portatemelo tra unora con la dichiarazione firmata.
Quale tormento, eccellenza? chiese frate Miquel.
Il cavalletto per un credo in unum Deum. E se c bisogno dei ganci, fateli durare un paio di
padrenostri.
Eccellenza...
E se cos non si rinfresca la memoria, ricominciate tutte le volte che  necessario.
Si avvicin a frate Miquel de Susqueda, che da un po aveva abbassato gli occhi, e gli ordin,
quasi allorecchio, di far sapere a quel Jaume Malla che, se vende o regala unaltra volta ostie a un
ebreo, sentir parlare di me.
Non sappiamo chi sia questo Jaume Malla. Riprendendo fiato: Forse nemmeno esiste.
Ma quel santuomo non lo sent perch era concentrato sul suo terribile mal di testa, che offriva
come penitenza a Dio Nostro Signore.
Davanti al cavalletto e ai ganci da macellaio che gli avevano bucato la carne e strappato i
tendini, il medico Josep Xarom di Girona confess, s, s, s, per Dio Altissimo, sono stato io, le ho
comprate io a questuomo che dite, s, s, ma fermatevi, per lamor di Dio.
E che ne hai fatto? frate Miquel de Susqueda, seduto davanti al cavalletto, cercando di non
guardare il sangue che gocciolava.
Non lo so. Quello che dite voi, ma per carit, smettetela di tirare...
Attento, che se sviene, addio dichiarazione.
E allora? Ha gi confessato.
Bravo, poi ci parli tu con fra Nicolau, s, tu, il rosso, e gli dici che per tutto il tempo che 
durato il tormento il reo non ha fatto altro che dormire, e ti assicuro che lui stesso vi far salire sul
cavalletto accusati di mettere i bastoni tra le ruote della giustizia divina. Tutti e due. Esasperato: Non
conoscete sua eccellenza?.
Ma noi, signore...
S. E io sar il notaio che rediger il verbale dei vostri tormenti. Su, muovetevi.
Vediamo: prendilo per i capelli, cos. Di, di nuovo: cosa hai fatto con le ostie consacrate? Mi
senti? Eh? Ehi, Xarom, porca puttana!
Non tollero parolacce in un edificio della Santa Inquisizione si indign fra Miquel.
Comportatevi da bravi cristiani.
La luce era sparita del tutto e la sala era illuminata con una torcia dalla fiamma tremolante come
lanima di Xarom, che ascoltava in uno stato di semincoscienza le conclusioni dellalto tribunale lette
dalla potente voce di Nicolau Eimeric, che lo condannava, in presenza di testimoni, alla pena di morte
purificato dal fuoco, alla vigilia di San Giacomo Apostolo, poich si negava al pentimento con una
conversione che gli avrebbe risparmiato, se non la morte del corpo, almeno quella dellanima. Frate
Nicolau, dopo aver parafato la sentenza con la sua firma, avvert frate Miquel: Ai rei bisogna prima
tagliare la lingua. Ricordatevelo.
Non va bene la mordacchia, eccellenza?
Ai rei bisogna prima tagliare la lingua insistette con santa pazienza frate Nicolau. E non
tollerer negligenza alcuna.
Ma eccellenza...
La sanno lunga, mordono la mordacchia, la... E io voglio che gli eretici siano muti sin dal
momento in cui vengono portati davanti al rogo ancora da accendere, perch se conservassero la
capacit di parlare, potrebbero ferire gravemente con blasfemie e bestemmie la piet di coloro che
assistono alla funzione.
Qui non  mai successo che...
A Lleida, s. E finch io sar in carica, non lo permetter mai. Lo guard con gli occhi cos
neri che facevano male, e a voce pi bassa: Mai, non lo permetter mai. Alzando il tono:
Guardatemi negli occhi quando vi parlo, frate Miquel! Mai.
Si alz e abbandon in fretta la sala senza neanche guardare i segretari, il reo o gli altri presenti
perch era invitato a cena al palazzo episcopale, era in ritardo ed era assai infastidito dal caldo intenso
di quella giornata, dal mal di testa e dalla febbre nel suo corpo.
Fuori, con quel freddo estremo, lacquazzone si era trasformato in una nevicata abbondante e
silenziosa. Mentre guardava il colore iridescente del vino nel calice alzato, disse al suo anfitrione s,
sono nato nel seno di una famiglia benestante e molto religiosa, e la rettitudine morale della mia
educazione mi ha aiutato ad assumere nella mia limitata persona il pesante carico, per ordine diretto del
Fhrer espresso mediante istruzioni concrete del Reichsfhrer Himmler, di erigermi a difesa incolume
contro il nemico interno della patria. Questo vino  eccellente, dottore.
Grazie.  un onore per me che lo possa assaggiare in questa mia dimora improvvisata.
Improvvisata ma confortevole.
Un altro sorso. Fuori la neve copriva gi le vergogne della terra con uno spesso e pudico
lenzuolo di freddo. Il calore del vino. LObersturmbannfhrer Rudolf Hss, nato a Girona nel piovoso
autunno del 1320, in quellepoca cos lontana in cui la Terra era piatta e ai viaggiatori temerari
venivano cavati gli occhi quando si ostinavano, spinti dalla curiosit e dalla fantasia, a vedere la fine
del mondo, era particolarmente orgoglioso di bere quel vino a tu per tu con il prestigioso e ben situato
dottor Voigt, e non vedeva lora di farlo sapere, cos, di sfuggita, a qualche collega. La vita  bella.
Soprattutto adesso che la Terra era di nuovo piatta e che loro, con laiuto dello sguardo sereno del
Fhrer, stavano indicando allumanit doverano la forza, il potere, la verit e il futuro, e mostravano
come lindefettibile raggiungimento dellideale era incompatibile con ogni forma di compassione. La
forza del Reich ormai non aveva limiti e trasformava tutti gli atti di tutti gli Eimeric della storia in un
gioco da ragazzi. Con laiuto del vino, gli venne in mente una frase sublime:
Per me gli ordini sono sacri, per quanto possano sembrarmi pesanti, poich come SS devo
essere disposto al sacrificio totale della mia persona nel compimento del dovere verso la patria. Per
questo, nel 1334, quando ho compiuto quattordici anni, sono entrato nel convento dei frati predicatori
domenicani della mia citt di Girona e ho dedicato tutta la vita a far risplendere la Verit. Mi chiamano
crudele, il re Pietro mi odia, mi invidia e mi vorrebbe annientare, ma io mi mostro impassibile perch
contro la fede non difendo il re n mio padre, non riconosco mia madre e non rispetto il lignaggio,
poich al di sopra di tutto sono solo al servizio della Verit. In bocca a me troverete solo la Verit,
illustrissima.
Il vescovo, lui in persona, riemp il calice di fra Nicolau e questi ne bevve un sorso senza
neanche accorgersi di cosa beveva perch, adirato, proseguiva il suo discorso e diceva ho subito
lesilio, sono stato deposto dalla carica di inquisitore per ordine del re Pietro, sono stato eletto vicario
generale dellordine dei domenicani qui a Girona, ma ci che non sapete  che il maledetto re ha fatto
pressione sul santo padre Urbano, che alla fine non ha riconosciuto la mia nomina.
Questo non lo sapevo.
Il vescovo, seduto sulla sua comoda sedia ma con la schiena ben dritta, tutta la sua persona
allerta, osserv in silenzio linquisitore generale che si asciugava con la manica dellabito il sudore
dalla fronte. Dopo due padrenostri e qualcosa di pi: State bene, eccellenza?.
S.
Il vescovo tacque e bevve un sorso di vino.
Comunque, eccellenza, adesso siete di nuovo vicario generale.
La mia costanza e la fede in Dio e nella sua santa misericordia hanno fatto s che mi fossero
restituite la carica e la dignit di inquisitore generale.
Tutto  bene quel che finisce bene.
S, ma adesso il re mi minaccia con un nuovo esilio e voci amiche mi hanno fatto avvisare che
mi vuole morto.
Il vescovo ci riflett a lungo. Poi sua illustrissima alz timidamente un dito e disse il re Pietro
sostiene che la vostra ossessione per condannare lopera di Llull...
Llull? grid Eimeric. Voi avete mai letto qualcosa di Llull, illustrissima?
Be, io... Insomma... be, ss.
E che ne dite?
Quello sguardo nero di Eimeric che perforava le anime. Sua illustrissima deglut: Non so che
dire. A me... Io ho letto... Insomma, io non sapevo che.... Fin per capitolare: Io non sono un
teologo.
E io non sono ingegnere, ma sono riuscito a far s che i forni crematori di Birkenau
funzionassero ventiquattrore su ventiquattro senza scoppiare. E che i miei uomini addetti alla
sorveglianza dei branchi di ratti del Sonderkommando non impazzissero.
Come ha fatto, caro Oberlagerfhrer Hss?
Non lo so. Predicando la Verit. Facendo vedere a tutte le anime assetate che la dottrina
evangelica  una sola e che la mia sacra missione consiste nellevitare che lerrore e la malvagit
corrompano le essenze della Chiesa. Per questo motivo mi adopero per eliminare tutte le eresie, e il
modo pi efficace di farlo  eliminare gli eretici, relapsi o nuovi.
Tuttavia il re...
Linquisitore generale maggiore e vicario dellordine, venuto da Roma, lo ha ben compreso.
Conosceva lavversione del re Pietro nei riguardi della mia persona e ha ritenuto opportuno che,
malgrado tutto, io portassi avanti la condanna dellintera opera, libro per libro, dellabominevole e
pericoloso Ramon Llull. Non ha discusso alcun procedimento da noi intrapreso in tutti quegli anni e, in
unemotiva celebrazione della santa messa, al momento della predica, ha portato la mia umile persona a
esempio di come dovevano agire dal primo allultimo Oberlagerfhrer. Qualsiasi cosa dicesse il re di
Valencia, di Catalogna e Aragona e di Maiorca. A quel punto mi sono ritenuto un uomo felice perch
ero fedele al pi sacro dei giuramenti che avevo fatto e che potevo fare nella mia vita. Il problema,
casomai, era quella donna.
C una cosa che... Il vescovo, dopo aver esitato, alz il dito, prudente. Attenzione: non
dico che non meritino la morte. Guard il colore del vino nel calice e gli sembr rosso come la
fiamma. Non gli si pu...
Non gli si pu che cosa? Eimeric, impaziente.
Devono morire necessariamente sul rogo?
La pratica generale in tutta la Chiesa di Cristo conferma che devono morire sul rogo, s,
illustrissima.
 una morte orribile.
In questo momento sono divorato dalla febbre e non mi lamento, e continuo a lavorare per il
bene della Santa Madre Chiesa.
Insisto che la morte sul rogo  orribile.
Ma meritata! scoppi sua eccellenza. Ancora pi orribile  la bestemmia e la contumacia
nellerrore. O no, illustrissima?, mentre io guardavo il chiostro deserto, perso nei miei pensieri. E mi
accorsi di essere solo. Mi guardai intorno. Dove si  cacciata Kornelia?
Il gruppo di turisti aspettava paziente e disciplinato in un angolo del chiostro di Bebenhausen,
tranne Kornelia che... In quel momento la vidi: passeggiava pensierosa, sola, in mezzo al chiostro,
sempre imprevedibile. La osservai con un certo desiderio, mi sembr che si accorgesse che la stavo
guardando. Si ferm di spalle e si gir verso il gruppo che aspettava di essere pi nutrito per iniziare la
visita. Le feci un cenno con la mano, ma lei non mi vide o fece finta di non vedermi. Kornelia. Un
fringuello si ferm davanti a me, sulla fontana, bevve un sorso dacqua ed emise un trillo incantevole.
Adri ebbe un brivido.
La vigilia di San Giacomo, verso sera, lunica consolazione di Josep Xarom fu quella di
risparmiarsi lo sguardo di fra Nicolau, il difensore della Chiesa, che era a letto arso da una febbre
pertinace. Ma la relativa tiepidezza di fra Miquel de Susqueda, notaio e aiutante dellinquisitore
generale, non gli risparmi alcun dolore, alcuna sofferenza, alcun orrore. Nella pigra oscurit dellalba
di San Giacomo, riscaldata da giorni di sole inclemente, due donne e un uomo con tre mule cariche di
basti e ceste piene di ricordi, su cui erano adagiati cinque bambini addormentati, abbandonavano il
ghetto e intraprendevano la fuga lungo la riva del Ter, sulla scia delle due famiglie partite il giorno
prima. Si lasciavano dietro, nella nobile e ingrata citt di Girona del loro cuore, sedici generazioni di
Xarom e Meir. Si alzava ancora, lento, il fumo delliniquit in cui era scomparso lo sventurato Josep,
morto per un colpo dinvidia del suo delatore anonimo. Dola Xarom, lunica bambina che si svegli in
tempo per poter vedere per lultima volta le mura orgogliose della cattedrale stagliarsi contro le stelle,
pianse in silenzio, a passo di mula, la morte di tante cose in una sola notte. La scintilla della speranza
attendeva il gruppo a LEstartit, su una barca noleggiata dal povero Josep Xarom e da Massot
Bonsenyor qualche giorno prima, quando avevano visto arrivare il male, quando lo presentivano senza
sapere esattamente da dove, come e quando sarebbe caduto loro addosso.
Limbarcazione sfrutt il vento tiepido di ponente per allontanarsi dallincubo. Lindomani,
verso sera, fece sosta a Ciutadella de Menorca, dove imbarc altre sei persone, e tre giorni dopo arriv
a Palermo, dove riposarono qualche giorno per riprendersi dal mal di mare provocato dalle forti onde
nella traversata del Tirreno. Appena si furono ripresi, approfittando dei venti favorevoli, attraversarono
il mar Ionio e attraccarono nel porto albanese di Durazzo, dove sbarcarono infine le sei famiglie in fuga
dalle lacrime e in cerca di un luogo in cui nessuno si sentisse offeso dai loro sussurri dello shabbat.
Splendidamente accolti dalla comunit ebrea di Durazzo, si fermarono in questa citt.
Dola Xarom, la bambina fuggitiva, ebbe qui figli, nipoti e pronipoti, e a ottantanni ricordava
con ostinazione le strade silenziose del ghetto di Girona e la mole della sua cattedrale cristiana,
stagliata contro le stelle e velata dalle lacrime. Malgrado la nostalgia, la famiglia Xarom Meir visse e
prosper a Durazzo per dodici generazioni, e il tempo fu cos tenace nellinsistere che arriv un
momento in cui il ricordo dellantenato arso vivo dagli empi goyim si framment e quasi svan dalla
memoria dei figli dei figli dei figli, come il nome remoto dellamata Girona. Un bel giorno dellanno
dei patriarchi 5420, il nefasto anno cristiano del 1660, Emanuel Meir si lasci attrarre dalla prosperit
commerciale del mar Nero. Emanuel Meir, discendente di un pronipote di Dola la fuggitiva, si trasfer
nella chiassosa citt bulgara di Varna, sul mar Nero, allepoca in cui la Sublime Porta vi dettava legge.
I miei genitori, che erano ferventi cattolici in una Germania per lo pi luterana, avrebbero desiderato
che diventassi sacerdote. E io ci pensai a lungo.
Sarebbe stato un bravo sacerdote, Obersturmbannfhrer Hss.
S, credo di s.
Ne sono sicuro: qualsiasi cosa faccia, la fa sempre bene.
LObersturmbannfhrer Hss si gonfi come un pavone per il meritato elogio. Volle
approfondire largomento, con unaria pi solenne: Questa che ha appena indicato come una mia virt
pu anche essere la mia tomba. Ancor pi adesso che il Reichsfhrer Himmler deve venire a visitarci.
Perch?
Perch in veste di Oberlagerfhrer considero mie tutte le lacune del sistema. Per esempio,
dellultimo carico di taniche di gas Zyklon, ne rimangono in quantit sufficiente solo per due o al
massimo tre prestazioni e lintendente non ha pensato n di avvisarmi n di ordinarne delle altre.
Quindi, chiedi favori, fai arrivare camion che probabilmente dovrebbero stare da unaltra parte, e
trattieniti dal riprendere lintendente, perch tutti viviamo al limite delle nostre forze a O?wi?cim.
Pardon: a Auschwitz.
Immagino che lesperienza di Dachau...
Dal punto di vista psicologico, la differenza  abissale. A Dachau avevamo dei prigionieri.
A me risulta che ne morivano, e ne muoiono, moltissimi.
S, dottor Voigt, ma Dachau  un campo di prigionia. Auschwitz-Birkenau  un campo ideato,
pensato e calcolato per lo sterminio dei ratti. Se non fosse perch gli ebrei non sono umani, penserei
che stiamo vivendo in un inferno, con una porta, che  la camera a gas, e una destinazione, che sono i
forni crematori con le loro fiamme, o le fosse aperte nel bosco in cui vengono cremate le unit
rimanenti, perch la quantit di materiale che mi mandano non  sufficiente. Non avevo ancora parlato
di tutto questo con nessuno al di fuori del campo, dottore.
Fa bene a sfogarsi, Obersturmbannfhrer Hss.
Conto sul suo rispetto del segreto professionale, perch il Reichsfhrer...
Naturalmente. Lei che  cristiano... Uno psichiatra  come un confessore. Come il confessore
che avrebbe potuto essere.
Per qualche istante, gi che vuotava il sacco, allOberlagerfhrer Hss era passato per la testa di
dire qualcosa a proposito di quella donna, ma, dopo aver esitato a lungo, decise di non nominarla. Era
stato l l per farlo. Avrebbe dovuto stare pi attento con il vino. Si dilung sul fatto che i miei
sottoposti devono essere molto forti per svolgere i compiti a cui sono destinati. Laltro giorno, un
soldato di trentanni suonati, non un adolescente, eh?, si  messo a piangere in una baracca, in mezzo ai
suoi compagni.
Il dottor Voigt guard il suo ospite e dissimul la sorpresa; aspett che laltro bevesse un altro
bicchiere quasi senza respirare e lasci passare altri lunghi secondi prima di pronunciare la domanda
che laltro aspettava con ansia: E cosa  successo?.
Bruno, Bruno, svegliati!
Ma Bruno non si svegliava. Urlava e la pena gli usciva dalla bocca e dagli occhi. Il Rottenfhrer
Mathus fece avvisare i superiori, perch lui non sapeva che fare, e tre minuti dopo lo stesso
Oberlagerfhrer, lObersturmbannfhrer Rudolf Hss, si present sul posto, nel momento in cui il
soldato Bruno Lbke estraeva la pistola e se la infilava in bocca senza smettere di urlare. Un soldato
delle SS! Capisce, una SS!
Sullattenti, soldato! grid lObersturmbannfhrer Hss. Ma siccome il soldato urlava e si
spingeva ancora di pi la canna in gola, il suo superiore fece il gesto di impedirglielo e Bruno Lbke
spar con la speranza di andare dritto allinferno e di scordarsi per sempre Birkenau, la cenere che gli
facevano respirare e lo sguardo di quella bambina spiccicata alla sua Ursula che quello stesso
pomeriggio lui aveva spinto per fare entrare nella camera a gas e che poi aveva rivisto mentre un ratto
ebreo del Sonderkommando le rapava la testa e la metteva nel mucchio davanti ai forni crematori.
Hss guard con disprezzo il soldato steso a terra e la pozza di sangue pallido di quel vile
sciacallo e colse loccasione per improvvisare un discorso davanti ai soldati attoniti. Disse loro che non
c maggior consolazione interiore n maggior giubilo spirituale che avere la certezza assoluta che le
proprie azioni sono compiute in nome di Dio e con lintenzione di preservare la santa fede cattolica e
apostolica dai suoi numerosi nemici, che non si stancheranno mai fino ad annientarla, frate Miquel. E
se un altro giorno vacillate e ponete di nuovo in discussione pubblicamente il fatto se sia o meno
opportuna lamputazione della lingua dei rei confessi, per quanto possa riconoscere i servizi che mi
state prestando, vi assicuro che vi denuncer davanti alle pi alte autorit per rilassatezza e debolezza
non degne di un ufficiale del tribunale della Santa Inquisizione.
Ho parlato cos per misericordia, eccellenza.
Confondete la misericordia con la debolezza. Frate Nicolau Eimeric si mise a tremare di
rabbia contenuta. Se insistete, sarete colpevole di disobbedienza gravissima.
Fra Miquel chin la testa, tremando come una foglia, e si sent risucchiare lanima quando il suo
superiore aggiunse cominciate a sembrarmi sospetto di rilassatezza, e non solo per debolezza, ma per
connivenza con gli eretici.
Per lamor di Dio, eccellenza!
Non pronunciate il nome di Dio invano. E sappiate che so che la debolezza vi render traditore
e nemico della Verit.
Fra Nicolau si copr il volto con le mani e si immerse in preghiera a lungo. Dal fondo della sua
riflessione usc una voce cavernosa che diceva noi siamo lunico occhio attento al peccato, noi siamo i
guardiani dellortodossia, fra Miquel, abbiamo e siamo la verit, e per quanto vi possa sembrare duro il
castigo che infliggiamo alleretico, sia esso nel corpo come negli scritti, come nel caso
dellabominevole Llull, che mi rammarico di non aver potuto mettere al rogo, pensate che stiamo
applicando il diritto e la giustizia, cosa che non  esattamente un demerito, ma un grande merito. Vi
ricordo, inoltre, che siamo responsabili solo davanti a Dio e non davanti agli uomini. Se sono beati
quelli che hanno fame e sete della giustizia, fra Miquel, ancor pi lo sono quelli che applicano la
giustizia, specie se siete convinti che la nostra missione  stata disegnata in modo esplicito dal nostro
adorato Fhrer, che confida pienamente nellintegrit, nel patriottismo e nella durezza di spirito delle
sue SS. O forse qualcuno di voi ha qualche dubbio sui propositi del Fhrer? Li guard con aria
imperiosa, di sfida, mentre camminava su e gi in silenzio. O forse qualcuno dubita della capacit di
decisione del nostro Reichsfhrer Himmler? Cosa gli direte quando dopodomani si presenter qui? Eh?
E poi, dopo una drammatica pausa, di ben cinque secondi: Portate via questa carogna!
Bevvero ancora un paio di bicchieri, o forse quattro o cinque, e lui raccont altre cose che non
ricordava esattamente, trascinato dalleuforia che gli dava levocazione di quella scena eroica.
Rudolf Hss usc dalla residenza del dottor Voigt fortemente rincuorato e con un leggero senso
di nausea. Non lo preoccupava linferno di Birkenau, ma la debolezza umana. Nonostante tutti i
giuramenti solenni proferiti, quegli uomini e quelle donne non erano in grado di resistere alla morte da
cos vicino. Non avevano lanima dacciaio e spesso si sbagliavano, e non c peggior modo di fare le
cose che doverle ripetere per... Insomma, uno schifo. Per fortuna che non aveva neanche accennato
allesistenza di quella donna. Allora mi accorsi che, senza volerlo, controllavo con la coda dellocchio
se Kornelia sorrideva a un altro visitatore o... Non mi piacerebbe essere un tipo geloso, pensai. Ma 
una ragazza che... Ecco! Finalmente eravamo dieci e la visita poteva cominciare. La guida entr nel
chiostro e disse il monastero di Bebenhausen, che adesso visiteremo, fu fondato nel 1180 da Rudolf I di
Tubinga e secolarizzato nel 1806. Io cercai con gli occhi Kornelia, che in quel momento era accanto a
un ragazzo molto bello che le sorrideva. Lei mi guard, finalmente, e a Bebenhausen faceva freddo.
Che vuol dire secolarizzato?, chiese un uomo basso e calvo.
Quella sera Rudolf e Hedwig Hss non consumarono latto sessuale. Erano troppi i pensieri in
testa e la conversazione con il dottor Voigt gli si ripresentava continuamente. E se aveva parlato
troppo? E se il terzo o il quarto o il settimo bicchiere gli aveva fatto dire cose che non avrebbe mai
dovuto dire? La sua ossessione dellorganizzazione perfetta cadeva a pezzi davanti agli enormi sbagli
commessi dai suoi subordinati nelle ultime settimane e non poteva assolutamente permettere,
assolutamente, che il Reichsfhrer Himmler in persona pensasse che lui potesse deluderlo, poich tutto
ebbe inizio quando entrai nellordine dei predicatori, guidato dalla mia fede assoluta nelle direttrici del
Fhrer. Al noviziato, guidati dalla mano affabile di frate Anselm Copons, imparammo a indurire il
cuore davanti alle miserie umane, perch ogni SS deve saper offrire il sacrificio totale della propria
personalit allassoluto servizio del Fhrer. E l dove i frati predicatori avevano un ruolo essenziale 
proprio nellestirpazione dei pericoli interni.  mille volte pi pericolosa per la vera fede la presenza di
un eretico che quella di un infedele. Leretico ha assorbito gli insegnamenti della Chiesa e vive
allinterno di essa, ma al tempo stesso, con la sua velenosa costituzione pestifera, corrompe gli elementi
sacri della santa istituzione. La decisione presa nel 1941 per risolvere definitivamente il problema fu
quella di lasciare la Santa Inquisizione come un branco di apprendisti buoni per lasilo e programmare
lo sterminio di tutti gli ebrei senza eccezione alcuna. E se doveva esserci orrore, che lorrore fosse
infinito. E se doveva esserci crudelt, che la crudelt fosse assoluta, perch era la storia che prendeva la
parola. Naturalmente, un obiettivo cos difficile da raggiungere, una prodezza cos ardita, poteva essere
compiuta solo da veri eroi con il cuore di ferro e la volont di acciaio. E io, come frate predicatore
fedele e disciplinato, mi misi allopera. Fino al 1944 solo io e alcuni altri medici conoscevamo gli
ordini finali del Reichsfhrer: iniziare dai malati e dai bambini e utilizzare quelli che potevano ancora
lavorare soltanto per motivi economici. Mi misi al lavoro con lassoluta volont di essere fedele al mio
giuramento da SS. Per questo nella Chiesa non consideriamo gli ebrei infedeli, ma eretici che vivono in
mezzo a noi, ostinati nella propria eresia che ebbe inizio con la crocifissione di Ges Nostro Signore e
continua in ogni luogo e in ogni momento con la pervicacia a non abiurare i loro falsi credo, a
perpetrare sacrifici umani con creature cristiane e a inventare atti esecrabili contro i santi sacramenti,
come nel summenzionato caso delle ostie consacrate profanate dal perfido Josep Xarom. Per questa
ragione, gli ordini che ho dato a tutti gli Schutzhaftlagerfhrer di tutti i campi dipendenti da Auschwitz
sono ordini severi: la strada era stretta, dipendeva dallefficienza dei forni crematori, il raccolto era
troppo abbondante, migliaia e migliaia di ratti, e la soluzione era rimessa alle nostre mani. La realt,
che non si avvicina mai allideale puro,  che i forni crematori I e II possono incinerare duemila unit
in ventiquattro ore, e per evitare guasti non posso superare questa cifra.
E gli altri due? gli aveva chiesto il dottor Voigt prima del quarto bicchiere.
Il III e il IV sono la mia croce: non arrivano a millecinquecento unit al giorno. Mi hanno
molto deluso i modelli scelti. Se i superiori ascoltassero chi davvero ci capisce qualcosa... Non la
prenda come una critica ai nostri dirigenti, dottore aveva detto durante la cena, o forse al quinto
bicchiere. Con tutto il lavoro che avevamo, qualsiasi tipo di sentimento paragonabile alla compassione
doveva essere non solo estirpato dalle menti dei soldati delle SS, ma durissimamente castigato per il
bene della patria.
E dove va a finire la... i residui?
Carichiamo la cenere sui camion e la buttiamo nella Vistola. Il fiume trascina ogni giorno
tonnellate di cenere fino al mare, che  la morte, come ci insegnavano i classici latini nelle lezioni
indimenticabili di frate Anselm Copons al noviziato, a Girona.
Come?
Sono solo il sostituto del notaio, eccellenza. Io...
Ma che avete appena letto, disgraziato?
Be, che... che Josep Xarom vi ha maledetto poco prima che le fiamme...
Non gli avevano tagliato la lingua?
Lo ha impedito frate Miquel. Con la sua autorit di
Frate Miquel? Frate Miquel de Susqueda? Pausa drammatica di mezza avemaria. Fate
venire questa carogna.
Il Reichsfhrer Heinrich Himmler, venuto da Berlino,  stato comprensivo.  un uomo saggio e
si rende conto della pressione sotto cui vivono gli uomini di Rudolf Hss, per questo  passato
elegantemente, molto elegantemente, sopra alle carenze che tanto mi mortificano. Ha considerato
buona la cifra giornaliera di eliminazioni, sebbene sulla sua nobile fronte abbia visto unombra di
preoccupazione perch occorre risolvere al pi presto il problema ebreo e siamo appena a met del
processo. Non ha ostacolato alcuna mia iniziativa e, in una cerimonia emotiva con lo stato maggiore del
Lager, ha portato la mia umile persona a esempio di come dovevano operare dal primo allultimo
ufficiale dellalto tribunale dellInquisizione. Potevo ritenermi un uomo felice perch ero fedele ai pi
sacri giuramenti che avevo fatto nella vita. Il problema, casomai, era quella donna.
Mercoled, dopo che Frau Hedwig Hss era uscita con il gruppo di donne per andare a fare un
po di spesa in paese, lObersturmbannfhrer Hss aveva aspettato che lei arrivasse a casa, sotto la
sorveglianza della guardia, con quegli occhi, con quel viso cos dolce, con quelle mani cos perfette da
poter sembrare davvero, in certi momenti, un essere umano. Aveva fatto finta di sbrigare del lavoro che
gli si era accumulato sulla scrivania e laveva osservata mentre spazzava il pavimento, che, nonostante
ci passassero la scopa due volte al giorno, era sempre coperto da un finissimo strato di cenere.
Eccellenza... Non sapevo che foste qui.
Non importa, fai pure.
Alla fine, dopo giorni di tensione, di sguardi furtivi, di fantasie demoniache ossessive, sempre
pi potenti e insuperabili, il demonio della carne si era impadronito della volont ferrea di frate Nicolau
Eimeric, che, malgrado i sacri abiti che indossava, disse basta, non resisto, abbracci quella donna da
dietro, con le mani premute contro quei seni tentatori, e appoggi la venerabile barba su quella nuca
che prometteva mille delizie. La donna, spaventata, lasci cadere il fascio di legna e rimase dritta,
rigida, senza sapere che fare, contro la parete del corridoio scuro, senza capire se doveva gridare,
mettersi a correre o prestare un inestimabile servizio alla Chiesa.
Alzati la gonna disse Eimeric mentre si scioglieva il rosario da quindici decine che gli
cingeva labito.
Lunit numero 615428, proveniente dal carico A27 della Bulgaria di gennaio 1944, salvata
allultimo momento dalla camera a gas perch qualcuno aveva deciso che sarebbe servita per il lavoro
domestico, non os guardare negli occhi quellufficiale nazista, terrorizzata, e pens unaltra volta no,
Signore, Dio Altissimo e misericordioso. LObersturmbannfhrer Hss, senza irritarsi, comprensivo,
ripet lordine. Poich la donna non reagiva, pi con impazienza che con brutalit la spinse sulla
poltrona, le strapp i vestiti e le accarezz gli occhi, la faccia, lo sguardo cos dolce. Quando lebbe
penetrata, estasiato da quella bellezza selvatica, nata dalla debolezza e dallannichilamento, fu
consapevole che la numero 615428 gli era rimasta attaccata per sempre alla pelle. La 615428 doveva
essere il segreto pi inviolabile della sua vita. Si alz precipitosamente, padrone di nuovo della
situazione, si sistem labito, disse alla donna vestiti, sei, uno, cinque, quattro, due, otto. Sbrigati. Poi le
disse chiaramente che l non era successo niente e le giur che se ne avesse parlato con qualcuno,
avrebbe fatto incarcerare il Guercio di Salt, suo marito, e anche suo figlio e sua madre, e avrebbe
accusato lei di stregoneria, perch non sei altro che una strega che ha cercato di sedurmi con i suoi
malefici poteri.
Per qualche giorno loperazione si ripet. La prigioniera 615428 si doveva inginocchiare, nuda,
e lObersturmbannfhrer Hss la penetrava e sua eccellenza Nicolau Eimeric, ansimante, le ricordava
che se parli con quel disgraziato del Guercio di Salt, sarai tu ad andare sul rogo come strega, tu che mi
hai stregato, e la 615428 non poteva dire n s n no perch poteva solo piangere di orrore.
Hai il mio rosario da cintura? disse sua eccellenza. Se me lhai rubato, preparati.
Finch quello stupido dottor Voigt si interess al violino e oltrepass la linea che nessun
inquisitore generale poteva permettere si oltrepassasse. Ci malgrado, Voigt vinse la partita e
lOberlagerfhrer Eimeric dovette lasciare cadere, con un colpo secco, lo strumento sul tavolo.
Vada pure a spifferare i segreti di confessione, bastardo.
Non sono mica un prete.
Lo Sturmbannfhrer Voigt afferr il violino con le mani avide e Rudolf Hss fece sbattere
esageratamente la porta quando usc per precipitarsi nella cappella della sede inquisitoriale, dove
rimase in ginocchio per due ore, piangendo per la sua debolezza davanti alla tentazione della carne,
finch il nuovo segretario maggiore, preoccupato perch non si era presentato alla prima udienza
preliminare, lo trov in quelledificante stato di santa devozione e piet. Frate Nicolau si alz, disse al
segretario di non aspettarlo fino al giorno successivo e si diresse verso lufficio dei registri.
Lunit 615428.
Un momento, Obersturmbannfhrer. S. Carico A27 dalla Bulgaria del 13 gennaio dellanno in
corso.
Come si chiama?
Elisaveta Meireva. Che curioso,  tra le poche che ha la scheda compilata.
Che c scritto?
Il Gefreiter Hnsch consult lo schedario, estrasse una scheda e lesse Elisaveta Meireva, anni
diciotto, figlia di Lazar Meirev e di Sara Meireva di Varna. Non dice nientaltro. Qualche problema,
Obersturmbannfhrer?
Elisaveta, dolci occhi di fata, occhi di strega, labbra di muschio fresco; peccato che sia cos
magra.
Qualcosa non va, Obersturmbannfhrer?
No, no... Ma... Deve rientrare oggi stesso nel programma, con procedura durgenza.
Le rimangono sedici giorni al Kommando al servizio domestico di
 un ordine, Gefreiter.
Io non posso...
Sa cos lordine di un superiore, Gefreiter? E si alzi quando le parlo.
S, Obersturmbannfhrer!
Proceda, dunque!
Ego te absolvo a peccatis tuis, in nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti,
Obersturmbannfhrer.
Amen rispose frate Nicolau mentre baciava con umilt la croce di filo dorato della stola del
venerabile padre confessore, con lanima felicemente sollevata dal sacramento della confessione.
Per voi cattolici  facile, con la confessione fece Kornelia in mezzo al chiostro, con le braccia
aperte, lasciandosi bagnare dal sole di primavera.
Io non sono cattolico. Non sono credente. E tu?
Kornelia si strinse nelle spalle. Quando non aveva una buona risposta, si stringeva nelle spalle e
taceva. Adri cap che largomento la metteva a disagio.
Visti da fuori dissi, preferisco i luterani: si tengono il carico della colpa fino alla morte.
Non mi piace parlare di questi temi fece Kornelia, molto tesa.
Perch?
Che ne so, mi fanno pensare alla morte. Lo prese sottobraccio e si allontanarono dal
monastero di Bebenhausen. Di, che perdiamo lautobus.
Sullautobus, Adri, guardando il paesaggio senza vederlo, si mise a pensare a Sara, come
faceva sempre quando abbassava la guardia. Lo umiliava accorgersi che i tratti del volto di lei
cominciavano a sfumare nella sua mente. Gli occhi erano scuri, ma erano neri o marrone scuro? Sara,
di che colore erano i tuoi occhi? Sara, perch te ne sei andata? La mano di Kornelia strinse la sua mano
e Adri sorrise tristemente. Quel pomeriggio sarebbe andato in giro per i caff di Tubinga, prima a bere
una birra, e poi, quando non ne avesse pi avuto voglia, a chiedere un t caldo e a cenare alla
Deutsches Haus perch, tranne studiare e andare ai concerti, Adri non sapeva che altro si poteva fare a
Tubinga. Leggere Hlderlin. Ascoltare Co?eriu quando si indignava con quel fesso di Chomsky, il
generativismo e tutte quelle storie.
Quando scesero davanti al Brechtbau, Kornelia gli disse allorecchio stasera non venire a casa
mia.
Perch?
Perch sono occupata.
Se ne and senza dargli un bacio e Adri sent una specie di vertigine in mezzo allanima. E
tutto per colpa tua, perch mi avevi lasciato senza alcuna ragione per vivere, e pensare che stavamo
insieme solo da qualche mese, Sara, ma io con te vivevo tra le nuvole, perch tu eri la cosa migliore
che mi fosse mai potuta succedere, finch sei fuggita, e Adri, una volta a Tubinga, lontano dal suo
ricordo doloroso, aveva passato quattro mesi a studiare come un disperato, cercando di iscriversi, senza
mai riuscirci, a qualche corso di Co?eriu, ma ascoltandolo di nascosto, andando a tutte le conferenze, i
seminari, gli incontri e le riunioni aperte che offrivano al Brechtbau, nelledificio inaugurato da poco, o
da qualsiasi altra parte, soprattutto alla Burse, e quando di colpo era arrivato linverno, la stufa elettrica
della sua stanza a volte non bastava, ma lui continuava a studiare per non pensare Sara, Sara, perch te
ne sei andata senza dire niente, e quando la tristezza era troppo forte usciva a passeggiare sulla riva del
Neckar, con il naso gelato, arrivava fino alla torre di Hlderlin e pensava che se non avesse fatto
qualcosa sarebbe impazzito damore. Poi un giorno la neve aveva cominciato a sciogliersi e il
paesaggio pian piano rifioriva, e a lui sarebbe piaciuto non essere triste per potersi accorgere delle
sfumature del verde. E poich non aveva alcuna intenzione di tornare a casa per lestate, insieme alla
madre lontana, aveva deciso di cambiare vita, di ridere un po, di bere birra con i compagni della
pensione, di frequentare il Clubhaus della facolt, di ridere semplicemente, senza un motivo, e di
andare al cinema a vedere storie noiose e incredibili e, soprattutto, di non morire damore, e con una
sorta di irrequietudine sconosciuta aveva cominciato a guardare le studentesse con occhi diversi, adesso
che si toglievano i giacconi e i cappelli, e si era accorto che erano molto belle; questo gli attenuava un
po il ricordo del volto di Sara la fuggitiva, ma non eliminava le domande che mi sono fatto tutta la
vita, come ad esempio a cosa ti riferivi quando mi hai detto che eri fuggita piangendo e dicendo
unaltra volta no, non  possibile. Ma a Storia dellestetica I Adri si era seduto dietro a una ragazza
con i capelli neri e ricci, che aveva uno sguardo da far girare la testa, che si chiamava Kornelia Brendel
ed era di Offenbach. Laveva notata perch gli sembrava irraggiungibile. Le aveva sorriso e lei aveva
ricambiato il sorriso, subito dopo erano andati a bere un caff al bar della facolt e lei non riusciva a
capire com possibile che non si senta per niente che sei straniero, credevo che fossi tedesco, davvero.
Erano usciti dal bar ed erano andati insieme in quel parco che si apriva alla primavera, e Kornelia 
stata la prima donna con cui sono andato a letto, Sara, e labbracciavo facendo finta che... Mea culpa,
Sara. Ho cominciato ad amarla, anche se a volte diceva qualcosa che non capivo fino in fondo. Ma
sostenevo il suo sguardo. Mi piaceva, Kornelia. Siamo stati insieme cos qualche mese. Io mi afferravo
a lei disperatamente. Per questo mi turb quando, allinizio del secondo inverno, tornando dalla visita
al monastero di Bebenhausen, mi disse stasera non venire a casa mia.
Perch?
Perch sono occupata.
Se ne and senza dargli un bacio e Adri sent una specie di vertigine in mezzo allanima,
perch non sapeva se a una donna si poteva rispondere ehi, ehi, che vuol dire che sei occupata? O se
bisogna essere prudenti e pensare che  abbastanza grande per dare delle spiegazioni. O s? Non  la tua
ragazza? Kornelia Brendel, vuoi prendere Adri Ardvol i Bosch come tuo ragazzo? Hai dei segreti,
Kornelia Brendel?
Adri lasci che Kornelia si allontanasse sulla Wilhelmstrasse senza chiederle una spiegazione,
perch in fondo era lui che aveva dei segreti con Kornelia: non le aveva ancora detto niente di Sara, per
esempio. Va bene, ma due minuti dopo si era gi pentito di non averla trattenuta. Non la vide n a
Greco n a Filosofia dellesperienza. N al seminario aperto di Filosofia morale che non si perdeva per
nessuna ragione al mondo. Cos, vergognandomi molto di me stesso, mi diressi sulla Jakobsgasse e mi
fermai, seminascosto e vergognandomi ancora di pi con me stesso, allangolo con Schmiedtorstrasse,
come se stessi aspettando il 12. Ma dopo aver lasciato passare dieci o dodici 12, ero ancora l in piedi,
con il freddo che mi martirizzava i piedi, cercando di scoprire il segreto di Kornelia.
Alle cinque di pomeriggio, quando ero gi congelato dal cuore in gi, apparvero Kornelia e il
suo segreto. Lei indossava il suo solito giaccone, cos bella, cos Kornelia. Il segreto era il ragazzo alto,
biondo, belloccio, sorridente che aveva conosciuto nel chiostro di Bebenhausen e che ora la baciava,
prima di entrare nelledificio. La baci molto meglio di come la baciavo io. I problemi iniziarono qui.
Non perch io lavessi spiata, ma perch lei se ne accorse mentre chiudeva la tenda del soggiorno: vide
Adri allangolo davanti casa, gelato, che la guardava incredulo, con gli occhi spalancati, aspettando il
12. Quella sera piansi per strada e, arrivato a casa, trovai una lettera di Bernat; erano mesi che non
avevo sue notizie e la lettera mi assicurava che scoppiava di felicit, che si chiamava Tecla e che mi
sarebbe venuto a trovare, che io lo volessi o meno.
Da quando ero a Tubinga il rapporto con Bernat si era un po raffreddato. Io non scrivo lettere:
be, insomma, da giovane non ne scrivevo. Il suo primo segnale di vita era stata una cartolina suicida
spedita da Palma, con il testo alla vista della censura militare franchista, in cui diceva sto suonando la
tromba per il colonnello del reggimento, rompendomi le palle quando non ci fanno uscire o rompendole
agli altri quando studio il violino. Odio la vita, i militari, il regime e tutte le loro stronzate. E tu come
stai? Non mi indicava lindirizzo dove avrei dovuto spedire la risposta e Adri la sped a casa dei
genitori. Mi sembra che gli parlassi di Kornelia, ma molto di sfuggita. Per quellestate andai a
Barcellona e, attingendo da un conto che mia madre aveva aperto per me, pagai una bella cifra a Toti
Dalmau, che era gi medico, perch mi facesse fare un paio di visite allospedale militare, da cui uscii
con il certificato di problemi cardiorespiratori gravi che mi impedivano di servire la patria. Adri, per
una causa che considerava giusta, aveva mosso i fili della corruzione. E non me ne pento. Nessuna
dittatura ha il diritto di rubarti un anno e mezzo o due della tua vita, amen.
...
.
...
Capitolo venticinque.
...
.
...
Voleva venire con Tecla. Gli dissi che a casa avevo solo un letto e che quindi..., ma non era un
buon motivo perch sarebbero potuti andare tranquillamente allostello. Poi mi disse invece che Tecla
non poteva venire perch si era ritrovata improvvisamente con un sacco di lavoro, il che voleva dire, mi
confess pi tardi, che i suoi genitori non le avevano permesso di fare un viaggio cos lungo con questo
ragazzo troppo alto, con i capelli troppo lunghi e lo sguardo troppo triste. Mi fece piacere che non si
presentasse con la ragazza, perch altrimenti non avremmo potuto parlare davvero, il che voleva dire
che Adri si sarebbe sentito cos invidioso da non riuscire neanche a respirare e avrebbe detto ma che
fai con una donna, non sai che gli amici vengono sempre prima di tutto; sai a cosa mi riferisco,
disgraziato? Gli amici! E lavrei detto per quel ccazzo di invidia e disperazione che sentivo nel vedere
che i miei problemi cardiaci con Kornelia stavano prendendo la stessa strada di quelli che avevo avuto
con te, amore mio. Con un vantaggio: che nel caso di Kornelia avevo scoperto il segreto. I segreti. E
nel tuo caso... ancora mi chiedevo perch eri fuggita a Parigi. Venne solo, quindi, con un violino da
studio e molta voglia di parlare. Mi sembr che fosse cresciuto ancora. Ormai mi superava di una
buona spanna. E cominciava a guardare il mondo con un po meno di impazienza. Ogni tanto gli
affiorava addirittura sulle labbra un sorriso senza motivo, cos, perch la vita.
Sei innamorato?
Il sorriso si accentu. S, era innamorato. Perdutamente innamorato. Non come me, che ero
perdutamente disorientato da una Kornelia che non appena mi distraevo se ne andava con un altro
perch  let delle esperienze. Invidiai quel sorriso tranquillo di Bernat. Ma un particolare mi
preoccup. Una volta sistemato nella mia stanza, sulla brandina, apr la custodia del violino. I violinisti
pi o meno professionisti nella custodia non portano solo il violino; ci portano mezza vita: un paio o tre
archetti, resina per le corde, qualche fotografia, partiture in una tasca laterale, corde di ricambio e
quellunica critica, uscita su una rivista locale. Bernat ci teneva il violino da studio, un archetto e
nientaltro. Una cartellina, s. E fu la prima cosa che apr: la cartellina. Cera un testo scritto su vari
fogli tenuti maldestramente insieme da una grappetta. Me lo porse. Tieni, leggi.
Cos?
Un racconto. Sono scrittore.
Il modo in cui disse sono scrittore mi preoccup. In effetti, mi ha preoccupato tutta la vita. Con
il suo solito poco tatto, voleva che lo leggessi in quel momento. Lo presi, guardai il titolo e la quantit
di fogli, poi dissi lo dovr leggere con calma.
Certo, certo. Esco a fare un giro.
No. Lo leggo stasera, allora di leggere. Dimmi com Tecla.
Mi disse che era cos e cos, che aveva delle fossette deliziose sulle guance, che laveva
conosciuta al conservatorio del Liceu; lei suonava il piano e lui il primo violino nel quintetto di
Schumann.
Fosse stato per lui non ci saremmo mai mossi, cos presi la giacca e dissi seguimi e lo portai alla
Deutsches Haus, piena come sempre, e guardai di sfuggita se per caso mi imbattevo in Kornelia e in
qualcuna delle sue esperienze, per questo non stavo molto attento alla conversazione con Bernat che,
dopo aver chiesto per sicurezza lo stesso che prendevo io, cominci a dirmi mi manchi, perch io non
voglio andare a studiare fuori e...
Ti sbagli.
Preferisco fare un viaggio interiore. Per questo sto cominciando a scrivere.
Scemenze. Tu devi viaggiare, devi cercare maestri che ti tolgano la polvere di dosso.
Questa cosa fa schifo.
No:  Sauerkraut.
Come?
Crauti. Ti ci abituerai.
Per il momento, non cera traccia di Kornelia. A met wurstel ero gi pi sereno e quasi non ci
pensavo pi.
Voglio lasciare il violino disse, credo, per provocarmi.
Te lo proibisco.
Aspetti qualcuno?
No, perch?
Be, perch sei... Insomma,  come se aspettassi qualcuno.
Perch dici che vuoi lasciare il violino?
Tu perch lhai lasciato?
Lo sai. Perch non sono bravo.
Io neanche. Non so se te ne ricordi: mi manca anima.
Studiando fuori la troverai. Vai a lezione con Kremer, o con quel tizio, Perlman. O fatti sentire
da Stern. Accidenti: lEuropa  piena di grandi maestri che non conosciamo. Metticela tutta. Giocatela.
O vai in America.
Non ho futuro come solista.
Stronzate.
E tu che ne sai. Non posso fare di pi.
Daccordo. Allora puoi essere un degno violinista dorchestra.
Voglio ancora fare qualcosa di importante.
Sta a te decidere: o te la giochi o non te la giochi. Puoi fare qualcosa di importante stando
davanti al tuo leggio.
No. Sto perdendo lentusiasmo.
E quando fai musica da camera? Non sei felice?
Qui Bernat ci pens un attimo e tentenn guardando la parete. Lo lasciai con i suoi
tentennamenti perch in quel momento entrava Kornelia con una nuova esperienza sottobraccio e io
volevo morire e la seguii con lo sguardo. Fece finta di non vedermi e si sedettero dietro di me. Sentii un
vuoto orribile alla schiena.
Forse s.
Cosa?
Bernat mi guard allibito. Con pazienza: Forse quando faccio musica da camera mi sento
felice, s.
Della musica da camera di Bernat quella sera me ne fregava davvero poco o niente. La priorit
era il vuoto, il prurito alla schiena. Mi girai, facendo finta di cercare la cameriera bionda. Kornelia
rideva leggendo la lista dei wurstel e salsicce varie sul men plastificato. Lesperienza aveva dei baffi
spaventosi e del tutto fuori luogo. Diametralmente opposto al segreto alto e biondo di dieci giorni
prima.
Che hai?
Io? Perch? Che ho?
Non lo so. Sei come...
Allora Adri sorrise alla cameriera che passava l davanti e le chiese un po di pane, poi guard
Bernat e disse di, di, scusa, stavo...
Ti dicevo che quando faccio musica da camera forse s che...
Vedi? E se suoni lintegrale di Beethoven con Tecla?
Il prurito alla schiena era ancora cos intenso che non pensai che quello che stavo dicendo
potesse essere unemerita scemenza.
S, posso farlo. E poi? Chi ci chieder di farlo in una sala? O di inciderlo in una dozzina di LP?
Eh?
Be... il solo fatto di suonarla... Scusa un attimo.
Mi alzai e andai verso il bagno. Passai davanti a Kornelia e alla sua esperienza, la guardai, lei
alz la testa, mi vide, disse ciao e continu a consultare il men. Ciao. Come se fosse la cosa pi
normale del mondo, dopo averti giurato amore eterno o quasi, ed essere andata a letto con te, si prende
unesperienza e quando la incontri ti dice ciao, e continua a consultare la lista delle salsicce. Fui sul
punto di dire il mio Bratwurst  molto buono, signorina. Andando verso il bagno sentii lesperienza che
diceva, con un terribile accento bavarese, chi  questo tizio del Bratwurst? Mi persi la risposta di
Kornelia perch, per far passare delle cameriere che arrivavano con i vassoi pieni, mi infilai in bagno.
Dovemmo saltare i cancelli appuntiti per poter passeggiare nel cimitero di notte. Faceva molto
freddo, ma avrebbe fatto bene a tutti e due perch avevamo bevuto litri di birra, lui dietro alla musica
da camera, io conoscendo nuove esperienze. Gli parlai delle lezioni di ebraico e delle materie di
filosofia che intercalavo a quelle di filologia e della mia decisione di passare tutta la vita a studiare, e se
posso insegnare alluniversit, perfetto; senn, diventer un erudito privato.
E come farai a guadagnarti da vivere? Ammesso che tu ne abbia bisogno.
Posso sempre venire a cena a casa tua.
Quante lingue parli?
Tu non lasciare il violino.
Sto per farlo.
E perch lhai portato?
Per allenare le dita. Domenica suono a casa di Tecla.
Bello, no?
Oh, s. Appassionante. Ma devo fare colpo sui suoi genitori.
Cosa suonate?
Csar Franck.
Per qualche minuto entrambi, ne sono sicuro, abbiamo ricordato linizio della sonata di Franck,
quel dialogo cos elegante tra i due strumenti che era solo lintroduzione a grandi piaceri.
Mi dispiace avere abbandonato il violino dissi.
Un po tardi per lamentarti, coglione.
Te lo dico perch non voglio che tra qualche mese ti ritrovi anche tu cos e mi maledica per
non averti avvisato.
Voglio essere uno scrittore.
Va benissimo che tu scriva. Ma non c bisogno di rinunciare a
Cazzo, vuoi smetterla di fare il paternalista?
Vai al diavolo.
Hai saputo qualcosa di Sara?
Camminammo in silenzio fino alla fine della strada, fino alla tomba di Franz Grbbe. Mi stavo
accorgendo che avevo fatto bene a non parlargli di Kornelia e delle mie pene. A quei tempi davo gi
importanza allimmagine che proiettavo sugli altri.
Bernat ripet la domanda solo con lo sguardo e non insistette. Il freddo era tagliente e mi faceva
lacrimare.
Perch non torniamo? proposi.
Chi  questo Grbbe?
Adri guard la grossa croce con aria pensierosa. Franz Grbbe, 1918-1943. Lothar Grbbe,
con la mano tremante e indignata, scost il ramo di rovo che qualcuno aveva messo l come un insulto.
Il rovo lo graffi e lui non pot pensare alla rosellina di macchia di Schubert perch da tempo i suoi
pensieri erano stati sequestrati dalla sventura. Appoggi amorosamente sulla lapide un mazzo di rose
bianche come lanima di suo figlio.
Stai cercando la tua rovina gli disse Herta, che tuttavia laveva voluto accompagnare. Questi
fiori gridano.
Non ho niente da perdere. Si rialz. Anzi: ho vinto il premio di un figlio eroe, coraggioso e
martire.
Si guard intorno. Lalito usciva in forma di nuvola densa. Sapeva che quella sera le rose
bianche, oltre a essere un grido di ribellione, si sarebbero gi gelate. Ma era da un mese che avevano
seppellito, se cos si pu dire, Franz e lui aveva promesso a Anna di portargli dei fiori il sedici di ogni
mese finch avesse potuto camminare. Era il minimo che poteva fare per suo figlio, leroe, il
coraggioso, il martire.
 uno importante questo Grbbe?
Eh?
Perch ti fermi qui?
Franz Grbbe, millenovecentodiciotto, millenovecentoquarantatr.
Chi ?
Non ne ho idea.
Cacchio, fa freddo a Tubinga.  sempre cos?
Lothar Grbbe aveva vissuto in silenzio e imbronciato dallarrivo di Hitler al potere e mostrava
il suo silenzioso broncio ai vicini, che facevano finta di non vedere Lothar Grbbe imbronciato e
dicevano questuomo  in cerca di guai; e lui, imbronciato, parlava con la sua Anna mentre passeggiava
da solo nel parco; le diceva non  possibile che nessuno si ribelli, non  possibile. E quando Franz era
tornato dalluniversit, dove perdeva il tempo studiando leggi che dovevano essere abolite dal Nuovo
Ordine, gli era caduto il mondo addosso perch il suo Franz, con gli occhi scintillanti dallemozione,
gli aveva detto pap, seguendo le indicazioni e i desideri del Fhrer, ho appena chiesto di entrare nelle
SS ed  molto probabile che mi accettino perch ho potuto verificare che siamo senza macchia fino a
cinque o sei generazioni. E Lothar, perplesso, sconcertato, aveva detto che thanno fatto, figlio mio,
perch...
Pap: Entriamo in Una Nuova Era Fatta Di Potenza, Energia, Luce e Futuro. Eccetera, Pap. E
voglio che tu possa rallegrartene.
Lothar pianse davanti a quel figlio entusiasta, che lo rimprover per le sue lacrime facili. La
sera raccont tutto alla sua Anna e le disse perdonami, Anna,  colpa mia,  colpa mia perch lho
lasciato andare a studiare lontano da casa; ce lhanno infettato di fascismo, Anna, amore mio. Lothar
Grbbe ebbe molto tempo per piangere perch un brutto giorno il giovane Franz, che era di nuovo
lontano da casa, non volle imbattersi nello sguardo pieno di rimprovero di suo padre e si limit a
spedirgli un entusiastico telegramma che diceva La Terza Compagnia Delle Waffen-SS di Non So Che
Cavolo Di Non So Che, Pap, Viene Mandata Al Fronte Del Sud. Stop. Finalmente Potr Offrire La
Vita Al Mio Fhrer. Stop. Non Piangere Per Me Se Fosse Questo Il Caso. Stop. Vivr Eternamente Nel
Walhalla. Stop. Lothar pianse e decise che quello doveva essere un segreto e quella sera non disse a
Anna che aveva ricevuto un Telegramma di Franz, Pieno di Odiose Maiuscole.
Drago Gradnik dovette chinare il suo immenso busto per sentire la vocina anemica del
responsabile dellufficio postale di Jesenice, sulla sponda della Sava Dolinka, che scorreva in piena per
il disgelo primaverile.
Come dice?
Questa lettera non arriver a destinazione.
Perch? voce tuonante.
Lanziano impiegato si mise gli occhiali e lesse ad alta voce: Flix Ardvol, 283 Valncia ulica,
Barcelona, panija. E porse di nuovo la lettera al gigante.
Si perder per strada, capitano. Tutte le lettere del sacco hanno come destinazione Lubiana e
basta.
Sono sergente.
Non fa differenza: si perder lo stesso. Siamo in guerra. Non lo sapeva?
Gradnik, contrariamente alle sue abitudini, indic minacciosamente limpiegato e, facendo la
voce pi profonda e sgradevole del proprio repertorio, disse lei lecchi un francobollo da cinquanta para,
lo attacchi sulla busta, ci metta il timbro, infili la lettera nel sacco che mi devo portare via e lasci che
voli. Mi ha capito?
Nonostante lo stessero chiamando da fuori, Gradnik aspett che luomo, offeso, eseguisse in
silenzio gli ordini di quel partigiano zoticone. Alla fine mise la busta nel sacco della poca
corrispondenza che doveva andare a Lubiana. Il sergente gigante lo prese e usc sulla strada soleggiata.
Dieci uomini impazienti lo chiamarono dal camion e, vedendolo uscire, avevano acceso il motore. Sul
cassone del camion, sei o sette sacchi simili a quello e Vlado Vladi?, steso l a fumare, che guard
lorologio e disse cazzo, sergente, quanto ci vuole a prendere un sacco.
Il camion, con i sacchi della posta e una quindicina di partigiani, non pot rimettersi in marcia.
Gli si ferm davanti uninsolita Citron, da cui scesero tre partigiani che li misero al corrente delle
novit: quella domenica delle Palme, il giorno in cui in Croazia e in Slovenia si commemora lingresso
trionfale di Ges a Gerusalemme sul dorso di un asino, tre compagnie della SS-Division Reich avevano
deciso di emulare il Figlio di Dio ed erano entrate trionfalmente in Slovenia, ma motorizzate, mentre la
Luftwaffe radeva al suolo il centro di Belgrado e il governo del re, con il re in prima linea, fuggiva a
gambe levate.  il momento di dare la vita per la libert, compagni. Andrete a Kranjska Gora a frenare
la divisione delle Waffen-SS. E Drago Gradnik pens  arrivata lora della mia morte, benedetto sia il
Signore. Morir a Kranjska Gora cercando di frenare uninarrestabile divisione delle Waffen-SS. E,
come aveva fatto tutta la sua vita, non si lament della propria sorte. Dal momento in cui aveva lasciato
labito e si era messo in contatto con il comando di partigiani che agiva nella sua zona per offrirsi per il
Paese, sapeva che stava sbagliando ma non poteva fare altrimenti perch davanti a lui cera il male, che
fosse quello degli ustascia di Paveli? o quello delle SS del diavolo, e le teologie dovevano lasciare il
campo libero a tristi urgenze. Arrivarono a Kranjska Gora senza essersi imbattuti in nessun diavolo e,
chi pi chi meno, tutti pensarono che forse le informazioni non erano molto buone; ma alluscita sulla
strada per Borovka, un comandante senza stelle, con laccento croato e una barba di venti giorni, gli
disse  arrivato il momento della verit;  una lotta a morte contro il nazismo: voi formate lesercito dei
partigiani per la libert e contro il fascismo. Non siate compassionevoli con il nemico, come lui non lo
 stato con nessun nemico n lo sar con noi. A Drago Gradnik venne voglia di aggiungere per i secoli
dei secoli, amen. Ma non lo fece, perch il comandante senza stelle precis chiaramente come doveva
agire ogni nido di difesa. Gradnik ebbe tempo di pensare che per la prima volta nella vita, adesso s,
avrebbe dovuto uccidere.
Forza, di corsa sulle colline. E buona fortuna!
Il grosso delle forze, con mitragliatrici, bombe a mano e mortai, occup luoghi sicuri. I tiratori
in cima, come le aquile. Una dozzina di tiratori si distribu agilmente  tranne padre Gradnik, che
sbuffava come una balena  nei punti di difesa, ognuno con il proprio fucile e solo tredici caricatori. E
se vi finiscono le munizioni, usate le pietre; e se vi si avvicinano, strozzateli: ma non fateli entrare in
paese. Avere una buona mira significava poter usare un Nagant con mirino telescopico. E significava
anche guardare, seguire, osservare, relazionarsi con la persona che dovevi uccidere.
Quando ormai stava per morire soffocato dal suo stesso affanno, una mano lo aiut a superare il
tratto finale. Era Vlado Vladi?, steso al suo posto, che puntava gi verso il tornante solitario della strada
e che gli disse sergente, dobbiamo stare un po pi attenti alla forma. Dallalto della collina si sentivano
i rigogoli spaventati che volavano sopra le loro teste, come se volessero tradirli indicando ai tedeschi la
loro presenza. Stettero un paio di minuti in silenzio, mentre lui riprendeva fiato.
Cosa faceva prima della guerra, sergente? chiese il partigiano serbo in un orribile sloveno.
Ero fornaio.
Non  vero. Era sacerdote.
Se lo sai, perch me lo chiedi?
Mi voglio confessare, padre.
Sono in guerra. Non sono un sacerdote.
S, lo  ancora.
No. Ho peccato contro la speranza. Sono io che dovrei confessarmi. Ho lasciato lab
Tacque di colpo: dal tornante solitario spuntava unautoblindo seguita da due, quattro, otto,
dieci, dodici, mio Dio. Venti o trenta o mille mezzi blindati pieni di soldati. E dietro, almeno tre o
quattro compagnie a piedi. I rigogoli continuavano la loro baraonda, indifferenti allodio e alla paura.
Quando inizia la festa, padre, lei al tenente di destra e io a quello di sinistra. Non perda di vista
il suo.
Quello pi alto e magro?
M-mmm. Faccia quello che faccio io.
Questo s che era girare intorno alla morte, pens Gradnik con langoscia nel cuore.
Dopo lultimo veicolo, il giovane SS-Obersturmfhrer Franz Grbbe, alla guida della sua
sezione, puntava lo sguardo verso le colline sulla sinistra, in cima alle quali svolazzavano degli uccelli
che non aveva mai visto. Guardava in alto, non tanto per scorgere un nemico, ma immaginando il
Momento Di Gloria In Cui Tutta LEuropa Sarebbe Stata Guidata Dal Nostro Chiaroveggente Fhrer E
La Germania Sarebbe Diventata Il Modello Di Societ Ideale Che I Popoli Inferiori Avrebbero Dovuto
Cercare Di Imitare. E proprio sulla collina di sinistra, quasi davanti alle prime case di Kranjska Gora,
cento partigiani confusi tra il paesaggio aspettavano il segnale del comandante croato. E il segnale era
il primo sparo delle mitragliatrici contro i veicoli. Drago Gradnik, nato a Lubiana il trenta agosto
milleottocentonovantacinque, ex alunno della scuola dei gesuiti della sua citt, che aveva deciso di
consacrare la sua vita a Dio ed era entrato, infervorato dalla devozione, nel seminario diocesano di
Vienna e che, viste le sue doti intellettuali, era stato scelto per studiare teologia presso la Pontificia
Universit Gregoriana ed esegesi biblica presso il Pontificio Istituto Biblico, considerato che era un
uomo destinato a realizzare grandi progetti allinterno della Santa Madre Chiesa, per un lunghissimo
minuto tenne nel punto di mira del suo Nagant quel giovane ripugnante ufficiale delle SS che guardava
in alto con orgoglio di vincitore e che era alla guida di quella compagnia? sezione? pattuglia? che
bisognava fermare.
E cominci la festa. Per un po sembr che i soldati fossero sorpresi da quella resistenza che
non si aspettavano cos lontano da Lubiana. Gradnik, con il punto di mira telescopico, seguiva
freddamente i movimenti della sua vittima e pensava se premi il grilletto, Drago, non avrai pi diritto a
mettere piede in paradiso. Stai convivendo con luomo che ucciderai. Il sudore voleva offuscargli la
vista, ma lui si rifiut di diventare cieco. La decisione era gi presa e doveva tenere la sua vittima nel
mirino telescopico. Tutti i soldati avevano finalmente caricato le armi, ma non sapevano bene dove
puntare. I danni maggiori erano comunque riservati ai mezzi blindati e a chi vi era trasportato.
Adesso, padre!
Spararono insieme. Gradnik aveva il suo ufficiale di faccia, con il fucile pronto, che guardava
ancora in alto senza capire dove doveva sparare. Lufficiale SS si appoggi contro la parete del ciglione
che aveva dietro e di colpo lasci cadere il fucile, immobile, indifferente a tutto quello che succedeva
intorno a lui, il volto improvvisamente rosso di sangue. Il giovane SS-Obersturmfhrer Franz Grbbe
non aveva avuto tempo di pensare n alla Gloria Della Battaglia n al Nuovo Ordine n al Domani
Risplendente che offriva ai sopravvissuti con la sua morte, perch gli avevano fatto saltare mezza testa
e non poteva pi pensare n agli uccelli sconosciuti n al punto da dove venivano gli spari. Allora
Gradnik riconobbe che non gli importava che il paradiso gli fosse proibito perch lui doveva fare ci
che stava facendo. Caric il Nagant. Con il mirino telescopico spazz via le fila nemiche. Un sergente
SS chiamava i soldati per riorganizzarli. Mir alla gola per farlo smettere di gridare e spar.
Freddamente, con i nervi saldi, caric di nuovo larma e abbatt qualche altro sottufficiale.
Prima del tramonto la colonna delle Waffen-SS si era ritirata abbandonando i morti e i rottami
dei veicoli. I partigiani scesero come avvoltoi a rovistare tra i cadaveri. Ogni tanto si sentiva lo sparo
glaciale della pistola del comandante senza divisa che dava il colpo di grazia ai feriti con un duro
ghigno sulle labbra.
Seguendo gli ordini ferrei, tutti i partigiani sopravvissuti dovevano ispezionare i cadaveri e
riunire armi, munizioni, stivali e giubbotti di pelle. Drago Gradnik, come spinto da una forza
misteriosa, si ritrov davanti al suo primo morto. Era un giovane dal viso bonario e gli occhi coperti di
sangue, che guardava dritto davanti a s, ancora appoggiato alla parete, con lelmetto distrutto e la
faccia completamente rossa. Non gli aveva dato altra scelta. Perdonami, figliolo, gli disse. Vide allora
Vlado Vladi? che con altri due compagni raccoglieva piastrine identificative; lo facevano sempre, se
potevano, per ostacolare lidentificazione dei nemici. Arrivato al suo morto, gli strapp la piastrina
senza alcuno scrupolo. Gradnik reag: Aspetta! Dammela!.
Padre, dobbiamo...
Ti ho detto di darmela!
Vladi? si strinse nelle spalle e gli pass la piastrina.
Il suo primo morto, eh?
E continu il lavoro. Drago Gradnik guard la piastrina. Franz Grbbe. Il suo primo morto si
chiamava Franz Grbbe ed era un giovane SS-Obersturmfhrer, probabilmente con i capelli biondi e
gli occhi celesti. Immagin per un momento se stesso che andava a far visita alla vedova o ai genitori
del morto, per confortarli e dirgli, in ginocchio, lho ucciso io, sono stato io, confiteor. E si infil la
piastrina in tasca.
Mi strinsi di nuovo nelle spalle davanti a quella tomba e ripetei di, torniamo, che fa un freddo
tremendo. E Bernat, va bene, come vuoi, ho sempre fatto come vuoi tu nella mia vita.
Va a quel paese.
Irrigidito comero dal freddo, scavalcare il muro del cimitero per tornare nel mondo mi cost
uno strappo ai pantaloni. Lasciammo cos i morti nelle tenebre, soli e freddi, con le loro storie eterne.
Non lessi il suo testo; Bernat si addorment non appena mise la testa sul cuscino perch doveva
essere distrutto dal viaggio. Aspettando il sonno, preferii pensare allo scontro tra culture nel periodo di
decadenza dellimpero romano, cercando di immaginare se fosse possibile nellEuropa attuale. Ma
allimprovviso Kornelia e Sara entrarono nei miei beati pensieri e io mi sentii profondamente triste. E
non avrai le palle di dirlo al tuo migliore amico.
Alla fine ebbe la meglio lopzione Bebenhausen perch Adri aveva la giornata molto storica e
No: tu hai la vita storica. Per te tutto  storia.
Mi dirai che la storia di qualsiasi cosa spiega lo stato del presente della cosa stessa. Oggi  la
mia giornata storica e andiamo a Bebenhausen perch secondo te ho sempre deciso io.
Faceva un freddo inimmaginabile. Gli alberi spogli di Wilhelmstrasse, poveretti, davanti alla
facolt, resistevano pazienti, confidando nellarrivo di tempi migliori.
Io non potrei vivere qui. Mi si gelerebbero le mani e non potrei suonare...
Tanto, se devi lasciare il violino, puoi rimanere a vivere qui.
Ti ho detto com Tecla?
S. Si mise a correre. Corri,  il nostro autobus!
Dentro allautobus faceva lo stesso freddo di fuori, ma la gente si sbottonava il collo del
cappotto. Bernat cominci a dire ha delle fossette sulle guance che sembrano
Che sembrano due ombelichi, me lhai gi detto.
Ehi, se non vuoi che...
Non hai portato una foto?
No, mannaggia, non ci ho pensato.
In realt Bernat non aveva una fotografia di Tecla perch non le aveva ancora fatto fotografie,
perch non aveva ancora una macchina fotografica e perch Tecla non ne aveva da dargliele, ma  lo
stesso perch io non mi stanco mai di descriverla.
Io per s che mi stanco.
Non so ancora perch parlo con te, antipatico come sei.
Adri apr la cartella, che faceva parte della sua stessa persona, estrasse un plico di fogli e glielo
mostr.
Perch leggo le tue elucubrazioni.
Accidenti, lhai gi letto?
No, non ancora.
Adri lesse il titolo e non volt pagina. Bernat losservava con la coda dellocchio. Nessuno dei
due si accorse che la strada dritta entrava in una valle dove i boschi di abete, da una parte e dallaltra,
erano infarinati. Passarono due minuti eterni durante i quali Bernat pens che se solo per leggere il
titolo ci metteva tanto,  che... Forse gli sta suggerendo qualcosa; forse lo trasporta come  successo a
me quando lho scritto sul primo foglio. Ma Adri guardava le cinque parole del titolo e pensava non so
perch non posso andarci e dirle Kornelia, lasciamo perdere, finiamola qui. Ti sei comportata come una
stronza, va bene?, e a partire da adesso mi concentrer a rimpiangere Sara; ma sapeva che quello che
pensava era solo una fantasia perch quando si fosse trovato davanti Kornelia si sarebbe sciolto,
avrebbe aperto la bocca e avrebbe fatto quello che lei avesse voluto, anche fosse andarsene perch
aspettava una nuova esperienza, Dio mio, perch sono cos coglione?
Ti piace?  bello, eh?
Adri torn nel suo mondo. Si alz di scatto: Ehi,  questa!.
Scesero alla fermata. Davanti a loro, il paese gelato di Bebenhausen. Era scesa anche una donna
con i capelli bianchi, che gli sorrise. A Adri venne improvvisamente unidea: le chiese se poteva fare
loro una fotografia con questa macchina, vede? Lei lasci il cesto a terra, prese la macchina e disse
certo, dove si scatta?
Qui. Grazie mille, signora.
I due amici si misero in posa in modo che sullo sfondo si vedesse il paese ricoperto da quel
sottile strato di ghiaccio che lo rendeva cos inospitale. La donna scatt e disse fatto. Adri prese la
macchina e raccolse il cesto. Le indic con un gesto di incamminarsi, che lo avrebbe portato lui. Tutti e
tre cominciarono ad avvicinarsi alle case lungo la salita che portava al paese.
Fate attenzione li mise in guardia la donna, lasfalto gelato  traditore.
Che ha detto? Bernat, tuttorecchie.
In quel momento scivol facendo un passo e cadde di sedere.
Questo fece Adri, scoppiando a ridere.
Bernat si rialz umiliato, mastic un insulto e dovette far finta di niente. Arrivati in cima alla
salita, Adri diede il cesto alla signora.
Turisti?
Studenti.
Le porse la mano e disse Adri Ardvol. Piacere.
Herta disse la donna. E si allontan con il cesto in mano, a passo sicuro.
Il freddo era pi intenso che a Tubinga. Era osceno. Il chiostro, tranquillo e silenzioso, mentre
aspettavano che fossero le dieci in punto per la visita guidata. Gli altri visitatori aspettavano nel
vestibolo, pi riparati. Calpestarono il ghiaccio ancora vergine della gelata notturna.
Che bello disse Bernat ammirato.
Mi piace molto questo posto. Ci sono venuto sei o sette volte, primavera, estate, autunno... 
rilassante.
Bernat respir soddisfatto e disse come fai a non credere vedendo la bellezza e la pace di questo
chiostro.
Quelli che una volta vivevano qui adoravano un Dio vendicativo e rancoroso.
Un po di rispetto.
Lo dico con dispiacere, Bernat; non sto scherzando.
Se stavano zitti, si sentiva solo il ghiaccio che si spezzava sotto i loro passi. Nessun uccello
aveva un particolare interesse a congelarsi. Bernat fece un respiro profondo e mand fuori una nuvola
spessa, come fosse una locomotrice. Adri riprese largomento: Il Dio cristiano  rancoroso e
vendicativo. Se commetti uno sbaglio e non te ne penti, ti castiga con linferno eterno. Mi sembra una
reazione talmente sproporzionata che con questo Dio non voglio avere niente a che fare.
Ma...
Ma che?
Ma  il Dio dellamore.
S, io non ci casco: brucerai nel fuoco eterno perch non sei andato a messa o hai rubato al
vicino. Non vedo amore da nessuna parte.
 una visione parziale.
Non dico di no, non sono uno specialista. Si ferm di colpo: Ci sono cose che mi
demoralizzano di pi.
Quali, ad esempio?
Il male.
Come?
Il male. Perch il tuo Dio lo permette? Non evita il male: si limita a punire il malvagio con il
fuoco eterno. Perch non evita il male? Hai una risposta?
No... be... Dio rispetta la libert umana.
Questo  quanto ti fanno credere i sacerdoti astuti; anche per loro  inspiegabile la mancanza
di azione di Dio davanti al male.
Il malvagio sar punito.
Che bellezza: dopo aver fatto ogni sproposito.
Non lo so, Adri, cazzo; non so parlare con te. Non ho argomenti, lo sai... Sono credente e
basta.
Scusa; non ti voglio... Ma sei tu che hai tirato fuori il tema.
Si apr una porta e un gruppetto di visitatori, accompagnati dalla guida, si dispose a iniziare la
visita in francese.
Il monastero di Bebenhausen, che adesso visiteremo, fu fondato nel millecentottanta da Rudolf
I di Tubinga e secolarizzato nel milleottocentosei.
Che vuol dire secolarizzato? (una donna con gli occhiali spessi di celluloide e un giaccone
color granata).
Diciamo che non  stato pi usato come monastero. A quel punto la guida li lisci
elegantemente dicendo che erano delle persone colte che preferivano larchitettura del Dodicesimo e
del Tredicesimo secolo al bicchierino di schnapps o alla birra. E continu spiegando che in diversi
periodi del Ventesimo secolo il monastero era stato usato come luogo di riunioni di vari organismi
politici locali e regionali, finch, grazie a un recente accordo con il governo federale,  ora prevista la
sua completa risistemazione perch i visitatori possano osservare fedelmente laspetto che aveva
quando era un monastero e ospitava una numerosa comunit di monaci cistercensi. Questestate
inizieranno i lavori. Adesso, se volete seguirmi, entreremo in quella che  stata la chiesa del monastero.
Attenzione alle scale. Ecco. Si tenga qui, signora, ch se si rompe la gamba si perder le mie
magnifiche spiegazioni. E il novanta per cento del gruppo sorrise.
I visitatori congelati entrarono nella chiesa, facendo molta attenzione alle scale. Una volta
dentro, Bernat si accorse che tra i nove visitatori ghiacciati non cera Adri. Mentre la guida con i
capelli bianchi diceva questa chiesa, che conserva ancora molti elementi del tardo gotico, come la volta
che abbiamo proprio sopra alle nostre teste, Bernat usc dalla chiesa e torn nel chiostro. Lo vide
seduto su una pietra bianca di neve, di spalle, che leggeva... s, leggeva le sue pagine! Losserv
ansioso. Gli dispiacque di non avere una macchina fotografica perch non avrebbe esitato a
immortalare il momento in cui Adri, il suo mentore spirituale e intellettuale, la persona di cui pi si
fidava e pi diffidava nella vita, era assorto nelle finzioni che lui aveva creato dal nulla. Per qualche
momento si sent importante e non sent pi il freddo. Entr di nuovo nella chiesa. Il gruppo era gi
sotto una finestra danneggiata, non pot sapere per quale motivo, e a quel punto uno dei congelati
chiese quanti monaci vivevano qui nel periodo di splendore.
Nel Quindicesimo secolo raggiunsero il centinaio rispose la guida.
Come le pagine del mio racconto, pens Bernat. E immagin che il suo amico doveva gi essere
a pagina 16, quando Elisa dice che lunica possibilit che le rimane  quella di fuggire di casa.
E dove andrai, tesoro? rabbrivid Amadeu.
Non mi chiamare tesoro si indign Elisa, mandandosi indietro i capelli con un gesto secco.
Quando Elisa si arrabbiava, le si formavano delle fossette sulle guance che sembravano due
piccoli ombelichi. Amadeu li vedeva, li guardava e perdeva la parola e la testa.
Come dice?
Non pu rimanere qui da solo. Deve seguire il gruppo.
Va bene, certo disse Bernat alzando le braccia in segno di innocenza e abbandonando i suoi
personaggi alla lettura attenta di Adri. E si mise alla fine del gruppo, che adesso scendeva i gradini,
fate attenzione alle scale, che con questa temperatura giocano brutti scherzi. Adri era ancora nel
chiostro a leggere, noncurante del freddo pungente, e per alcuni momenti Bernat fu luomo pi felice
del mondo.
Decise di pagare di nuovo il biglietto e di rifare il giro con un altro gruppo di visitatori dalla
faccia infreddolita. Nel chiostro, immobile, Adri leggeva senza sollevare la testa. E se  rimasto
congelato?, rabbrivid Bernat. Non si rese conto che ci che pi gli sarebbe dispiaciuto, se Adri si
congelava, era che non avrebbe finito di leggere il suo racconto. Ma lo guard di sfuggita mentre
sentiva la guida che, adesso in tedesco, diceva il monastero di Bebenhausen, che adesso visiteremo, fu
fondato nel millecentottanta da Rudolf I di Tubinga e secolarizzato nel milleottocentosei.
Che vuol dire secolarizzato? (un giovane alto e magro, dentro a una giacca a vento blu
elettrico).
Diciamo che non  stato pi usato come monastero. A quel punto la guida li lisci
elegantemente dicendo che erano delle persone colte che preferivano larchitettura del Dodicesimo e
del Tredicesimo secolo al bicchierino di schnapps o alla birra. E continu spiegando che in diversi
periodi del Ventesimo secolo il monastero era stato usato come luogo di riunioni di vari organismi
politici locali e regionali, finch, grazie a un recente accordo con il governo federale,  ora prevista la
sua completa risistemazione perch i visitatori possano osservare fedelmente laspetto che aveva
quando era un monastero e ospitava una numerosa comunit di monaci cistercensi. Questestate
inizieranno i lavori. Adesso, se volete seguirmi, entreremo in quella che  stata la chiesa del monastero.
Attenzione alle scale. Ecco. Si tenga qui, signora, ch se si rompe la gamba si perder le mie
magnifiche spiegazioni. E il novanta per cento del gruppo sorrise. Bernat sent luomo che cominciava
a dire questa chiesa, che ancora conserva molti elementi del tardo gotico, come la volta che abbiamo
proprio sopra alle nostre teste; ma lo sent dalla porta perch torn furtivamente indietro, nel chiostro, e
si nascose dietro a una colonna. No: Adri non si era congelato perch girava la pagina, con un brivido,
e si concentrava di nuovo. Pagina 40 o 45, calcol Bernat. Adri stava leggendo sforzandosi perch n
Sara n Kornelia diventassero Elisa e non voleva andar via da l malgrado il freddo. Pagina 40 o 45, nel
momento in cui Elisa prende la salita del Cant in bicicletta, capelli al vento; adesso che ci penso, se va
in salita i capelli non possono essere mossi dal vento perch gi  tanto se riesce a muovere la
bicicletta. Devo cambiare. Se fosse in discesa, andrebbe bene. Dico che prende la discesa del Cant.
Ecco, la discesa del Cant e pu avere i capelli al vento. Gli deve proprio piacere, se non sente neanche
il freddo. Cercando di non far sentire i propri passi, si riun al gruppo che in quel momento alzava la
testa come un sol uomo per contemplare i cassettoni, che sono una meraviglia dellarte dellintarsio, e
una donna con i capelli color paglia disse wunderbar e guard Bernat come se gli chiedesse una presa
di posizione estetica. Bernat, in quel momento gonfio di orgoglio, fece di s tre o quattro volte con la
testa, ma non os dire wunderbar perch si sarebbe sentito lontano un miglio che non era tedesco e non
voleva farsi notare. Almeno finch Adri non gli avesse detto che cosa ne pensava e lui si sarebbe
messo a saltare e a urlare, pazzo di gioia. La signora con i capelli color paglia si consider soddisfatta
con il gesto ambiguo di Bernat e disse wunderbar, ma adesso pi sottovoce, solo per lei.
Alla quarta visita, il cicerone, che gi da un po guardava Bernat con diffidenza, gli si avvicin
e lo guard negli occhi, come se volesse capire se quel turista muto e solitario lo stava prendendo in
giro o era una vittima entusiastica del fascino del monastero di Bebenhausen, o magari delle sue
spiegazioni. Bernat, ridotto a un fascio di nervi, guard con entusiasmo il dpliant informativo; la guida
scosse la testa e schiocc la lingua, e disse il monastero di Bebenhausen, che adesso visiteremo, fu
fondato nel millecentottanta da Rudolf I di Tubinga e secolarizzato nel milleottocentosei.
Wunderbar. Che vuol dire secolarizzato? (una giovane donna, bella, coperta come
uneschimese e con il naso rosso per il freddo).
Quando uscirono di nuovo nel chiostro dopo aver ammirato i cassettoni del soffitto, Bernat,
nascosto tra i pezzi di ghiaccio dei visitatori, vide che era pi o meno a pagina 80: Elisa aveva gi
svuotato il laghetto e aveva fatto morire i dodici pesci rossi nellemotiva scena in cui decide di punire i
sentimenti e non i corpi dei due bambini, lasciandoli senza pesci. Era la preparazione allinatteso finale,
di cui si sentiva particolarmente e umilmente soddisfatto.
Non cerano pi gruppi. Bernat rimase nel chiostro, guardando apertamente Adri che in quel
momento voltava pagina 103, piegava i fogli e rimaneva fermo a guardare i bossi gelati che aveva
davanti. Dun tratto si alz, a quel punto vidi Bernat che mi guardava come fossi unapparizione, con
una faccia strana, e che mi diceva pensavo che ti fossi congelato. Uscimmo in silenzio. Bernat chiese
timidamente se volevo fare la visita guidata, ma gli dissi che non ce nera bisogno, la conoscevo a
memoria.
Anchio rispose.
Quando fummo fuori gli dissi che dovevo prendere urgentemente un t caldo.
Certo. E che mi dici?
Adri guard stupito il suo amico. Questi indic con il mento il plico di fogli che laltro aveva
nella mano guantata. Passarono otto o dieci o mille angoscianti secondi di silenzio. Allora Adri, senza
guardare Bernat negli occhi, disse non vale nulla, davvero. Non ha anima; non mi ha trasmesso alcuna
emozione. Non so perch, ma trovo che non abbia alcun valore. Non so chi sia Amadeu; ma la cosa
peggiore  che non me ne importa niente. E di Elisa non ne parliamo nemmeno.
Dici per scherzo. Bernat, pallido come mia madre quando mi aveva detto pap  andato in
cielo.
No. Mi chiedo perch ti ostini a scrivere se con la musica...
Che figlio di puttana.
Perch me lhai fatto leggere, allora?
Il giorno dopo erano sullautobus che li portava alla stazione di Stoccarda, perch non so che
era successo al treno di Tubinga, guardando ognuno il proprio paesaggio, Bernat avvolto in un ostile e
caparbio silenzio, con una faccia cupa che aveva fatto di tutto per mantenere dallistruttiva visita al
monastero di Bebenhausen.
Un giorno mi hai detto non si inganna un amico intimo. Ricordatelo, Bernat. Quindi smetti di
fare loffeso, cazzo.
Lo disse ad alta voce perch parlare in catalano su un autobus che va da Tubinga a Stoccarda d
una rara sensazione di isolamento e impunit.
Scusa? Parli con me?
S. E hai aggiunto se quel disgraziato del mio amico intimo non  capace di dirmi la verit e
preferisce fare come tutti gli altri, oh, bravo, Bernat, che meraviglia... Mi manca la scintilla magica. E
tu non dovresti mentirmi. Non mi mentire mai pi, Adri. O non saremo pi amici. Ti ricordi queste
parole? Sono tue. Hai detto anche dellaltro: hai detto so che sei lunico a dirmi la verit. Lo guard
con la coda dellocchio. E lo continuer a fare, Bernat. E aggiunse, con gli occhi fissi davanti a s:
Se sar abbastanza forte.
Lasciarono che lautobus proseguisse per qualche chilometro nebbioso e umido.
Suono perch non so scrivere disse Bernat guardando fuori dal finestrino.
Adesso mi piaci! grid Adri. E guard la signora seduta davanti a lui, come se dovesse
chiederle il parere. La signora devi lo sguardo verso il paesaggio grigio, piovoso e triste che li
avvicinava a Stoccarda: mediterranei urloni; sono turchi di sicuro. Silenzio lunghissimo finch il pi
alto dei due ragazzi turchi distese la faccia e guard di sfuggita il suo compagno: Adesso ti piaccio?
Che vuoi dire?.
La vera arte nasce da una frustrazione. Dalla felicit non si crea.
Se  cos, sono un artista insuperabile.
Ehi, non ti dimenticare che sei innamorato.
Hai ragione. Ma mi funziona solo il cuore precis Kemal Bernat. Il resto  una merda.
Facciamo a cambio. Ismail Adri lo disse convinto.
Daccordo. Ma non possiamo. Siamo condannati a invidiarci.
Cosa penser la signora seduta qui davanti?
Kemal la osserv mentre lei si ostinava a contemplare il paesaggio che adesso era gi urbano,
ma ugualmente grigio e piovoso. Kemal era contento di poter smettere di fare la faccia imbronciata,
perch, per quanto offeso uno sia,  faticosissima da tenere a lungo. Come stillando un pensiero
profondo, disse: Non lo so. Ma sono convinto che si chiama Ursula.
Ursula lo guard. Apr e chiuse la borsa, forse per nascondere il disagio, pens Kemal.
E ha un figlio della nostra et aggiunse Ismail.
Appena cominciata la salita, il carro inizi a gemere e il carrettiere frust con forza il dorso dei
cavalli. La salita era troppo ripida per farla con venti uomini sopra, ma una scommessa era una
scommessa.
Pu cominciare a svuotarsi le tasche, sergente! disse ironico il carrettiere.
Non siamo ancora in cima.
I soldati, che volevano provare il piacere di veder perdere una scommessa al sergente,
trattennero il respiro come se cos potessero aiutare quelle povere bestie a salire fin dove cominciavano
le case di Vet. Fu unascesa lenta, agonica, e quando finalmente arrivarono in cima, il carrettiere rise e
disse Allah  grande, e io e i miei muli anche! Che gliene pare, eh, sergente?
Il sergente diede una moneta al carrettiere e Kemal e Ismail celarono un sorriso. Per togliersi di
dosso lumiliazione, il sottufficiale grid gli ordini: Tutti gi. Andiamo a stanare gli armeni
assassini!.
Il carrettiere si accese un sigaro, soddisfatto, mentre guardava i soldati che, armati fino ai denti,
scendevano dal carro e si dirigevano verso la prima casa di Vet disposti a tutto.
Adri?
S.
Doveri?
Eh?
Adri guard davanti a s. Ursula si stava sistemando la giacca, poi ricominci a osservare il
paesaggio, disinteressandosi apparentemente degli affari dei giovani turchi.
Forse si chiama Barbara.
Eh? Uno sforzo per tornare sullautobus. S. O Ulrike.
Se lavessi saputo, non sarei venuto a trovarti.
Se avessi saputo cosa?
Che il mio racconto non ti piaceva.
Riscrivilo. Ma mettici dentro Amadeu.
La protagonista  Elisa.
Sei sicuro?
Silenzio dei due giovani turchi. Dopo un attimo: Vedi un po tu: lo racconti dal punto di vista
di Amadeu e....
S, s, daccordo. Lo riscrivo. Va bene?
Al binario, Bernat e Adri si abbracciarono e Frau Ursula pens accidenti, questi turchi, cos,
alla luce del sole, e prosegu verso il settore B della banchina, che era parecchio pi in l.
Bernat, ancora abbracciato, mi disse grazie, figlio di puttana, te lo dico di cuore.
Di cuore, figlio di puttana o grazie?
Di cuore quello che mi hai detto sullinsoddisfazione.
Torna quando vuoi, Bernat.
Dovettero correre per la banchina, perch non avevano capito che avrebbero dovuto aspettare al
settore C. Frau Ursula li vide passare gi seduta sul treno e pens mamma mia che chiasso questi due.
Bernat sal sbuffando sul vagone. Dopo un minuto buono vidi che era ancora in piedi e parlava
con qualcuno facendo grandi gesti, sistemandosi lo zaino e mostrando il biglietto. Adesso non so se
devo salire ad aiutarlo o lasciare che se la cavi da solo, non vorrei che si scocciasse. Bernat si chin per
guardare dal finestrino e gli mand un sorriso. Si sedette con fare stanco e lo guard di nuovo. Quando
saluti un amico del cuore alla stazione te ne devi andare quando lui  entrato nel vagone. Ma Adri
aveva gi fatto tardi. Rispose al sorriso. Dovettero sviare gli sguardi. Guardarono entrambi lorologio
allo stesso tempo. Tre minuti. Mi armai di coraggio, feci ciao con la mano, lui praticamente non si
mosse, e me ne andai senza guardare indietro. Sempre alla stazione, comprai il Frankfurter
Allgemeine e, mentre aspettavo lautobus di ritorno, lo sfogliai con lintenzione di concentrarmi su
qualche altra cosa che non fosse lagrodolce visita lampo di Bernat a Tubinga. A pagina 12 un titolo a
una sola colonna di una notizia breve. Psichiatra assassinato a Bamberga. Bamberga? Baviera. Perch,
mio Dio, qualcuno dovrebbe voler assassinare uno psichiatra?
Herr Aribert Voigt?
Sono io.
Non ho un appuntamento. Mi dispiace.
Non fa niente, entri.
Il dottor Voigt fece entrare la morte con gesto educato. Il nuovo arrivato si sedette sulla sedia
sobria della sala dattesa e il dottore rientr nello studio dicendo sono subito da lei. Dalla sala dattesa
si sent rumore di fogli che venivano raccolti e di schedari che si aprivano e si chiudevano. Poi il
dottore si affacci nella sala e invit la morte a entrare nello studio. Il nuovo arrivato si sedette dove gli
indicava il dottore, che a sua volta si sedette al suo posto.
Dica pure fece.
Sono venuto ad ammazzarla.
Prima che il dottor Voigt avesse avuto tempo di fare alcun gesto, il nuovo arrivato si era alzato
e gli stava puntando una Star alla tempia. Il dottore abbass la testa sotto la pressione della canna della
pistola.
Non pu farci nulla, dottore. Lei sa che la morte arriva quando arriva. Senza prendere
appuntamento.
Lei  poeta? senza muovere la testa, che era a un palmo dal tavolo, e cominciando a sudare.
Signor Falegnami, Herr Zimmermann, dottor Voigt... la uccido in nome delle vittime dei suoi
esperimenti inumani a Auschwitz.
E se le dico che sbaglia persona?
Mi far una grassa risata.  meglio che non me lo dica.
Le dar il doppio.
Non lammazzo per soldi.
Silenzio, le gocce di sudore del dottore scivolavano adesso dalla punta del naso, come se fosse
stato nella sauna con Brigitte. La morte pens di dover chiarire qualche punto: Ammazzo per soldi.
Ma non nel suo caso. Voigt, Budden e Hss. Con Hss non abbiamo fatto in tempo. Lei e Budden
sarete uccisi dalle vostre stesse vittime.
Chiedo perdono.
Adesso non riesco pi a trattenermi dal ridere.
Le posso dare una pista per prendere Budden.
Oh, traditore. Me la dia.
In cambio della vita.
In cambio di niente.
Il dottor Voigt soffoc un singhiozzo. Fece uno sforzo per mantenere un contegno, ma non ci
riusc. Chiuse gli occhi e si mise a piangere con rabbia e a malincuore.
Forza! La faccia finita una buona volta! grid.
Ha fretta? Perch io non ne ho.
Cosa vuole?
Ora le faremo un esperimento. Come quelli che lei faceva ai suoi topolini da laboratorio. O ai
suoi bambini.
No.
S.
Chi c qui? Voleva alzare la testa, ma la pistola glielo impediva.
Amici, non si preoccupi. Schioccando la lingua con impazienza: Su, le informazioni su
Budden.
Non ne ho.
Ah! Adesso lo vuole salvare?
Non me ne frega niente di Budden. Mi pento di quello che ho fatto.
Alzi la testa disse la morte prendendogli il mento e facendogli sollevare la testa senza
complimenti. Cosa ricorda?
Davanti a lui, alcune ombre scure e silenziose, come in una mostra a un centro parrocchiale,
reggevano un pannello con delle fotografie: gli uomini con gli occhi cavati, un bambino piangente con
le ginocchia spaccate come due melograni, la donna a cui avevano fatto un cesareo senza anestesia. E
un altro paio che non riconosceva.
Il dottor Voigt riprese a piangere e a gridare aiuto. Non smise finch non risuon lo sparo.
Psichiatra assassinato a Bamberga. Il dottor Aribert Voigt  stato ucciso con uno sparo alla
testa nel suo studio della citt bavarese di Bamberga. Vivevo da poco a Tubinga.
Millenovecentosettantadue o settantatr, non so esattamente. So per che in quei lunghi mesi gelati
soffrivo per Kornelia. Di Voigt non potevo sapere nulla perch non avevo ancora letto il manoscritto in
aramaico, n sapevo tante cose che adesso so, n ti volevo scrivere una lettera. Un paio di settimane
dopo avevo gli esami. E ogni giorno scoprivo qualche segreto di Kornelia. Forse non lho veramente
letto, Sara. Ma  stato in quel periodo che qualcuno ha ammazzato uno psichiatra a Bamberga e io non
potevo immaginare che quelluomo era pi legato alla mia vita di quanto non lo fossero Kornelia e i
suoi segreti. Com strana la vita, Sara.
...
.
...
Capitolo ventisei.
...
.
...
Mi accuso di non aver pianto abbastanza quando mia madre  morta. Ero troppo preso dallo
scontro che avevo avuto con Co?eriu, il mio idolo, che distruggeva Chomsky, il mio idolo,
curiosamente senza citare Bloomsfield. Sapevo che lo faceva per farci arrabbiare, ma il giorno in cui si
fece beffe di Language and Mind, Adri Ardvol, che era un po stufo della vita e cose del genere, e
iniziava a perdere la pazienza, disse a bassa voce e in catalano adesso basta, Herr Professor, adesso
basta; non c bisogno che lo ripeta unaltra volta. Allora Co?eriu mi guard da un capo allaltro del
tavolo, con lo sguardo pi spaventoso del suo catalogo, e i miei undici colleghi ammutolirono.
Basta cosa? mi sfid, in tedesco.
Io, vigliacco, tacqui. Mi avevano terrorizzato il suo sguardo e la possibilit che mi facesse a
pezzi davanti al gruppo. E pensare che un giorno si era congratulato con me perch mi aveva visto
leggere Mitul reintegra?rii e mi aveva detto Eliade dice cose interessanti quando pensa; fa bene a
leggerlo.
Dopo venga nel mio studio mi disse in rumeno e a voce pi bassa. E continu la lezione
come se non fosse successo niente.
Curiosamente, quando entr nello studio di Co?eriu, a Adri Ardvol non tremavano le gambe.
Era esattamente una settimana che aveva rotto con Augusta, che era succeduta a Kornelia, la quale non
gli aveva dato lopportunit di rompere perch, senza alcuna spiegazione, se nera andata con
unesperienza di due metri e dieci, un giocatore di pallacanestro appena ingaggiato da unimportante
squadra di Stoccarda. Il rapporto con Augusta era stato pi misurato e tranquillo, ma Adri aveva
deciso di prendere le distanze da lei dopo un paio di liti su questioni stupide. Stupiditates. E adesso era
di malumore e lo umiliava cos tanto la paura dello sguardo di Co?eriu che solo per questo non mi
tremavano le gambe.
Si sieda.
Fu divertente, perch Co?eriu parlava in rumeno e Ardvol rispondeva in catalano, seguendo la
linea di provocazione reciproca che si era instaurata sin dal terzo giorno di lezione, quando Co?eriu
aveva detto che succede qui che nessuno chiede niente?, e Ardvol, che ce laveva in testa gi da un
po, fece la sua prima domanda sullimmanenza linguistica, e il resto della lezione fu la risposta alla
domanda di Ardvol moltiplicata per dieci, che serbo come un tesoro, perch  stato un generoso regalo
di un professore geniale ma intrattabile.
Fu divertente perch si capirono perfettamente, ognuno nella propria lingua. Fu divertente
perch scoprirono che entrambi si erano fatti unidea del corso che teneva il maestro come una specie
di cenacolo di Santa Maria delle Grazie, Ges e i dodici apostoli, tutti attenti alla parola del maestro o
al suo minimo gesto, tranne Giuda, che seguiva i propri pensieri.
E chi  Giuda?
Lei, ovviamente. Che studi sta facendo?
Un po liberi. Storia, filosofia, qualcosa di filologia e linguistica, qualcosa di teologia, greco,
ebraico... A cavallo tra il Brechtbau e la Burse.
Silenzio. Dopo un po, Adri confess mi sento molto... molto insoddisfatto perch vorrei
studiare tutto.
Tutto?
Tutto.
Gi... Credo di capirla. Qual  la sua situazione accademica?
Se tutto va bene, finisco il dottorato a settembre.
Su cosa sta facendo la tesi?
Su Vico.
Vico?
Vico.
Mi piace.
Be... a me... Ci aggiungerei sempre qualcosa, vorrei ritoccarla in continuazione... Non so
darla per conclusa.
Quando le diranno la data di consegna sapr darla per conclusa. Alz una mano come era
solito fare quando stava per dire una cosa importante: Mi piace che tolga un po di polvere a Vico. E
continui con gli studi, mi dia retta.
Se posso fermarmi di pi a Tubinga, lo far.
Ma non potei fermarmi di pi a Tubinga perch, arrivato a casa, trovai il telegramma tremante
di Lola Piccola che diceva: Adri, tesoro. Stop. Tua madre  morta. Stop. E io non piansi. Mi
immaginai la vita senza mia madre e vidi che sarebbe stata identica a prima. Risposi: Non piangere,
Lola Piccola. Stop. Com successo? Non era malata, vero?.
Mi vergognai un po a chiedere questo di mia madre: non ne sapevo nulla da mesi. Ogni tanto
una telefonata e una breve chiacchierata, poche parole, come va, come stai, non lavorare troppo, allora
ciao, stammi bene. Che avr mai quel negozio, pensavo io, che si succhia il pensiero di chi ci lavora.
S, era malata, tesoro, da qualche settimana, ma ci aveva proibito di avvertirti; solo se fosse
peggiorata, allora... ma non abbiamo fatto in tempo perch  andato tutto molto in fretta. Era molto
giovane. S,  morta stamattina; vieni subito, Adri, per lamor di Dio. Stop.
Mi persi due lezioni di Co?eriu e fui presente al funerale, religioso per decisione personale della
defunta, accanto a uninvecchiata e triste zia Leo e a Xevi, Quico, le loro mogli e Rosa, che mi disse
che suo marito non era potuto venire perch/per favore, Rosa, non c bisogno che ti scusi, ci
mancherebbe altro. Ceclia, curatissima come sempre, mi diede un buffetto sulla guancia, come se io
avessi otto anni e andassi in giro con lo sceriffo Carson in tasca. E al signor Berenguer luccicavano gli
occhi, credevo di dispiacere e sconcerto, ma poi capii che era di allegria esultante. Presi Lola Piccola,
che stava in fondo con delle signore a me sconosciute, e la portai sottobraccio fino al banco della
famiglia, lei scoppi a piangere e in quel momento cominciai a sentire il dolore della morte. Cera
molta gente sconosciuta, molta. Addirittura mi stup che mia madre conoscesse tante persone. E la mia
preghiera con litanie fu mamma, sei morta senza dirmi perch tu e pap eravate cos distanti da me; sei
morta senza dirmi perch eravate cos distanti tra di voi; sei morta senza dirmi perch non hai mai
voluto che si facesse unindagine seria sulla morte di pap; sei morta senza dirmi, oh, mamma, perch
non mi hai mai voluto bene. Pensai questa preghiera perch non avevo ancora letto il suo testamento.
Erano mesi che Adri non metteva piede a casa. Adesso la notavo pi silenziosa che mai. Feci
fatica a entrare nella stanza dei miei genitori. Sempre in penombra; il letto era sfatto, con il materasso
tirato su; larmadio, la toilette, lo specchio, tutto esattamente come era stato durante tutta la mia vita,
ma senza mio padre e il suo malumore, senza mia madre e i suoi silenzi.
Lola Piccola, seduta al tavolo in cucina, guardava il vuoto, vestita ancora di nero, a lutto. Senza
chiederle niente, Adri frug un po nelle credenzine finch riusc a trovare il necessario per fare un t.
Lola Piccola era cos spossata che non si alz e non disse lascia stare, figlio, dimmi cosa vuoi che te lo
preparo io. No, Lola Piccola guardava la parete e linfinito oltre la parete.
Bevi, ti far bene.
Lola Piccola prese meccanicamente la tazza e bevve un sorso. Credo che non si accorgesse di
cosa stava facendo. Uscii dalla cucina in silenzio, con la pena di Lola Piccola sulle spalle che sostituiva
la mia mancanza di dolore per la morte di mia madre. Adri era triste, s, ma non era divorato dal
dolore, e questo lo faceva star male; mentre con la morte del padre aveva accolto dentro di s le paure
e, soprattutto, lidea della grande colpa, adesso si sentiva estraneo a questaltra morte inattesa, come se
non avesse alcuna relazione con lui. Nella sala da pranzo apr le persiane del balcone per far entrare la
luce del sole. Lurgell sulla parete della credenza si rischiar in modo naturale, come per effetto della
luce allinterno del quadro. Il campanile a vela del monastero di Santa Maria de Gerri de la Sal
risplendeva illuminato dal sole del tramonto, quasi rosso. Il campanile a tre piani, il campanile delle
cinque campane che aveva osservato infinite volte e laveva aiutato a sognare durante i lunghissimi e
noiosissimi pomeriggi di domenica. Si ferm ammirato in mezzo al ponte per contemplarlo. Non aveva
mai visto un campanile come quello e cap il racconto di quanti gli avevano detto che il monastero che
stava per raggiungere era unistituzione fino a poco prima ricca e potente grazie alle saline. Per
contemplarlo in tutta libert si dovette togliere il cappuccio e la sua nobile e ampia fronte venne
illuminata come il campanile da quel sole che si nascondeva dalla parte di Trespui. A quellora i
monaci dovevano gi star consumando la loro povera cena, calcol.
Il pellegrino fu accolto, dopo che i monaci si furono assicurati che non fosse una spia del conte,
con ospitalit benedettina, semplice, senza fronzoli, ma pratica. Entr direttamente nel refettorio, dove
la comunit silenziosa consumava un pasto frugale mentre ascoltava, in un latino molto imperfetto, la
vita esemplare di santOddone, vescovo di Urgell che, come venne a sapere in quel momento, era
sepolto nello stesso monastero di Santa Maria. La tristezza sul volto di quella trentina di monaci
rifletteva forse la nostalgia di quei giorni pi felici.
Lindomani mattina molto presto, quando era ancora buio, due monaci intrapresero il cammino
verso nord, che in un paio di giorni li avrebbe portati a Sant Pere del Burgal, dove dovevano
raccogliere la Cassetta Sacra, oh, pena infinita, perch il piccolo monastero arroccato lungo lo stesso
fiume del monastero di Santa Maria rimaneva senza monaci per via della morte.
Qual  il motivo del vostro viaggio? chiese per cortesia, dopo colazione, il padre priore
responsabile delle saline, passeggiando nel chiostro che non proteggeva affatto dallaria fredda del nord
che scendeva lungo la gola scavata dalla Noguera.
Sto cercando un vostro fratello.
Di questa comunit?
S, padre. Gli porto un messaggio personale, familiare.
E chi , che lo far venire?
Frate Miquel de Susqueda.
Non abbiamo alcun monaco con questo nome, signore.
Notando che laltro veniva percorso da un brivido, fece un gesto a mo di scusa e disse  una
primavera molto fresca, signore.
Frate Miquel de Susqueda, che per un po di tempo  appartenuto allordine di san
Domenico.
Vi assicuro di no, signore. E che genere di messaggio vorreste trasmettergli?
Il nobile frate Nicolau Eimeric, inquisitore generale del regno dAragona, del regno di Valencia
e Maiorca e del principato di Catalogna, giaceva sul letto di morte nel suo convento di Girona, accudito
da due gemelli, entrambi frati laici, che gli attenuavano la febbre con uno straccio bagnato e un
sussurro di preghiere. Sentendo la porta che si apriva, il malato si drizz. Si notava che faceva fatica a
mettere a fuoco la debole vista che ancora aveva.
Ramon de Nolla? Agitato: Siete voi?.
S, eccellenza fece il cavaliere, inchinandosi in segno di riverenza davanti al letto.
Lasciateci soli.
Ma eccellenza! protestarono i due frati allunisono.
Ho detto di lasciarci soli sput con unenergia ancora temibile, ma senza gridare perch non
aveva pi forza. I due frati, compunti, abbandonarono la stanza senza aprire bocca. Eimeric, un po
sollevato sul letto, guard il cavaliere: Avete lopportunit di compiere la vostra penitenza.
Lodato sia il Signore!
Dovete diventare il braccio esecutore del Santo Tribunale.
Sapete che far tutto ci che mi ordiniate, se con ci ottengo il perdono.
Se portate a termine la penitenza che vi impongo, Dio vi perdoner, la vostra anima rimarr
senza macchia e voi non vivrete pi nel tormento interiore.
Non desidero altro, eccellenza.
Il mio ex segretario personale del tribunale.
Chi  e dove vive?
Si chiama frate Miquel de Susqueda.  stato condannato a morte in contumacia per alto
tradimento al Santo Tribunale. Sono passati tanti anni, ma nessuno dei miei agenti  mai riuscito a
trovarlo. Ho deciso di rivolgermi a un uomo di guerra come voi.
Si mise a tossire, probabilmente spinto dallansia con cui parlava. Uno dei frati infermieri apr
la porta, ma Ramon de Nolla, senza troppi complimenti, gliela richiuse in faccia. Frate Nicolau gli
spieg che il fuggitivo non si nascondeva a Susqueda: lavevano visto dalle parti di Cardona, e qualche
agente del tribunale assicurava addirittura che era entrato nellordine di san Benedetto, ma non si
sapeva in quale monastero. E gli spieg ulteriori dettagli della sua santa missione. Non importa se sar
morto; non importa che passino gli anni; ma quando lo trovate, ditegli che sono io che lo castigo,
affondategli una daga nel cuore, tagliategli la lingua e portatemela. E se sar morto, lasciatela a marcire
davanti alla mia tomba, per la volont di Dio Nostro Signore.
E la mia anima sar libera da ogni colpa?
Amen.
 un messaggio personale, padre priore dovette insistere il visitatore, una volta arrivati, in
silenzio, alla fine del freddo chiostro di Santa Maria.
Per cortesia benedettina, non rappresentando alcun pericolo, il nobile cavaliere fu ricevuto dal
padre abate, a cui ripet cercavo un vostro fratello, padre abate.
Chi?
Frate Miquel de Susqueda, padre abate.
Non abbiamo nessun fratello con questo nome. E, ditemi, cosa volete da lui?
 per una questione personale, padre abate. Familiare. E molto importante.
Allora avrete compiuto il viaggio invano.
Prima di entrare come monaco nellordine di san Benedetto,  stato per qualche anno frate
domenicano.
Ah, allora so di chi mi parlate lo interruppe labate. Proprio oggi... professa a Sant Pere del
Burgal, vicino a Escal. Il frate Juli de Sau  stato frate domenicano tanto tempo fa.
Dio sia lodato! si emozion Ramon de Nolla.
Forse non lo troverete vivo.
Cosa volete dire? fece il nobile cavaliere, allarmato.
A Sant Pere erano rimasti due monaci e ieri abbiamo saputo che uno di loro  morto. Non so se
il padre priore o frate Juli. Gli emissari non lo sapevano con certezza.
Allora... Come faccio a...
Il nostro ordinamento dice che quando un monastero rimane con un solo monaco bisogna
chiuderlo, per quanto dolore possa causare la misura.
Capisco. Ma come faccio a...
E bisogna aspettare tempi migliori.
S, padre abate. Ma come faccio a sapere se il sopravvissuto  il frate che cerco?
Ho appena mandato due monaci a prendere la Cassetta Sacra e il monaco sopravvissuto.
Quando saranno di ritorno lo saprete.
Silenzio, ognuno assorto nei propri pensieri. E il padre abate: Che tristezza. Un monastero che
chiude le porte dopo quasi seicento anni di lodi al Signore con il canto delle ore ogni giorno del
mondo.
Che tristezza, padre abate. Mi metter in cammino per vedere se raggiungo i vostri monaci.
Non  necessario: aspettateli. Tra due o tre giorni saranno qui.
No, padre abate. Ho fretta.
Come volete, signore: loro vi porteranno a buon porto.
Stacc con le due mani il quadro dalla parete della sala da pranzo e lo avvicin alla luce pi
debole del balcone. Santa Maria de Gerri, di Modest Urgell. Mentre molte famiglie a casa avevano
qualche triste riproduzione di unultima cena, la nostra sala da pranzo era presieduta da un urgell. Con
il quadro in mano, and in cucina e disse Lola Piccola, non mi dire di no: prendi questo quadro.
Lola Piccola, che era ancora seduta al tavolo della cucina con il pensiero alla parete, guard
Adri.
Come?
 per te.
Non sai quello che dici, Adri. I tuoi genitori...
Non importa: adesso decido io. Te lo regalo.
Non lo posso accettare.
Perch?
Vale troppo. Non posso.
No: hai paura che mamma non volesse.
 lo stesso. Comunque, non lo accetto.
E io, con un urgell rifiutato in mano.
Lo rimisi al suo posto, da dove non lavevo mai visto muoversi, e la sala da pranzo torn a
essere quella che era sempre stata. Girai per lappartamento, mi infilai nello studio di mio padre e di
mia madre a frugare nei cassetti senza alcun obiettivo. E con i cassetti sottosopra, Adri si mise a
pensare. Un paio dore di calma pi tardi, si alz e and nella stanza dello stiro.
Lola Piccola.
Che c.
Io devo tornare in Germania. Devo starci ancora sei o sette mesi prima di poter tornare.
Non ti preoccupare.
Non mi preoccupo: rimani qui, per favore, questa  casa tua.
No.
 pi casa tua che mia. Io, se ho a disposizione lo studio...
Sono venuta qui trentun anni fa per avere cura di tua madre. Ora che lei  morta, non ho pi
niente da fare qui.
Lola Piccola, rimani.
Cinque giorni dopo potei leggere il testamento. Cio, fu il notaio Cases che lo lesse davanti a
me, a Lola Piccola e a zia Leo. E quando quelluomo annunci, con la sua voce stridula,  mio volere
che il quadro intitolato Santa Maria de Gerri, opera di Modest Urgell, propriet personale della
famiglia, sia donato senza alcuna controprestazione alla mia fedele amica Dolors Carri, che abbiamo
sempre chiamato Lola Piccola, come infima dimostrazione di riconoscenza per il sostegno che mi ha
dato tutta la vita, io mi misi a ridere, Lola Piccola scoppi a piangere e zia Leo ci guard allibita. Il
resto del testamento era pi complicato, tranne una lettera personale chiusa in una busta sigillata che il
controtenore mi consegn e che iniziava con caro Adri, figlio mio del mio cuore, cosa che non mi
aveva mai detto in tutto il mio ccazzo di vita.
Adri, carissimo figlio mio.
Qui finiva lo slancio sentimentale di mia madre. Il resto erano istruzioni sul negozio. Sul mio
obbligo morale di occuparmene. Mi spiegava fin nei minimi dettagli linsolito rapporto che aveva con il
signor Berenguer, imprigionato ancora per un anno nel suo stipendio per restituire limporto di una
vecchia appropriazione indebita. Tuo padre aveva messo tutto il suo entusiasmo nel negozio e adesso
che io non ci sono non te ne puoi disinteressare. Ma siccome so che hai sempre fatto e sempre farai
quello che ti pare, non sono affatto sicura che tu mi dia retta, ti rimbocchi le maniche, entri nel negozio
e li faccia tutti rigare dritto come ho fatto io dopo la morte di tuo padre. Non voglio parlarne male, ma
era un romantico: io ho dovuto mettere ordine nel negozio, lho razionalizzato, lho trasformato in una
buona attivit di cui abbiamo potuto vivere tu e io, aggiungendo solo un paio di stipendi, come sai. Mi
dispiace molto che non te lo tenga; ma siccome non sar qui per vederlo, pazienza. Di seguito mi dava
istruzioni molto precise per trattare con il signor Berenguer, chiedendomi di seguirle. Poi tornava sul
terreno personale e diceva ma se oggi, add venti gennaio millenovecentosettantacinque, ti scrivo
queste righe  perch il medico mi ha confermato che sar molto difficile per me sopravvivere ancora a
lungo. Ho dato istruzioni di non disturbarti nei tuoi studi finch non sar il momento. Ti scrivo, per,
perch voglio che tu sappia, oltre a quello che ti ho detto finora, altre due cose. La prima: mi sono
riavvicinata alla Chiesa. Quando mi sono sposata con tuo padre io ero una ragazza n carne n pesce,
molto influenzabile, che non sapeva esattamente cosa voleva dalla vita, e quando tuo padre mi disse la
cosa pi probabile  che Dio non esista, io dissi ah, daccordo, benissimo. In seguito ne ho sentito
molto la mancanza, soprattutto alla morte di mio padre e alla morte di Flix, e nella solitudine in cui mi
sono trovata perch non sapevo cosa dovevo fare con te.
Cosa dovevi fare? Volermi bene.
Io ti ho voluto bene, figlio.
A distanza.
A casa siamo sempre stati poco affettuosi, freddi; il che non vuol dire essere delle cattive
persone.
Mamma: volermi bene, guardarmi negli occhi, chiedermi cosa voglio fare.
E con la morte di tuo padre  andato tutto a rotoli.
Avresti potuto provarci.
Non sono mai riuscita a perdonarti che avessi abbandonato lo studio del violino.
Non ti ho mai perdonato che mi obbligassi a essere il migliore.
Lo sei.
No. Sono intelligente e, se vuoi, superdotato. Ma non posso fare tutto. Non ho alcun obbligo di
essere il migliore. Tu e pap vi siete sbagliati con me.
Tuo padre, no.
Sto finendo il dottorato e non ho intenzione di iscrivermi a Giurisprudenza. E non ho studiato
il russo.
Per adesso.
Be. Per adesso, s.
Non discutiamo pi, che sono morta.
Daccordo. E che altro vuoi che sappia? A proposito: Dio esiste, mamma?
Muoio con molte spine nel cuore. La pi grossa, non sapere chi ha ucciso tuo padre e perch.
Cosa hai fatto per scoprirlo?
Adesso so che mi spiavi da dietro il divano. Sai cose che io non sapevo che tu sapessi.
Non credere. Sapere, sapere, sono riuscito solo a sapere cos un lupanare; ma non chi ha
ucciso mio padre.
Ehi, ehi, sta salendo la vedova nera! fece lispettore Ocaa agitato, affacciandosi allo studio
del commissario.
Sei sicuro?
Non te leri tolta di torno per sempre?
Rompiscatole di donna.
Il commissario Plasencia mise nel cassetto i resti del panino, si alz e guard dalla finestra il
traffico su carrer de Llria. Quando sent la presenza femminile sulla porta, si gir.
Che sorpresa.
Buonasera.
Era da giorni che...
S. Be... ho fatto fare delle indagini e...
Sul tavolo, in un portacenere freddo, un sigaro spento, fumato a met, impuzzolentiva
lambiente.
E?
Aribert Voigt, commissario. Vendette commerciali, commissario. O, se vuole, vendette
personali; ma niente bordelli n ragazzine violentate. Non so perch vi siate inventati questa
deplorevole storia.
Io eseguo sempre gli ordini.
Io no, commissario. E ho intenzione di farle causa per occultamento di
Non mi faccia ridere! la interruppe bruscamente il poliziotto. In Spagna, per fortuna, non
siamo in democrazia. Qui comandano i buoni.
Ricever presto la citazione. Se la colpa  pi in alto, tireremo i fili.
Quali fili?
Chi ha lasciato agire impunemente quellassassino. E chi lha lasciato allontanarsi senza
importunarlo.
Non sia ingenua. Non trover fili, perch non ce ne sono.
Il commissario prese il sigaro dal portacenere, sfreg un fiammifero e lo accese. Una nuvola
densa e bluastra gli nascose momentaneamente il volto.
E perch non gli hai fatto causa, mamma?
Il commissario Plasencia si sedette, buttando ancora fuori il fumo dal naso e dalla bocca. Mia
madre prefer restare in piedi l davanti.
Ce ne sono eccome, di fili! fece mia madre.
Signora, sono occupato rispose il commissario ricordando il panino lasciato a met.
Un nazista che vive libero e tranquillo. Se non  ancora morto.
Nomi. Senza nomi,  come vendere fumo.
Un nazista. Aribert Voigt. Le sto facendo un nome!
Arrivederci, signora.
Il pomeriggio del crimine mio marito mi ha detto che andava allAteneu a incontrarsi con un
certo Pinheiro...
Mamma, perch non gli hai fatto causa?
... ma non era vero che dovesse incontrarsi con Pinheiro. Gli aveva telefonato un
commissario.
Nomi. Signora. A Barcellona ci sono molti commissari.
Ed era una trappola. Aribert Voigt si muoveva sotto la protezione della polizia spagnola.
Quello che dice pu farla andare in galera.
Mamma, perch non gli hai fatto causa?
E quelluomo ha perso il controllo. Voleva fare del male a mio marito. Lo voleva spaventare,
credo. Ma lo ha ucciso e ha infierito sul suo corpo.
Signora, si contenga.
E invece di arrestarlo, lhanno espulso dal Paese.  andata cos, vero, commissario Plasencia?
Signora, lei ha letto molti romanzi.
Le assicuro di no.
Se non smette di scocciarmi e di importunare la polizia, la pagher cara. Lei, la sua amante e
suo figlio. Anche se fugge in capo al mondo.
Mamma, ho sentito bene?
Cosa hai sentito bene?
Quello della tua amante.
Il commissario si appoggi allo schienale per osservare che effetto avevano fatto le sue parole.
E ribad: Non ci metto molto a far correre voci negli ambienti che lei frequenta. Arrivederci, signora
Ardvol. E non torni mai pi. Apr il cassetto mezzo vuoto, con i resti del panino frustrato, e lo
richiuse con rabbia, questa volta davanti alla vedova nera.
S, s, va bene, mamma. Ma come sapevi che la storia dei bordelli e delle violenze non era
vera?
Mia madre, che pure era morta, tacque. Io aspettavo ansioso una risposta. Dopo uneternit: Lo
so e basta.
No, non mi basta.
Va bene. Pausa drammatica, per farsi coraggio, immagino. Poco dopo il nostro matrimonio,
dopo averti concepito, a tuo padre  sopraggiunta unimpotenza sessuale totale. A partire da allora 
stato assolutamente incapace di avere erezioni. Questo lo ha amareggiato per tutta la vita. E ci ha
amareggiato. N i medici n le penose visite a signore comprensive hanno potuto farci niente. Tuo
padre era comera, ma non poteva violentare una ragazzina, perch aveva finito per odiare il sesso e
tutto ci che avesse a che fare con esso. Suppongo che per questo si sia rifugiato nei suoi oggetti sacri.
Se  andata davvero cos, perch non gli hai fatto causa? Ti hanno ricattato?
S.
Con la storia dellamante?
No.
E la lettera di mia madre finiva con una serie di raccomandazioni pi generali e una timida
effusione sentimentale, quando diceva, addio, figlio mio carissimo. Lultima frase, ti seguir dal cielo,
mi  sempre sembrata una velata minaccia.
Oh, guarda, guarda... disse il signor Berenguer seduto sulla sua poltrona, scrollandosi un po
di polvere inesistente dai pantaloni immacolati. Hai deciso di rimboccarti le maniche e di metterti a
lavorare?
Era seduto nello studio di mia madre, con laria di aver riconquistato un territorio prezioso, e
lirruzione di quellidiota dellArdevolino con la faccia di chi sta sempre con la testa per aria lo aveva
distratto dai suoi pensieri. Si era stupito che quel ragazzo fosse entrato nel suo studio senza bussare. Per
questo aveva detto oh, guarda, guarda.
Di cosa vuoi parlare?
Di tutto, voleva parlare Adri. Ma prima, con la sua perizia, gett le basi di una buona intesa:
La prima cosa che voglio fare  sciogliere il suo legame con il negozio.
Cosa?
Mi ha sentito.
Tu conosci i miei accordi con tua madre?
 morta. E comunque li conosco.
Non ci credo: ho firmato un accordo che mi obbliga a lavorare nel negozio. Mi rimane ancora
un anno di lavori forzati.
Glielo condono: la voglio vedere lontano da qui.
Io non so cosa vi hanno fatto in questa famiglia, ma avete un caratteraccio...
Non cerchi di darmi lezioni, signor Berenguer.
Lezioni, no; ma informazioni, s. Lo sapevi che tuo padre era un predatore?
Pi o meno. E lei era la iena che voleva rubargli i resti dello gnu.
Il signor Berenguer fece un ampio sorriso che gli mise in mostra un canino doro.
Tuo padre era un predatore senza piet per nessuno se si trattava di ottenere un profitto con un
acquisto che a volte era una spudorata rapina.
Daccordo, una rapina. Ma lei oggi raccoglie le sue cose e non  pi autorizzato a entrare nel
negozio.
Accidenti... Uno strano ghigno cercava di nascondere la sorpresa che le parole del piccolo
Ardvol gli causavano. E sei anche capace di dire che sono una iena? Chi sei tu per...
Sono il figlio del re della giungla, signor Berenguer.
Un bastardo, come tua madre.
Arrivederci, signor Berenguer. Domani le telefoner il nuovo amministratore, insieme, se
fosse il caso, a un avvocato che  al corrente di tutto.
Sai che la tua fortuna  fatta a base di estorsioni?
 ancora qui?
Per fortuna per me, il signor Berenguer pens che io fossi di granito come mia madre; confuse il
mio rassegnato fatalismo con una sorta di indifferenza profonda e questo lo disarmava e mi rafforzava.
Raccolse in silenzio ci che da pochissimo doveva aver collocato in un cassetto della scrivania di mia
madre e usc dallo studio. Lo vidi toccare oggetti qua e l e notai persino che Ceclia, facendo finta di
lavorare sui cataloghi, sbirciava incuriosita i movimenti della iena. Cap subito, e sulla faccia le si
allarg un sorriso rosso vivo.
Il signor Berenguer usc e sbatt la porta del negozio cercando di mandare in frantumi qualche
vetro, ma non ci riusc. Ho la sensazione che i due nuovi dipendenti non capissero niente. Il signor
Berenguer, dopo aver lavorato trentanni nel negozio, ci mise unora appena a sparire da l, e io
pensavo anche dalla mia vita. Mi chiusi a chiave nello studio di mio padre e mia madre. Invece di
chiedere dati e di cercare indizi sulle prodezze del re della giungla, mi misi a piangere. Il giorno dopo,
invece di chiedere dati e di cercare indizi, lasciai il negozio nelle mani dellamministratore e tornai a
Tubinga perch non volevo perdere altre lezioni di Coteriu. Dati e indizi.
...
.
...
Capitolo ventisette.
...
.
...
Gli ultimi mesi a Tubinga mi servirono per cominciare a rimpiangere quella citt e il paesaggio
del Baden-Wrttemberg, la Foresta Nera e tutte quelle belle cose; perch a Adri succedeva lo stesso
che a Bernat: era pi felice sospirando per quello che non aveva vicino che guardando quello che aveva
tra le mani. Pensava mannaggia, come far a vivere lontano da questo paesaggio quando torner a
Barcellona. E pensare che stava finendo la tesi su Vico, che in qualche modo si rivel una specie di pila
atomica in cui aveva messo tutto il suo pensiero e che sapevo mi avrebbe fornito una lunga serie di
riflessioni intellettuali che mi sarebbero servite per tutta la vita. Ci pu spiegare, amore mio, perch
non mi volessi distrarre con dati e indizi che mi avrebbero potuto sconvolgere la vita e gli studi. E
cercai di non pensarci troppo finch mi abituai a non pensarci pi.
... No, non  brillante:  profonda;  ammirevole. E il suo tedesco, perfetto gli disse Co?eriu
il giorno successivo alla discussione della tesi. Mi raccomando, continui a studiare. E se si vuole
dedicare alla linguistica, me lo faccia sapere.
Ci che Adri non sapeva in quel momento era che Co?eriu aveva passato due giorni e una
notte quasi in bianco a leggere la copia di uno dei membri della commissione. Lo venni a sapere
qualche anno dopo dallo stesso dottor Kamenek. Quel giorno Adri pot soltanto restare in piedi in
mezzo al corridoio, solo, vedendo Co?eriu che si allontanava, senza essersi reso conto fino in fondo che
quelluomo lo aveva abbracciato e gli aveva detto che lo ammirava; no: che ammirava quello che aveva
scritto. Co?eriu che riconosceva...
Che ti succede, Ardvol?
Da cinque minuti ero impalato in mezzo al corridoio e non avevo visto arrivare Kamenek da
dietro. A me? Cosa?
Stai bene?
Io? Se... S, s. Stavo...
Fece un gesto vago con le mani per indicare non sapeva esattamente che. Poi Kamenek gli
chiese se aveva deciso sulla possibilit di rimanere a Tubinga per continuare a studiare, e lui gli rispose
che aveva molti impegni che lo richiamavano a Barcellona, cosa non vera, perch del negozio non
gliene importava niente e ci di cui solo sentiva la mancanza era lo studio del padre, e cominciava
anche a rimpiangere la possibilit di rimpiangere il paesaggio freddo di Tubinga. E poi volevo essere
pi vicino al ricordo di Sara; ammettevo di essere come un uomo castrato, adesso, senza di te. Per tutto
questo, cominciavo a capire che non avrei mai raggiunto la felicit. Che probabilmente nessuno la
poteva raggiungere. La felicit era sempre l davanti, a un passo, ma irraggiungibile; irraggiungibile
probabilmente per tutti. Nonostante le gioie che a volte gli dava la vita, come quel giorno in cui gli
aveva telefonato Bernat e, come se non fossero sei mesi che non si parlavano perch avevano pi o
meno ufficialmente litigato, gli aveva detto mi senti? Finalmente  morto, quel bastardo! Qui stanno
stappando tutti lo champagne. E poi aveva detto adesso per la Spagna  il momento di pensarci e di
dare la libert ai suoi popoli, chiedendo tutti i perdoni storici necessari.
Ahiahiahi.
Che c? Non ho ragione?
S. Ma sembra che tu non conosca la Spagna.
Vedrai, vedrai. E con lo stesso slancio: Ah, e sto per annunciarti una sorpresa.
Sei incinto?
No, non sto scherzando. Vedrai. Aspetta qualche giorno.
E aveva riattaccato perch una telefonata in Germania costava lira di Dio e stava telefonando
da una cabina, euforico, pensando  morto Franco,  morto lorco,  morto il lupo,  morto il mostro ed
 morto il suo veleno. Ci sono momenti in cui anche la brava gente si pu rallegrare di una morte.
Bernat non aveva mentito: oltre alla conferma della morte del dittatore, che lindomani era in
prima pagina su tutti i giornali, cinque giorni dopo aveva ricevuto una laconica lettera espresso che
diceva Caro saputello: ti ricordi quando hai detto
nonvalenulla,davvero.Nonhaanima;nonmihatrasmessoalcunaemozione.Nonsoperch,matrovochenonab
biaalcunvalore.NonsochisiaAmadeu;malacosapeggiorechenonmeneimportaniente?EdiElisanonneparli
amonemmeno? Te lo ricordi? Be, questo racconto che non trasmette emozioni ha appena vinto il
premio Recull di Blanes. Assegnato da una giuria intelligente. Sono felice. IltuoamicoBernat.
Nonsaiquantomifapiacere, gli rispose Adri. Manontidimenticare
chesenonlhaisistematounpocontinuaanonvalerenulla.Iltuoamico Adri. E Bernat mi rispose con un
telegramma urgente che diceva Vaiafartifotterestop. IltuoamicoBernatstop.
Appena tornato a Barcellona, mi offrirono un corso di Storia dellestetica e della cultura
alluniversit e dissi di s senza pensarci troppo, anche se non ne avevo alcun bisogno. Era buffo, dopo
aver vissuto quattro anni fuori trovavo lavoro nel mio quartiere, a dieci minuti da casa a piedi. E il
primo giorno che andai al dipartimento a parlare dei termini della mia collaborazione, conobbi Laura. Il
primo giorno! Bionda, un po bassa, gentile, sorridente e, ancora non lo sapevo, intimamente triste. Si
era iscritta al quinto anno e chiedeva di non so quale professore, forse Cerd, che le seguiva la tesi
proprio su Co?eriu. Occhi azzurri. E una voce piacevole. Mani nervose, non molto curate. E una
colonia o un profumo  non ho ancora capito esattamente la differenza  molto interessante. Adri le
sorrise e lei ciao, lavori qui? E lui: Non so bene. E tu? E lei: Eh, mi piacerebbe!
Non saresti dovuto tornare.
Perch?
Il tuo futuro  in Germania.
E tu sei quello che non voleva che me ne andassi? Come va il violino?
Mi presento al concorso per un posto nellOrquestra Ciutat de Barcelona.
Ah, benissimo.
S, fantastico. Sar un impiegato.
No: sarai violinista di una buona orchestra molto migliorabile.
Se lo vinco. Qualche secondo di esitazione. E mi sposo con Tecla. Mi fai da testimone?
Certo. Quando vi sposate?
Intanto, succedevano altre cose. Dovetti cominciare a usare gli occhiali per leggere e i capelli
iniziavano ad abbandonarmi senza troppe spiegazioni. Vivevo da solo in un immenso appartamento
dellEixample, circondato da scatoloni di libri venuti dalla Germania che non avevo mai voglia di
classificare e mettere a posto, perch tra le altre cose non avevo sufficienti scaffali. E soprattutto
successe che non riuscii a convincere Lola Piccola.
Ciao, Adri.
Mi dispiace molto, Lola Piccola.
Ho voglia di fare la mia vita.
Capisco. Ma questa  ancora casa tua.
Cercati una donna di servizio, dammi retta.
No, no. Se tu non... Impossibile.
Mi sarei messo a piangere perch Lola Piccola mi lasciava? No. Comprai invece un buon
pianoforte verticale che sistemai nella camera dei miei genitori, che stava diventando la mia. Il
corridoio, molto spazioso, si era gi abituato agli ostacoli rappresentati dagli scatoloni di libri ancora da
aprire.
Ma... scusa...
Dimmi.
Tu hai una casa?
Certo. Non ci vivo da un millennio, ma ho un appartamentino alla Barceloneta. Lho fatto
ridipingere.
Lola Piccola.
Che c?
Non ti offendere, ma io... Ti vorrei regalare qualcosa, non so. In segno di riconoscenza.
Ho ricevuto quanto mi spettava per tutti i giorni che ho vissuto in questa casa.
Non intendevo questo. Intendevo...
Allora non dire niente.
Lola mi prese per un braccio e mi port nella sala da pranzo; mi indic la parete nuda, senza il
quadro di Modest Urgell.
Tua madre mi ha fatto un regalo che non merito.
Che altro posso fare per te...
Mettere a posto i libri, non si pu vivere cos.
Di, Lola Piccola. Che altro posso fare per te?
Lasciarmi andar via tranquilla; te lo dico sul serio.
La abbracciai e mi accorsi che...  sconvolgente, Sara, ma credo di aver voluto pi bene a Lola
Piccola che a mia madre.
Lola Piccola se ne and di casa; i tram non sferragliavano pi lungo carrer de Llria, perch alla
fine del franchismo il comune si era schierato per linquinamento diretto e aveva sostituito tutti i tram
con autobus, senza eliminare le rotaie, che diventavano lincentivo ideale per far scivolare moto e
motorini. Mi rinchiusi a casa intenzionato a proseguire i miei studi e a dimenticarti, dopo aver preso
possesso della stanza dei miei genitori e dormendo nello stesso letto in cui ero nato alle sei e mezza di
mattina di marted trenta aprile millenovecentoquarantasei.
Bernat e Tecla si sposarono, profondamente innamorati, con lemozione riflessa negli occhi; e
io feci il testimone. Durante il pranzo, vestiti da sposi, ci offrirono la prima sonata di Brahms, cos,
tranquilli e senza spartiti. E mi ingelosii cos tanto... Bernat e Tecla avevano tutta la vita davanti,
invidiai con allegria la felicit del mio amico. Rimpiansi Sara e la sua inspiegabile fuga, invidiai
profondamente di nuovo Bernat, augurai a entrambi tutta la felicit del mondo per la loro vita in
comune, partirono, sorridenti ed espansivi, per il viaggio di nozze e pian piano, giorno dopo giorno,
cominciarono a scavare, con costanza, con dedizione, la loro sciagura.
Per qualche mese, mentre mi abituavo alle lezioni, al disinteresse degli studenti per la storia
della cultura, al paesaggio selvatico, senza boschi, dellEixample, presi lezioni di pianoforte da una
signora che non cera verso mi ricordasse la Trullols, ma che fu molto efficiente. Per avevo ancora
troppe ore libere.
   ?d.
hadh.
tr?n.
trn.
tl?t.
tlth.
arba.
rba.
arba.
rba.
arba!
arba!
Raba taua!
Le lezioni di aramaico furono un buon lenitivo. Allinizio la professoressa Gombreny si
lamentava della mia pronuncia, finch non ne parl pi, non so se perch io ero migliorato o lei si era
stufata.
Siccome i mercoled non finivano mai, Adri si iscrisse a un corso di introduzione al sanscrito
che mi apr un mondo nuovo, soprattutto perch era un piacere sentire il dottor Figueres avanzare con
cautela ipotesi etimologiche e stabilire reti di collegamento tra le diverse lingue indoeuropee. Facevo
anche lo slalom in corridoio per evitare gli scatoloni di libri di cui conoscevo la posizione esatta e su
cui non inciampavo neanche di notte. E quando ero stanco di leggere, suonavo il mio storioni per ore e
ore, fino a restare zuppo di sudore, come Bernat il giorno dellesame. Le giornate cos erano pi corte e
riuscivo a pensare a te quasi solo allora di cena, perch era il momento in cui abbassavo la guardia.
Quindi andavo a letto con una punta di tristezza e, soprattutto, con la domanda senza risposta del
perch, Sara. Solo due volte mi dovetti incontrare con lamministratore del negozio, un uomo molto
dinamico che cap subito la mia situazione. La seconda volta mi disse che Ceclia stava per andare in
pensione e, sebbene avessi avuto poco a che fare con lei, mi sentii triste. Sembrer assurdo, ma Ceclia
mi aveva dato pi buffetti sulla guancia e mi aveva arruffato pi volte i capelli di mia madre.
La prima volta che sentii il prurito alle dita fu quando Morral, un vecchio libraio del mercato di
Sant Antoni, che conosceva mio padre, mi disse ho la sensazione che le interesserebbe accompagnarmi
a guardare una cosa, dottore.
Adri, che stava esaminando una pila di libri della collana A Tot Vent dallinizio fino allo
scoppio della guerra civile, alcuni con dediche che gli piacevano molto di gente sconosciuta a gente
sconosciuta, alz la testa stupito.
Scusi?
Il libraio si era alzato e gli faceva cenno con la testa di seguirlo. Schiocc le dita alluomo della
bancarella accanto, che era il modo di dirgli che si assentava e che la sorvegliasse, per lamor di Dio. In
cinque minuti silenziosi raggiunsero un palazzo stretto e con la scala buia di carrer del Comte Borrell
che ricordava di aver visitato qualche volta con suo padre. Al mezzanino Morral tir fuori dalla tasca
un portachiavi e apr una porta. La casa era al buio. Accese una lampadina fioca che non arrivava a
proiettare luce fino a terra e, in quattro salti lungo uno strettissimo corridoio, entr in una stanza
occupata da unimmensa cassettiera con tanti cassetti larghi e molto bassi, come quelli in cui i
disegnatori tengono i loro lavori. Il primo pensiero che mi venne in mente fu come avevano fatto a far
passare quel mobile in un corridoio cos stretto? La luce di quella stanza era pi potente di quella
dellingresso. Allora Adri si accorse che al centro cera un tavolo con una lampada. Morral accese
anche questa. Apr uno dei cassetti e ne estrasse i fogli che pos sotto il fascio di luce del tavolino.
Allora sentii le palpitazioni, il prurito nelle viscere e sulla punta delle dita. Davanti a me, chinato con il
libraio sul gioiello, cerano dei fogli di carta rudimentale. Mi dovetti mettere gli occhiali per non
perdere alcun dettaglio. Feci fatica ad abituarmi alla strana grafia di quel manoscritto. Lessi ad alta
voce Discours de la mthode. Pour bien conduire la raison, & chercher la vrit dans les sciences. E
nientaltro. Non osai toccare i fogli. Dissi solo no.
S.
Non  possibile.
Ma le interessa, no?
Dove diavolo lha trovato?
Invece di rispondermi Morral volt la prima pagina. Dopo un po disse sono sicuro che le
interessa.
Lei che ne sa.
 come suo padre: so che le interessa.
Adri aveva davanti a s il manoscritto originale del Discours de la mthode, scritto prima del
1637, lanno in cui fu pubblicato insieme a La Dioptrique, Les Mtores e La Gomtrie.
Completo? chiese.
Completo. Be.. mancano... niente, due fogli.
E come so che non  una truffa?
Quando sentir il prezzo capir che non  una truffa.
No: capir che  molto caro. Come so che non mi inganna?
Luomo frug in una cartella appoggiata alla zampa del tavolo, ne estrasse dei fogli e li allung
a Adri.
I primi otto o dieci anni della collana A Tot Vent dovettero aspettare unaltra opportunit.
Adri Ardvol pass il pomeriggio a esaminare il manoscritto e a confrontarlo con il certificato di
autenticit, chiedendosi da dove diavolo era venuto fuori quel gioiello e concludendo che forse era
meglio non fare domande.
Non feci alcuna domanda che non avesse relazione con lautenticit del fascicolo e finii per
pagare un cifra astronomica dopo un mese di dubbi e consultazioni discrete. Quello fu il primo
manoscritto da me acquistato dei venti esemplari della mia collezione. A casa, procurate da mio padre,
avevo venti pagine sparse della Recherche, il manoscritto completo di The Dead, di Joyce, qualche
pagina di Zweig, quel tizio che si  suicidato in Brasile, e il manoscritto della consacrazione del
monastero di Sant Pere del Burgal da parte dellabate Deligat. Da quel giorno capii che ero posseduto
dallo stesso demonio di mio padre. Il prurito in pancia, il bruciore sulle dita, larsura in bocca... tutto
questo davanti al dubbio dellautenticit, al valore del manoscritto, alla paura di perdere loccasione di
possederlo, alla paura di pagarlo troppo, alla paura di offrire troppo poco e di vederlo allontanarsi dalla
mia vita... Il Discours de la mthode fu il mio granello di sabbia.
...
.
...
Capitolo ventotto.
...
.
...
Il granello di sabbia  prima un bruscolino nellocchio; poi diventa un fastidio alle dita, un
bruciore allo stomaco, una piccola protuberanza in tasca e, se la sfortuna ci assiste, finisce per
trasformarsi in una pietra sulla coscienza. Tutto comincia cos, cara Sara, le vite e i racconti, con un
inoffensivo granello di sabbia che passa inavvertito.
Vi entrai come se entrassi nel tempio. O nel labirinto. O allinferno. Non ci avevo pi messo
piede dal giorno dellespulsione del signor Berenguer alle tenebre esterne. Suonava ancora lo stesso
campanello, quando si apriva la porta. Lo stesso campanello di tutta la vita. Lo accolsero gli occhi
attenti di Ceclia, ancora dietro al bancone, come se non si fosse mai mossa di l. Come fosse un
oggetto esposto per essere venduto a un qualsiasi collezionista con sufficienti mezzi. Ancora ben
vestita e ben pettinata. Senza muoversi, come se lo stesse aspettando da ore, disse di darle un bacio,
come quando aveva dieci anni. Gli chiese come stai?, e lui bene, bene. E tu?
Ti stavo aspettando.
Adri guard da una parte e dallaltra. In fondo, una ragazza sconosciuta puliva con pazienza
degli oggetti di rame.
Non  ancora arrivato disse lei. Gli prese la mano per farlo avvicinare e non pot trattenersi
dallarruffargli i capelli, come Lola Piccola. Li stai perdendo.
S.
Assomigli sempre pi a tuo padre.
Tu credi?
Hai una ragazza?
Ss.
Lei apr un cassetto e lo richiuse. Silenzio. Forse stava pensando se quella domanda era stata
inopportuna.
Perch non vai a curiosare un po?
Mi dai il permesso?
Sei tu il proprietario fece lei allargando le braccia. Per un momento a Adri sembr che gli si
offrisse.
Feci il mio ultimo giro per luniverso del negozio. Gli oggetti erano cambiati, ma latmosfera e
lodore erano gli stessi. Rivide il padre che esaminava documenti, il signor Berenguer che formulava
grandi idee, osservando la porta dingresso, Ceclia pettinata e truccata, pi giovane, che sorrideva a
una cliente che le chiedeva senza alcun motivo uno sconto sul prezzo di uno splendido scrittoio
chippendale, suo padre che chiamava nello studio il signor Berenguer, si chiudevano l a parlare a
lungo di chiss che, o s, sapeva di che. Tornai vicino a Ceclia, che aveva risposto al telefono. Quando
riattacc, mi misi davanti a lei: Quando vai in pensione?.
A Natale. Non ti vuoi occupare del negozio, vero?
Non lo so mentii. Ho del lavoro alluniversit.
Non  incompatibile.
Ebbi la sensazione che stesse per dirmi qualcosa, ma in quel momento entr il signor Sagrera
chiedendo scusa per il ritardo, salutando Ceclia e indicandomi lo studio con il braccio, tutto insieme.
Ci chiudemmo nello studio. Lamministratore mi disse come stavano le cose e qual era il valore attuale
del negozio. Anche se non mi chiedi il parere, ti devo dire che  unattivit redditizia e con futuro.
Lunica remora era il signor Berenguer, ma tu stesso hai provveduto. Si appoggi allo schienale per
dare pi forza alle sue parole: Attivit redditizia e con futuro.
Lo voglio vendere. Non voglio essere un negoziante.
Che male c?
Signor Sagrera...
Va bene, sei tu a decidere.  la tua ultima parola?
Che ne so io se  la mia ultima parola. Che ne so io di cosa voglio fare.
S, signor Sagrera,  la mia ultima parola.
Allora il signor Sagrera si alz, and verso la cassaforte e lapr. Mi sorprese che lui avesse la
chiave della cassaforte e io no. Tir fuori una busta.
Da parte di tua madre.
Per me?
Mi disse di dartelo se ti facevi vedere in negozio.
Ma io non voglio...
Se ti facevi vedere in negozio: non se decidevi di occupartene.
Era una busta chiusa. Laprii davanti al signor Sagrera. La lettera non cominciava con carissimo
figlio mio, non cera alcuna formula iniziale n diceva ehi, Adri, come va? Era un elenco di istruzioni,
freddo ma pratico, con alcuni consigli che capii subito mi sarebbero stati utilissimi.
Malgrado le mie intenzioni, qualche giorno o qualche settimana dopo, non ricordo, partecipai a
unasta clandestina. Morral, il libraio del mercato di Sant Antoni, mi aveva dato lindirizzo con fare
misterioso. Forse non cera bisogno di tanto mistero, perch apparentemente non cera alcun filtro di
protezione. Suonavi il campanello, ti aprivano ed entravi in un garage di una zona industriale de
LHospitalet. Cera un tavolo vetrina, come in una gioielleria, abilmente illuminato, dove erano esposti
gli oggetti messi allasta. Non appena iniziai a esaminarli mi torn quel prurito e mi venne quella
specie di sudore che mi hanno sempre accompagnato, in forma via via crescente, quando sono stato sul
punto di acquistare qualcosa. E la bocca pastosa. Credo sia la stessa sensazione del giocatore davanti
alla slot-machine. Una gran parte degli oggetti che ti avevo sempre detto che erano di mio padre lho
comprata io. La moneta da cinquanta ducati del Sedicesimo secolo, per esempio, che adesso varr un
milione. Lho comprata l. Mi  costata una bella sommetta. Poi, ad altre aste o attraverso scambi
frenetici, facendo immensi salti nel vuoto, a tu per tu con un altro collezionista ossessivo, i cinque
fiorini doro coniati a Perpignan allepoca di Giacomo III di Maiorca. Che piacere tenerli in mano e
farli tintinnare. Con quelle monete in mano mi sentivo come quando mio padre mi faceva la predica sul
Vial e sulle diverse persone che erano passate per la sua vita, servendolo, cercando di ottenerne un bel
suono, rispettandolo, venerandolo. Oppure i tredici luigi doro, magnifici: quando li prendo in mano e li
faccio tintinnare sento lo stesso suono che tranquillizz Guillaume-Franois Vial ormai vecchio.
Malgrado il pericolo che rappresentasse per lui convivere con quello storioni, gli si era affezionato e
non se ne era voluto separare finch non aveva sentito dire che Monsieur La Guitte aveva sparso la
voce che un violino del famoso Lorenzo Storioni poteva essere messo in relazione con lassassinio,
anni prima, di Monsieur Leclair. Allora quel violino cos prezioso aveva cominciato a bruciargli tra le
mani e da intimo possesso si era trasformato in incubo. Aveva deciso di liberarsene lontano da Parigi.
Al rientro da Anversa, dove era riuscito a venderlo a un buon prezzo insieme alla custodia macchiata
dellodioso sangue di tonton Jean, il violino si era trasformato in una rassicurante borsa di pelle di
capra piena di luigi doro. Come suonava bene la borsa. Pensava a quella borsa come al suo futuro, al
suo nascondiglio, al suo trionfo contro la rozzezza e la vanit di tonton Jean. Adesso nessuno lo poteva
pi associare al violino, che aveva comprato Heer Arcan di Anversa. E questo era il suono dei luigi
doro quando io li facevo suonare.
Vuoi venire a Roma?
Laura lo guard sorpresa. Erano nel chiostro della facolt, circondati da studenti, lui con le mani
in tasca, lei con una cartella piena, che sembrava lavvocato dufficio appena prima di entrare in
udienza a risolvere un caso difficile; io ammiravo il suo sguardo azzurro intenso. Laura non era pi una
studentessa ansiosa di sapere. Era una docente molto stimata dagli studenti. Aveva ancora lo sguardo
azzurro e la tristezza dentro. E Adri la osservava pieno di incertezze mentre in testa gli si mischiavano
immagini tue, Sara, con quelle di questa donna che, a quanto pareva, non aveva molta fortuna nei
rapporti sentimentali.
Scusa?
Devo andarci per dei lavori... Si tratta di cinque giorni al massimo. Potremmo essere di ritorno
luned e non perderesti neanche una lezione.
In realt, Adri aveva improvvisato la proposta. Da qualche giorno si era reso conto di non
sapere come avvicinarsi allo sguardo azzurro. Aveva voglia di fare il passo, ma non sapeva come. E
avevo paura a decidermi perch pensavo di tradire il tuo ricordo. Allora gli era venuto in mente il
sistema pi ignobile; lo sguardo azzurro sorrise e Adri si chiese se cera un momento in cui Laura non
sorridesse. Fu molto sorpreso quando lei disse va bene, di.
Va bene cosa?
Vengo a Roma con te. Lo guard allarmata. Intendevi questo, no?
Risero entrambi e lui pens stai cominciando unaltra storia e non hai la minima idea di com
Laura, a parte lazzurro.
Al decollo e allatterraggio lei gli prese la mano per la prima volta, sorrise timidamente e
confess ho il terrore dellaereo, e lui disse ma perch non me lhai detto prima. Lei fece un gesto come
per dire non so,  andata cos, che lui interpret nel senso che valeva la pena vivere momenti di terrore
per andare a Roma con Ardvol; mi sentii molto orgoglioso della mia capacit di attrazione, cara Sara,
anche se con una giovane docente che aveva tutto il futuro davanti.
Roma non era una festa; era un caos circolatorio montato su una citt immensa, capitanato da
tassisti suicidi come quello che li aveva portati in tempo record dallalbergo fino a via del Corso,
soffocata dal traffico. Il negozio di frutta e verdura Amato era un ben di Dio di cassette di frutta
appetitosa e ben illuminata che faceva voltare la testa ai passanti. Un uomo dalla barba folta, che in
quel momento serviva una cliente difficile, quando lui si present gli diede un biglietto da visita e
indic verso piazza del Popolo.
Si pu sapere che facciamo?
Lo saprai subito.
Bene, vorrei capire che cosa ci faccio io qui.
Mi accompagni.
Perch?
Perch ho paura.
Fantastico. Dovette correre per seguire le falcate di Adri. Allora forse  meglio che mi
spieghi di cosa si tratta. No?
Ecco, siamo arrivati.
Era tre portoni pi in l. Non appena ebbe suonato al citofono, il rumore della serratura indic
che il portone si era aperto, come se li stessero aspettando. Sul pianerottolo, con la mano appoggiata
sulla porta aperta, li aspettava il mio angelo che non lo era pi, con un sorriso un po distante. Adri le
diede un bacio, la indic con familiarit e inform Laura:  la mia sorellastra. La signora Daniela
Amato.
E, riferendomi a Laura, dissi a Daniela: Il mio avvocato.
Laura reag bene. Anzi, fu fantastica. Non batt ciglio. Le due donne si guardarono qualche
secondo come se stessero calcolando le forze da mettere in campo. Daniela li invit a entrare in un
soggiorno molto ben arredato, tra i cui mobili cera una credenza Sheraton che ero sicuro di aver visto
nel negozio; sulla credenza, una fotografia di nostro padre molto giovane con una bellissima ragazza,
che aveva una certa somiglianza con Daniela. Immaginai che fosse la leggendaria Carolina Amato,
lamore romano di mio padre, la figlia del fruttivendolo Amato.* Nella fotografia era una donna
giovane, dallo sguardo intenso e la pelle fina. Era strano, perch davanti a me avevo la figlia di quella
ragazza, che a cinquantanni e passa non si curava pi di nascondere le rughe sul viso. La mia
sorellastra era ancora una donna bella ed elegante. Prima che cominciassimo a parlare entr un
adolescente spilungone dalle sopracciglia folte che portava un vassoio con il caff.
Mio figlio Tito annunci Daniela.
Piacere di conoscerti* gli dissi dandogli la mano.
Non ti disturbare rispose mentre appoggiava delicatamente il vassoio sul tavolino da caff.
Parlo catalano, mio padre  di Vilafranca.
A quel punto Laura inizi a lanciarmi sguardi assassini. Doveva pensare che quello fosse
davvero troppo, ritrovarsi l, con la toga da avvocato, a parlare con il mio ramo familiare italiano, di
cui le importava assai. Le sorrisi e misi la mia mano sulla sua per tranquillizzarla; ci riuscii, come non
sono mai riuscito con nessun altro. Povera Laura: credo di doverle mille spiegazioni ma ho la
sensazione di non essere pi in tempo.
Il caff era magnifico. E le condizioni della vendita del negozio anche. Laura si limit a tacere;
io dissi il prezzo, Daniela guard un paio di volte Laura e vide che questa negava lentamente, con
discrezione, in modo molto professionale. Ci nonostante, prov a contrattare: Non sono daccordo
con lofferta.
Mi scusi intervenne Laura, e io la guardai sorpreso. Con un tono stanco: Questa  lunica
offerta che le far il signor Ardvol.
Guard lorologio, come se avesse molta fretta, e tacque, seria. Adri ci mise qualche secondo a
reagire, poi disse che con lofferta avanzava anche il diritto di riscattare questi oggetti dal negozio
prima che tu lo rilevi. Daniela lesse attentamente la lista che le avevo passato, mentre io guardavo
Laura, le facevo locchiolino e lei non faceva alcun cenno, seria nel suo ruolo di avvocato.
E lurgell che avete a casa? alz la testa Daniela.
 patrimonio familiare: non  del negozio.
E il violino?
Anche.  tutto documentato.
Laura alz la mano come se volesse chiedere la parola, poi, con aria studiatamente stanca,
guardando Daniela, disse lei sa che parliamo di un negozio di intangibili.
Ahi, Laura.
Che? Daniela.
Meglio che stia zitta.
Una cosa  loggetto e unaltra il suo valore.
Mannaggia a me, Laura, e a quando ti ho chiesto vuoi venire a Roma.
Bene. E allora?
Ogni giorno che passa il valore aumenta.
 meglio che non complichi le cose.
E quindi?
Quindi, una cosa  il prezzo che converrete tra voi. Parlava senza neanche guardarmi, come
se io non ci fossi. Mentre io pensavo cazzo, stai zitta e non rovinare tutto, lei disse ma qualunque sia il
prezzo convenuto, non potrete mai neanche avvicinarvi al valore reale.
E solo per curiosit: mi piacerebbe molto che mi dicesse il valore reale del negozio,
avvocato.
Anche a me, Laura. Ma  meglio che non ti incasini, eh?
Non lo sa nessuno. Tot pesetas, prezzo ufficiale. Per arrivare al valore reale si deve aggiungere
il carico della storia.
Silenzio. Come se stessimo digerendo quelle sagge parole. Laura si scost i capelli dalla fronte,
se li mise dietro lorecchio e, con un tono sicuro, che non le avevo mai sentito, chinandosi verso
Daniela, disse e non stiamo parlando esattamente di mele o pere, signora Amato.
Nessuno fiatava. Io sapevo che Tito era dietro alla porta, perch unombra con le sopracciglia
folte lo tradiva. Immaginai subito che anche lui fosse un ragazzo ansioso di possedere oggetti, come lo
era stato mio padre, come lo era diventata mia madre, come lo sono io, come Daniela... Contagiato
dallossessione familiare. Il silenzio era cos imponente che mi sembr stessimo tutti cercando di
valutare il carico della storia.
Daccordo. Gli avvocati formalizzeranno il contratto decise Daniela emettendo un respiro.
Guard allora Laura con una punta dironia e disse dei milioni di lire della storia, avvocato, parleremo
un giorno quando saremo in vena.
Non dicemmo una parola finch non fummo seduti uno davanti allaltra. Furono tre quarti dora
di silenzio impossibile da valutare perch quella ragazza azzurra e bionda laveva completamente
disorientato. Una volta seduti, dopo aver chiesto e avere aspettato, sempre in silenzio, che portassero il
primo, Laura arrotol una manciata di spaghetti che inizi a disfarsi immediatamente.
Sei un figlio di puttana disse prima di cominciare a succhiare, china sul piatto, lunico,
lunghissimo spaghetto sopravvissuto.
Io?
Sto parlando con te, s.
Perch?
Non sono il tuo avvocato e non te ne facevi niente di un avvocato. Abbandon la forchetta sul
piatto. A proposito, mi  sembrato di capire che vendete oggetti antichi.
M-mmm.
Perch non me ne hai parlato prima?
Dovevi stare zitta.
Nessuno si  degnato di darmi il libretto distruzioni di questo viaggio.
Scusa,  colpa mia.
Gi...
Per sei stata fantastica.
E invece volevo rovinare tutto e andare via di corsa, perch sei un bastardo.
Hai ragione.
Laura riusc a pescare un altro spaghetto e io, invece di preoccuparmi delle sue parole, potei
solo pensare che di questo passo non avrebbe mai finito il piatto. Volli darle le spiegazioni che non le
avevo dato prima: Mia madre mi ha lasciato delle istruzioni per vendere il negozio a Daniela; passo
passo. Mi ha addirittura indicato come la dovevo guardare e che gesti dovevo fare.
Cio, stavi recitando.
In un certo senso, s. Ma tu mi hai superato.
Lo sguardo di entrambi sul piatto, finch Adri lasci la forchetta e si copr la bocca piena con
il tovagliolo.
Il valore del carico della storia! disse scoppiando a ridere.
La cena continu con grandi zone di silenzio. Cercavano di non guardarsi negli occhi.
Quindi tua madre ti ha scritto un libretto distruzioni.
S.
E tu lo applicavi.
S.
Ti notavo... non lo so: diverso.
Diverso da come?
Da come sei normalmente.
E come sono normalmente?
Non ci sei. Sei sempre da unaltra parte.
Rosicchiarono le olive in silenzio senza sapere cosa dirsi, aspettando il dessert. Finch Adri
disse non sapevo che fosse cos chiaroveggente.
Chi?
Mia madre.
Laura appoggi la forchetta sul tavolo e lo guard negli occhi.
Sai che mi sono sentita usata? insistette. Lhai capito, dopo tutto quello che ti ho detto?
La guardai attentamente e vidi che lo sguardo azzurro era umido. Povera Laura: stava dicendo
la grande verit della sua vita e io non lo volevo ancora riconoscere.
Scusami. Non ero capace di farlo da solo.
Quella sera io e Laura facemmo lamore, in modo molto tenero, molto cauto, come se avessimo
paura di farci del male. Lei esamin incuriosita la medaglietta che Adri aveva al collo, ma non disse
niente. E poi pianse: fu la prima volta che la sorridente Laura mi mostr la sua dose perenne di
tristezza. E non mi raccont i suoi mali damore. Tacqui anchio.
Dopo una passeggiata ai Musei Vaticani e dopo aver ammirato in silenzio per pi di unora il
Mos di San Pietro in Vincoli, il patriarca fece un passo avanti, con le tavole della Legge in mano, e,
quando si fu avvicinato al suo popolo ed ebbe visto che adorava un vitello doro e gli danzava intorno,
prese con rabbia le tavole di pietra su cui il Signore aveva inciso con scrittura divina i punti del patto, la
nuova alleanza con il suo popolo, e le scagli a terra, e si frantumarono. Mentre Aronne si chinava e ne
raccoglieva un frammento spigoloso, n molto grande n molto piccolo, per tenerlo come ricordo,
Mos alz la voce e disse razza di scansafatiche, che diavolo fate, adorando falsi di non appena mi
giro, disgraziati! E il popolo di Dio disse perdonaci, Mos, non lo faremo pi. E lui rispose non sono io
che vi devo perdonare ma il Dio misericordioso contro cui avete peccato adorando falsi idoli. Solo per
questo meritate di essere lapidati. Tutti. E uscendo allaccecante sole romano di mezzogiorno,
pensando a pietre e a tavole frantumate, mi venne in mente, senza alcun motivo, che un secolo prima,
lanno dellegira milleduecentonovanta, nella cittadina di al-Hisw era nata una bambina urlante con il
viso luminoso come la luna, e sua madre, vedendola, aveva detto questa figlia mia  una benedizione di
Allah il Misericordioso;  bella come la luna e splendente come il sole, e il padre, Azizzadeh il
commerciante, nel vedere lo stato delicato di sua moglie, le disse, nascondendo la sua ansia, che nome
vuoi metterle, moglie mia, e lei rispose si chiamer Amani, e la gente di al-Hisw la conoscer come
Amani la bella; poi tacque sfinita, come se le parole proferite lavessero spremuta; e il suo sposo
Azizzadeh, con lacrime amare negli occhi scuri, dopo essersi assicurato che fosse tutto in ordine, diede
una moneta bianca e un cesto di datteri alla levatrice; guard preoccupato sua moglie e una nuvola nera
gli attravers i pensieri. La voce rotta della madre disse ancora Azizzadeh: se io muoio, custodisci bene
il gioiello doro in mia memoria.
Non morirai.
Tu ascoltami. E quando la bella Amani avr il primo mestruo glielo regalerai da parte mia.
Cos avr un ricordo, marito mio. Il ricordo di una madre che non ha avuto forze sufficienti per. E si
mise a tossire. Giuramelo insistette.
Te lo giuro, moglie mia.
La levatrice torn nella stanza e disse ha bisogno di riposo. Azizzadeh scosse la testa e torn nel
negozio perch doveva sorvegliare la consegna del carico di pistacchi e noci del Libano appena
arrivato. Ma neanche se glielo avessero inciso su delle tavole come quelle della Legge degli infedeli
figli di M?sa, quello che loro chiamano popolo eletto, Azizzadeh avrebbe mai creduto quale sarebbe
stata la triste fine della bella Amani quindici anni dopo, lodato sia il Signore misericordioso.
A cosa pensi?
Scusa?
Lo vedi? Come al solito, sei da unaltra parte.
Tornammo a Barcellona in treno e vi arrivammo mercoled: per la prima volta nella storia Laura
salt due lezioni, senza avere avvertito prima. Bastardes, che doveva intuire molte cose, non le disse
niente. E io, dopo loperazione Roma, sapevo gi che avrei potuto dedicarmi tutta la vita a studiare
quello che avessi voluto e a fare poche lezioni, il minimo necessario per mantenere la presenza nel
mondo accademico. Tralasciando i problemi sentimentali, mi sembrava che il cielo mi si aprisse
davanti. Sempre che nessun manoscritto appetitoso mi si presentasse lungo la strada.
...
.
...
Capitolo ventinove.
...
.
...
Adri si era tolto un peso, aiutato dalla sua burbera madre che aveva pensato alla sua incapacit
nellaffrontare le cose pratiche e dalla morte aveva vegliato su suo figlio come fanno tutte le madri del
mondo meno la mia. Solo a pensarci mi commuovo e immagino che forse, in un momento della sua
vita, mia madre mi ha voluto bene. So per certo che mio padre qualche volta mi ha ammirato; ma sono
convinto che non mi ha mai voluto bene. Io ero un oggetto tra i tanti della sua vasta collezione. E
questo oggetto torn a casa da Roma con lintenzione di mettere un po in ordine perch ormai da
troppo tempo viveva inciampando negli scatoloni dei libri venuti dalla Germania che non aveva ancora
aperto, accese la luce e la luce fu. Chiam Bernat per farsi aiutare a pianificare questordine ideale,
come se Bernat fosse Platone e lui Pericle, e lappartamento dellEixample la tumultuosa citt di Atene.
E cos i due uomini saggi decisero che nello studio avrebbe lasciato i manoscritti, gli incunaboli che
avrebbe comprato, gli oggetti delicati, i libri dei genitori, i dischi, le partiture e i dizionari di uso pi
frequente, e separarono le acque di sotto da quelle di sopra e fu fatto il firmamento con le sue nuvole,
separato dalle acque del mare. Nella stanza dei suoi genitori, che adesso era sua, misero la poesia e i
libri di musica, e fece ritirare le acque di sotto in modo che ci fosse qualche zona asciutta, e alla zona
asciutta mise nome Terra, e chiam Oceani le acque. Nella sua stanza da bambino, accanto allo sceriffo
Carson e al coraggioso Aquila Nera, che facevano permanentemente la guardia sul comodino,
svuotarono, senza troppa attenzione, tutti gli scaffali dei libri che gli avevano fatto compagnia da
piccolo e ci misero i libri di storia, dalla nascita della memoria fino ai nostri giorni. E anche di
geografia, e la terra cominciava ad avere alberi e semi che germogliavano e diventavano erbe e fiori.
Che sono questi cow-boy?
Non toccare!
Non os dirgli di non impicciarsi. Gli sarebbe sembrato ingiusto. Si limit a dire niente, li
butter un altro giorno.
Augh.
Che c.
Ti vergogni di noi.
Ora ho molto da fare.
Sentii che lo sceriffo, dietro al capotrib arapaho, sputava per terra con disprezzo preferendo
non intervenire.
I tre lunghi corridoi furono destinati alla prosa letteraria ordinata per lingue. Su nuovi e infiniti
scaffali che si fece fare da Planas. Nel corridoio della camera da letto, lingue romanze. In quello dopo
lingresso, lingue slave e nordiche, e nel corridoio largo del fondo, lingue germaniche e anglosassoni.
Ma come puoi leggere una lingua cos astrusa come questa? fece allimprovviso Bernat
brandendo   di Danilo Ki.
Con un po di pazienza. Se sai il russo, il serbo non  poi cos difficile.
Se sai il russo... borbott offeso Bernat. Lasci il libro al suo posto e mormor tra i denti:
Cos, sono tutti capaci.
In sala da pranzo metteremo la saggistica letteraria e la teoria letteraria e dellarte.
O togli la cristalleria o togli la credenza. Indic le pareti senza fare alcun riferimento alla
macchia bianca sopra al mobile. Adri abbass gli occhi e disse regalo tutta la cristalleria al negozio.
La venderanno e saranno contenti. Ci guadagno tre pareti buone. E furono creati i pesci e le creature
marine e tutti i mostri del mare. E il vuoto lasciato sul muro dallassenza del monastero di Santa Maria
de Gerri di Modest Urgell si ritrov in compagnia di Wellek, Warren, Kayser, Berlin, Steiner, Eco,
Benjamin, Indgarden, Frye, Canetti, Lewis, Fuster, Johnson, Calvino, Mira, Todorov, Magris e allegrie
varie.
Quante lingue sai?
Non lo so.  lo stesso. Sapendone qualcuna, puoi sempre leggere in un numero maggiore di
quelle che credi.
S, certo, stavo per dirtelo Bernat, un po scocciato. Poi, mentre spostavano un mobile: Non
mi avevi detto che studiavi il russo.
E tu non mi hai detto che stai preparando il secondo di Bartk.
Come lo sai?
Contatti. Nella stanza da stiro metter
Nella stanza da stiro non toccare nulla. Bernat, la voce del senno. Dovrai far venire
qualcuno a togliere la polvere, stirare e cose del genere. Deve avere un proprio spazio.
Lo far io.
S, col cavolo. Fai venire qualcuno.
So fare la frittata, il riso in brodo, le uova al tegamino, vari piatti di pasta e un sacco di altre
cose. Frittata di patate. Insalate. Verdura bollita.
Stiamo parlando di attivit di livello un po superiore: stirare, cucire, lavare. E fare i
cannelloni, o il cappone al forno.
Che scocciatura. Ma alla fine diede retta a Bernat e fece venire una donna ancora giovane e
attiva che si chiamava Caterina. Veniva il luned, rimaneva a pranzo e faceva tutta la casa, senza
trascurare niente. E stirava. E cuciva. Un sole in mezzo a quelle tenebre.
Nello studio  meglio che non entri. Daccordo?
Come vuole fece lei entrandoci e dando unocchiata da esperta. Ma deve sapere che questo 
un nido di polvere.
Non proprio, non esageriamo...
Un nido di polvere pieno di quelle bestioline argentate che vivono tra i libri.
Non sia esagerata, Lola Piccola.
Caterina. Soltanto togliere la polvere da quei grossi libri vecchi.
Non ci pensi nemmeno.
Allora mi lasci passare la scopa e lo straccio. Caterina cercava di spuntarla su qualche aspetto
della trattativa.
Va bene. Ma non tocchi niente sulla scrivania.
Non oserei mai ment.
Malgrado le buone intenzioni iniziali, Caterina dovette convivere con belle arti ed enciclopedie,
sistemate sfruttando i pochi tratti di pareti senza armadi. Non le serv a nulla storcere ostentatamente il
naso.
Non vede che non c pi spazio? implorava Adri.
E s che la casa non  piccola. Perch vuole tutti questi libri?
Per mangiarmeli.
Una casa cos bella e sprecata, non si vedono neanche le pareti.
Caterina ispezion come le avevano lasciato la stanza da stiro e disse mi dovr abituare a
lavorare con i libri accanto.
Non ti preoccupare, Lola Piccola. Di giorno sono tranquilli.
Caterina fece Caterina guardandolo un po storto, perch non capiva se la stava prendendo in
giro o se era soltanto matto come un cavallo.
E tutto questo che hai portato dalla Germania, cos? chiese un altro giorno Bernat, aprendo
circospetto uno scatolone con la punta delle dita.
Fondamentalmente, filologia e filosofia. E qualche romanzo. Bll, Grass, Faulkner, Mann,
Llor, Capmany, Roth e autori simili.
Dove li vuoi mettere?
La filosofia in ingresso. Con la matematica e lastronomia. La filologia e la linguistica nella
stanza di Lola Piccola. I romanzi, ognuno nel corridoio corrispondente.
Sar fatto.
Con quale orchestra vuoi suonare Bartk?
Con la mia. Voglio chiedere unaudizione.
Ehi, che bella notizia!
Se tutto va bene.
Andr bene.
S. Devi farti fare altri scaffali.
Li fece fare, e Planas contento come una pasqua perch il furore ordinatore di Adri non
scemava. E al quarto giorno della creazione Caterina ottenne una vittoria importante perch strapp al
Signore il permesso di spolverare tutti i libri di casa tranne quelli dello studio. Decise quindi di venire,
per un modico supplemento, anche il gioved mattina garantendo cos che almeno una volta allanno li
avrebbe spolverati tutti. E Adri disse come vuoi, Lola Piccola: ne sai sicuramente pi di me.
Caterina.
E nella stanza degli ospiti, visto che c ancora posto, religione, teologia, etnologia e mondo
greco-romano.
Era il momento in cui il Signore aveva separato le acque e lasciato asciutta la Terra e creato i
mari.
Dovrai... cosa preferisci. Cane o gatto?
No, no, niente. Secco: Niente.
Non vuoi che te la facciano addosso. Eh?
No, non  per questo.
S, certo, se lo dici tu... Tono ironico di Bernat mentre lasciava una pila di libri per terra.
Per ti farebbe bene avere un animale da compagnia.
Non voglio che mi muoia nessuno. Capito? disse mentre riempiva la seconda fila davanti al
bagno con la prosa in lingue slave. E furono creati gli animali domestici e le selvaggine che popolarono
la Terra, e vide che era cosa buona.
Poi, seduti sul pavimento scuro del corridoio uno, si abbandonarono alla loro malinconia:
Accidenti, Karl May. Anchio ne ho un sacco.
Guarda: Salgari. Dieci, no: dodici salgari.
E Verne. Io ce lavevo con le incisioni di Dor.
Dove li tieni?
E chi lo sa.
Enid Blyton. Non  un granch, eh? Eppure me li sono letti trenta volte.
Che ci farai con i tintin?
Non voglio buttare niente. Ma non so dove metterli.
Hai ancora molto posto.
E il Signore disse s, ho ancora posto, ma voglio continuare a comprare libri per questo posto. E
il mio problema  dove metto i vari karlmay e giulioverne, capisci? E laltro disse capisco. E videro che
in bagno cera un po di posto tra larmadietto e il soffitto, e Planas, entusiasta, gli fece una mensola
doppia e robusta dove andarono a finire tutte le letture infantili.
Sicuro che non cade?
Se cade vengo a reggerla personalmente e per sempre.
Come Atlante.
Scusi?
Come una cariatide.
Be, non lo so. Ma le assicuro che non cadr. Pu cacare tranquillo. Mi scusi. Voglio dire, pu
stare tranquillo.
E nel bagnetto, le riviste.
Buona idea disse Bernat trasportando venti chili di storia antica lungo il corridoio di prosa in
lingua romanza verso la stanza di Adri da piccolo.
E in cucina, i libri di cucina.
Hai bisogno di bibliografia per fare un uovo al tegamino?
Sono libri di mia madre; non li voglio buttare.
E al momento di dire far luomo a mia immagine e somiglianza, pens a Sara. A Laura. No, a
Sara. No, a Laura. Non lo so: ma ci pens.
Il settimo giorno Adri e Bernat si riposarono e invitarono Tecla a vedere lopera della
creazione e dopo la visita si sedettero sulle poltrone dello studio. Tecla, che era gi incinta di Lloren,
era ammirata dal lavoro che avevano fatto e disse a suo marito vediamo se un giorno ti decidi a mettere
un po in ordine anche le tue cose a casa. E bevvero un t comprato da Mrria che era buonissimo.
Allimprovviso Bernat si alz, come se lavessero punto: Dove tieni lo storioni?.
Nella cassaforte.
Tiralo fuori. Deve prendere aria. E lo devi suonare perch non gli si spenga la voce.
Lo suono, lo suono. Sto cercando di riacquistare scioltezza. Lo suono ossessivamente e sto
cominciando ad amare lo strumento.
Questo storioni si fa amare da solo disse Bernat tra i denti. Ha un suono impressionante.
 vero che suoni anche il pianoforte? Tecla, incuriosita.
Livello elementare. E a mo di scusa: Se vivi da solo hai molto tempo a disposizione.
Sette due otto zero sei cinque. Il Vial era lunico occupante della cassaforte. Tirandolo fuori, gli
sembr che fosse impallidito per il tempo che aveva passato in gattabuia.
Poveretto. Perch non lo metti nella vetrina, con gli incunaboli?
 una buona idea. Ma quelli dellassicurazione...
Fanculo. Chi vuoi che lo rubi?
Con un gesto che voleva essere solenne, Adri lo pass al suo amico. Suona qualcosa, gli disse.
E Bernat lo accord, il re aveva perso molto, e suon le due fantasie di Beethoven in modo che
potessimo indovinare lorchestra. A me sembra, ancora oggi mi sembra, che abbia suonato in modo
straordinario, come se laver vissuto lontano da me lavesse fatto maturare, e pensai che quando non
avessimo avuto davanti Tecla gli avrei detto ma perch non smetti di voler scrivere quello che non sai
scrivere e ti dedichi a quello che sai fare cos bene, eh?
Non mi rompere le palle gli rispose Bernat quando glielo disse, otto giorni dopo. E il Signore
contempl la sua opera e pens che aveva fatto un ottimo lavoro, perch aveva luniverso a casa in una
classificazione pi o meno decimale universale. E disse ai libri crescete e moltiplicatevi e diffondetevi
per tutta casa.
Non avevo mai visto una casa cos grande disse Laura ammirata, ancora con il cappotto
addosso.
Vieni, togliti il cappotto.
E neanche cos buia.
Mi dimentico sempre di aprire le persiane. Aspetta.
Le mostr la parte pi mostrabile dellappartamento e quando entrarono nello studio non pot
evitare di farlo con una sorta di orgoglio possessivo.
Cavolo,  un violino?
Adri lo tir fuori dalla vetrina e glielo mise in mano. Si notava che la ragazza non sapeva che
farci. Allora lui lo mise sotto la lente di ingrandimento e accese la lampada.
Leggi qua dentro.
Laurentius Storioni Cremonensis... con difficolt, ma con piacere me fecit
millesettecentosessantaquattro. Accidenti. Alz la testa sbalordita. Deve valere un fottio; voglio dire
un sacco.
Immagino. Non lo so.
Non lo sai? A bocca aperta gli restitu lo strumento, come se bruciasse.
Non lo voglio sapere.
Sei strano, Adri.
S.
Rimasero per un po zitti, senza sapere cosa dirsi. Mi piace questa ragazza. Ma ogni volta che
mi ci avvicino penso a te, Sara, e mi chiedo per quale motivo il nostro amore, che era eterno, ha
incontrato tanti ostacoli. In quel momento non lo potevo ancora capire.
Suoni il violino?
Ss... un po.
Suona qualcosa, di.
Ohiohi.
Immaginai che Laura non fosse molto esperta di musica. In realt mi ero sbagliato: non ci
capiva niente. Ma siccome ancora non lo sapevo, le offrii a memoria e inventando un pochino la
Meditazione di Thas, che  molto efficace. A occhi chiusi, perch non mi ricordavo bene la digitazione
e avevo bisogno di tutta la concentrazione. Quando Adri riapr gli occhi, Laura stava piangendo
lacrime azzurre, sconsolate, e mi guardava come se io fossi un dio o un mostro, e io le chiesi che ti
succede Laura?, e lei mi rispose non lo so, credo di essermi commossa perch ho sentito una cosa qui e
fece dei cerchi sullo stomaco con la mano; io le dissi  il suono del violino,  magnifico. Allora non
riusc a trattenere un singhiozzo e in quel momento mi accorsi che aveva gli occhi discretissimamente
truccati perch le si era un po sbavato il rimmel ed era bellissima. Ma questa volta non lavevo usata,
come a Roma. Era venuta perch quella mattina io le avevo detto vuoi venire allinaugurazione di casa
mia? E lei, che usciva, mi sembra, dalla lezione di greco, mi aveva chiesto hai cambiato casa? E io, no.
E lei, fai una festa? E io, no, ma inauguro un nuovo ordine a casa e...
Ci sar molta gente?
Accidenti.
Chi?
Tu e io.
Ed era venuta. Dopo il singhiozzo che non aveva saputo reprimere, rimase un momento
pensierosa, seduta sul divano dietro al quale io avevo vissuto ore di spionaggio in compagnia dello
sceriffo Carson e del suo intrepido amico.
Sul comodino di storia e geografia cera Aquila Nera che faceva la guardia. Quando entrammo,
lei lo prese, lo guard, il coraggioso capotrib arapaho non si lament e lei si gir per dirmi qualcosa,
ma Adri fece finta di non essersene accorto e le chiese una sciocchezza qualsiasi. La baciai. Ci
baciammo. Fu molto tenero. Poi laccompagnai a casa, convinto che con questa ragazza mi stavo
sbagliando e che probabilmente le stavo facendo del male. Ma non sapevo ancora perch.
O forse s, lo sapevo. Perch negli occhi azzurri di Laura cercavo i tuoi occhi scuri da fuggitiva,
e questa  una cosa che nessuna donna mi pu perdonare.
...
.
...
Capitolo trenta.
...
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...
La scala era stretta e buia. Man mano che saliva si sentiva peggio. Sembrava finta, la scala di
una casa delle bambole senza luce. Terzo piano, interno cinque. Il campanello fece ding e poi dong.
Poi, il silenzio. Si sentivano le grida dei bambini nella strada stretta e senza sole di quella parte della
Barceloneta. Quando ormai pensava di essersi sbagliato, sent un flebile rumore dallaltra parte della
porta e questa si apr delicatamente, silenziosamente. Non te lho mai raccontato, Sara, ma quello 
stato probabilmente il giorno pi importante della mia vita. Appoggiata alla porta, sciupata, pi
vecchia, ma in ordine e curata come sempre, mi guard negli occhi in silenzio per qualche secondo,
come se volesse chiedermi che cosa ci facevo l. Poi reag, apr del tutto la porta e indietreggi per
farmi passare. Solo quando ebbe richiuso disse diventerai presto calvo.
Entrammo in una minuscola stanza, che era soggiorno e sala da pranzo. Su una parete,
maestoso, lurgell del monastero di Santa Maria de Gerri riceveva, come sempre, la luce del tramonto
dal sole che si nascondeva dalla parte di Trespui. Adri, come se volesse scusarsi, disse che sapeva che
era malata e...
Come lhai saputo?
Un amico medico. Come stai?
Sorpresa di vederti qui.
No, voglio dire di salute.
Morendo. Vuoi un t?
S.
Spar nel corridoio. La cucina era l accanto. Adri guard il quadro ed ebbe la sensazione di
ritrovare un vecchio amico che, nonostante gli anni, non era invecchiato affatto; aspir e sent laroma
della primavera di quel paesaggio; sent persino il rumore del fiume e il freddo che aveva avuto Ramon
de Nolla quando ci era arrivato in cerca della sua vittima. Rimase l a osservarlo finch avvert dietro a
s la presenza di Lola Piccola. Aveva in mano un vassoio con due tazze. Adri not la sobriet di quel
minuscolo appartamento che, senza troppi sforzi, poteva stare dentro al suo studio.
Perch non sei rimasta a vivere con me?
Sto bene. Questa  stata casa mia prima e dopo aver vissuto accanto a tua madre. Non mi
lamento. Capisci? Non mi lamento. Ho pi di settantanni, ho vissuto pi dei tuoi genitori; e ho avuto la
vita che ho scelto di vivere.
Si sedettero al tavolo. Un sorso di t. Adri stava bene in silenzio. Dopo un po: Non  vero
che sto diventando calvo.
Perch non ti puoi vedere la nuca. Sembri un frate francescano.
Adri sorrise. Era la Lola Piccola di sempre. Ed era ancora lunica persona al mondo che non
aveva visto nemmeno una volta storcere il naso per contrariet.
 buonissimo questo t.
Ho ricevuto il tuo libro.  faticoso da leggere.
Lo so, ma volevo che ce lavessi.
Che altro hai fatto oltre a scrivere e a leggere?
Ho suonato il violino. Ore e ore, giorni e mesi.
Adesso s, eh? Perch allora hai smesso di studiarlo?
Mi soffocava. In quel momento dovevo scegliere tra me e il violino. E scelsi me.
Sei felice?
No. E tu?
S. Abbastanza. Non del tutto.
Posso fare qualcosa per te?
S. Perch sei cos inquieto?
Perch... non posso evitare di pensare che se vendessi il quadro ti potresti comprare una casa
pi grande.
Tu non capisci niente, ragazzino.
Rimasero in silenzio. Lei guard lurgell con uno sguardo abituato a contemplare quel
paesaggio e a percepire, senza saperlo, il freddo che era penetrato nelle ossa del fuggitivo frate Miquel
de Susqueda quando vi aveva cercato rifugio, lontano dalla minaccia della giustizia divina lungo il
cammino del Burgal. Forse passarono cinque minuti in silenzio, bevendo il t, ognuno ricordando
qualche momento della propria vita. Alla fine Adri Ardvol la guard negli occhi e le disse Lola
Piccola, ti voglio molto bene; sei una bellissima persona. Lei bevve lultimo sorso di t, chin la testa,
rimase a lungo in silenzio e poi cominci a spiegargli che quello che aveva appena detto non era vero,
perch tua madre un giorno mi disse Lola Piccola, mi devi aiutare.
Che c, Carme? un po spaventata per il tono dellaltra.
Conosci questa ragazza?
Mise sul tavolo della cucina la fotografia di una bella ragazza, con i capelli e gli occhi scuri.
Lhai mai vista?
No. Chi ?
Una che vuole accalappiare Adri.
Carme si sedette accanto a Lola Piccola e le prese la mano.
Mi devi fare un favore disse.
Mi chiese di seguirvi per confermare quello che il detective da lei contattato le aveva riferito.
S, vi scambiavate effusioni davanti alla fermata del 47 sulla Gran Via.
Si vogliono bene, Carme osserv.
 pericoloso insistette Carme.
Tua madre sapeva che quella ragazza ti voleva abbindolare.
Dio mio disse Adri. Come mi voleva abbindolare?
Lola Piccola guard Carme stupita e ripet la domanda: Come lo vuole abbindolare? Non vedi
che si vogliono bene? Eh, Carme?.
Erano in piedi nello studio del signor Ardvol e Carme disse ho fatto fare qualche ricerca sulla
famiglia di questa ragazza: si chiama Voltes-Epstein.
E allora?
Sono ebrei.
Ah. Pausa. E allora?
Non ho niente contro gli ebrei, non  questo. Ma Flix... Ah, Lola, non so come dirtelo...
Provaci.
Carme fece qualche passo, apr la porta per accertarsi che Adri non fosse ancora arrivato, cosa
che sapeva perfettamente, chiuse la porta e, a voce pi bassa, disse Flix ha avuto dei contatti con dei
loro parenti e...
E?
E insomma, hanno litigato. Diciamo che hanno litigato molto forte.
Flix  morto, Carme.
Questa ragazza si  intrufolata nella nostra vita per portare guai. Sono sicura che va dietro al
negozio. Quasi in un sussurro: Non gliene importa niente di Adri.
Carme...
Lui  molto vulnerabile. Vive tra le nuvole ed  facilissimo fargli fare quello che si vuole.
Sono sicura che la ragazza non sa neanche che esiste il negozio.
Lo dici tu. Ci conosce alla perfezione.
Non puoi esserne sicura.
S. Quindici giorni fa  venuta in negozio con una signora che immagino sia sua madre.
Prima di decidersi a chiedere quello che volevano, diedero unocchiata, come facevano molti
clienti, ma senza alcuna fretta, come se volessero valutare il negozio, lattivit nel suo complesso.
Carme, che le aveva viste dallo studio, riconobbe subito la ragazza che si vedeva in segreto con Adri:
allora tutto cominci a quadrare e cap che tanti segreti da parte di quella ragazza nascondevano
unintenzione poco chiara. Ceclia chiese loro se poteva essergli utile; poi Carme venne a sapere che
erano straniere, probabilmente francesi, per la evve di cassettieva e di lampadavio, perch
volevano vedere una cassettieva e due lampadavi, ma senza avere unidea precisa di alcun oggetto in
particolare, come se stessero solo dando unocchiata al negozio. Capisce, signora Ardvol? Quella sera
stessa Carme Bosch chiam lagenzia Espelleta, chiese del proprietario e gli affid un nuovo lavoro,
perch non era disposta a lasciare che si approfittassero dei sentimenti di suo figlio per interessi
inconfessabili. S, se era possibile, con il detective in persona.
Ma come... Mia madre... Ma io e Sara ci vedevamo in segreto!
Be, ecco... Lola Piccola abbassava gli occhi e guardava lincerata sul tavolo.
Come ha potuto sospettare che...
Il maestro Manlleu. Quando tu gli hai detto che abbandonavi definitivamente il violino.
Che hai detto? il maestro Manlleu agitato, indignato, le folte sopracciglia bianche spettinate
come nuvole di tempesta sugli occhi fuori dalle orbite.
Alla fine dellanno faccio gli esami e abbandono il violino. Per sempre.
Questa ragazza ti ha riempito la testa di grilli.
Quale ragazza?
Non fare il finto tonto. Tu hai mai visto due persone mano nella mano per tutta la quarta di
Bruckner? Eh?
Va bene, ma...
Vi si vede lontano un miglio, fessi, l in platea, teneri come due piccioncini negroidi e
melensi.
Questo non ha niente a che vedere con la decisione di
Ha molto a che vedere con la decisione di. Questa arpia  una pessima influenza. La devi
eliminare dalla tua vita.
Ero rimasto senza parole davanti alla sua insolenza; ne approfitt per ribadire: Tu ti devi
sposare con il violino.
Scusi, maestro.  la mia vita.
Come vuoi, saputello. Ma ti avverto che non abbandonerai il violino.
Adri Ardvol chiuse la custodia facendo pi rumore di quanto fosse necessario. Si alz e
guard il genio dritto negli occhi. Adesso era mezza spanna pi alto di lui.
Lascio il violino, maestro Manlleu; le piaccia o no. Anche mia madre lo sapr oggi.
Ah! Quindi hai avuto la delicatezza di dirlo prima a me.
S.
Tu non lascerai il violino. Tra un paio di mesi ti trascinerai davanti a me e io ti dir mi
dispiace molto, ragazzino: ho tutte le ore piene. E ti dovrai fottere. Lo guard con gli occhi di fuoco:
Non te ne stavi andando?.
Poi corse a dire a tua madre che cera una ragazza di mezzo. Carme era ossessionata dal fatto
che fosse tutta colpa di Sara e la vide subito come una nemica.
Dio mio.
E per cose che... Quello che ti dicevo della famiglia Epstein, che...
Dio mio.
Le dissi di non farlo, ma lei scrisse una lettera alla madre di Sara.
Che cera scritto? Lhai letta?
Cose inventate; immagino fossero cose brutte su di te. Lungo silenzio, grande interesse per
lincerata sul tavolo. Io non lho letta.
Diede unocchiata furtiva a Adri, che aveva gli occhi spalancati, perplessi e piangenti, e riprese
a guardare lincerata.
Tua madre voleva allontanare quella ragazza dalla tua vita. E dal negozio.
Quella ragazza si chiama Sara.
S, scusa, Sara.
Dio mio.
Le grida dei bambini per strada cominciavano ad attenuarsi. E fuori la luce si affievoliva. Mille
anni dopo, quando la stanza era gi in penombra, Adri, che stava giocando con la tazza del t, guard
Lola Piccola.
Perch non me lhai mai detto?
Per fedelt a tua madre. Davvero, Adri: mi dispiace molto.
Quello che pi mi dispiacque  che me ne andai da casa di Lola Piccola molto ferito, quasi
senza salutarla, quasi senza dirle Lola Piccola, mi dispiace per la tua malattia. Le diedi un bacio troppo
brusco e non lho mai pi rivista viva.
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FINE Parte 2.